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Concerti al Maradona, Delli Paoli: “Concordo con ADL! Stadio vecchio e non adatto”

Concerti al Maradona, Delli Paoli: “Concordo con ADL! Stadio vecchio e non adatto”
Oggi alle 18:45Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Giuliano Delli Paoli, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Ieri il concerto di Liberato è stato un grande evento con oltre 40.000 persone allo stadio Maradona. Che estate sarà per Napoli con tutti questi concerti? “Sì, è stato un evento molto partecipato. Napoli sta vivendo una stagione ricca di concerti importanti, ma questo riapre anche il tema dell’utilizzo dello stadio. Il presidente De Laurentiis ha più volte criticato l’uso del Maradona per i concerti, perché poi il terreno va risistemato. Tuttavia lo stadio è gestito dal Comune, e l’assessore ha ricordato che questi eventi portano entrate significative alla città”.

Tu che idea ti sei fatto sull’uso del Maradona per i concerti? “Sono abbastanza d’accordo con De Laurentiis. Il Maradona è uno stadio vecchio, con una struttura non adeguata agli eventi musicali. Dal punto di vista acustico è problematico, come quasi tutti gli stadi costruiti in passato. Inoltre la posizione è critica: è un vero e proprio “imbuto” e dopo un concerto uscire diventa complicato. Ho parlato anche con chi organizza eventi lì: mi diceva che, nonostante l’affetto per lo stadio, ci sono problemi strutturali seri legati alla sua conformazione e alla geografia della zona. In Europa esistono impianti progettati appositamente per la musica e gli eventi. Il Maradona invece nasce per lo sport e resta limitato sotto questo aspetto”.

Esiste a Napoli un luogo alternativo per i grandi concerti? “Sì, ad esempio l’ex base NATO di Bagnoli. Ne ho fatto un reportage anni fa quando era in condizioni fatiscenti, e purtroppo lo è ancora in parte. Potrebbe diventare un grande polo culturale, ma servirebbero investimenti importanti. Sarebbe uno spazio ideale per eventi musicali, quasi un “Primavera Sound napoletano”. Napoli ha anche infrastrutture in crescita, come la metropolitana, quindi avrebbe le potenzialità per un progetto del genere”.

Nei prossimi mesi quali eventi ci saranno e cosa pensi dei numeri di pubblico? “Nei prossimi giorni arriveranno artisti come Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti e Max Pezzali. A fine mese ci saranno anche i concerti di Geolier, molto attesi. Poi ci saranno altri eventi annunciati, come quelli di Achille Lauro. Sui numeri dei concerti, però, spesso si crea un po’ di confusione: alcuni “sold out” vengono raccontati in modo ottimistico. Non credo che chi compra un biglietto a 70 euro poi non si presenti, ma a volte le cifre reali possono essere percepite diversamente”.

Per Achille Lauro pensi che farà sold out al Maradona? “Non è scontato. Achille Lauro non ha i numeri di artisti come Liberato o Geolier, e anche rispetto ad altri nomi la situazione è più incerta. Se dovessi fare una previsione “da scommessa”, direi che il sold out è possibile ma non certo. Molto dipenderà anche dal prezzo dei biglietti e dai costi generali degli eventi”.

Napoli vivrà anche il centenario con eventi musicali e culturali? “Sì, credo che la città sarà molto coinvolta. Napoli ha un legame fortissimo con la musica: è probabilmente una delle città al mondo dove calcio e musica sono così intrecciati. Sui social si vede chiaramente: artisti, DJ e musicisti di tutto il mondo indossano maglie del Napoli e partecipano simbolicamente al suo immaginario. È una città che da sempre ha un’identità musicale fortissima, e oggi questo legame è ancora più evidente grazie anche al turismo e ai social”.

Quanto è forte oggi il legame tra Napoli e la musica? “È un legame fortissimo. Basta cercare nei testi delle canzoni per trovare decine e decine di riferimenti a Napoli, Maradona e al calcio. Non riguarda solo il rap o la musica urban, ma anche generi diversi e artisti di ogni tipo. Napoli è diventata un simbolo culturale che attraversa tutti gli stili musicali. Questo accade anche perché, rispetto ad altre città come Roma o Milano, Napoli ha un’identità calcistica molto più unica e riconoscibile, che alimenta continuamente la produzione musicale”.