TN - Ilicic, l'ex allenatore: "Spacca le partite, è un top-player e merita il Napoli! Vi racconto tutto su Josip! Zapata? Più forte di Mandzukic..."

Dodici gol e nove assist, nell'Atalanta, per Josip Ilicic, 31 anni, nome nuovo per l'attacco del Napoli
10.05.2019 15:30 di Fabio Tarantino Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
TN - Ilicic, l'ex allenatore: "Spacca le partite, è un top-player e merita il Napoli! Vi racconto tutto su Josip! Zapata? Più forte di Mandzukic..."

Dodici gol e nove assist, nell'Atalanta, per Josip Ilicic, 31 anni, nome nuovo per l'attacco del Napoli. Lo conosce bene il bergamasco Bortolo Mutti, ex tecnico del Napoli, suo allenatore al Palermo nel 2011: "Josip è uno che spacca le partite, è diventato un top-player e meriterebbe una chance come il Napoli" racconta a Tuttonapoli.net.

L'età non è un potenziale limite? "Perché dovrebbe? Ilicic è cresciuto tanto in questi anni, solo ora ha raggiunto la vera maturità. A Bergamo è rinato e si è completato. Forse la serenità dell'ambiente e le poche pressioni lo hanno aiutato. E poi la squadra lo riconosce come leader e questo gli ha permesso di esaltarsi".

Ecco, a proposito di pressioni: Napoli rischia di non essere la piazza giusta per lui? "Attenzione, non parlo di pressioni positive, come quelle delle città meridionali. Josip è cresciuto a Palermo, altra piazza esigente. Lui soffre le pressioni di un ambiente critico, come accaduto a Firenze. Lì c'è più malizia ed ironia tra i tifosi. A Napoli, e al Sud in generale, ci si abbraccia nelle difficoltà e c'è grande sostegno nei confronti della squadra". 

Oltre ciò che sappiamo, che si vede: che giocatore è Ilicic? "Un mancino potente, forte, di grande personalità, che non fa mai la cosa banale, che prende iniziative per sé ed i compagni. E poi ha una fisicità notevole, è difficilissimo da marcare. Tornando all'età, è anche grazie ai suoi 31 anni che ora Josip s'è convinto d'esser diventato il giocatore che, ad esempio, a Palermo sembrava solo d'essere, tra alti e bassi".

Il ragazzo Ilicic è...? "Un tipo fragile con una spiccata sensibilità. Devi saperlo coccolare. Tutto dipende dal rapporto con lo spogliatoio e l'allenatore. Ancelotti, come Gasperini, può aiutarlo perché ha un grande feeling coi suoi calciatori, li difende, è aperto al dialogo". 

Zapata è una sorpresa o cosa? "All'inizio ha fatto fatica, spesso giocava Barrow al suo posto, poi s'è sbloccato e ora è un attaccante vero, segna e fa segnare, dialoga coi compagni, è un uomo assist. Farebbe comodo anche al Napoli".

Dice? "Assolutamente sì. Non ce ne sono, in giro, di attaccanti così. Duvan non è solo un bomber ma un attaccante completo forte di testa, che gioca di sponda, che ha tecnica. Vi dirò: anche alla Juve manca uno così. In questo momento, per numeri e dinamismo, Zapata è anche più forte di Mandzukic". 

Castagne è l'esterno da prendere, tra quelli in rosa? "Hateboer s'è confermato, ma Castagne è cresciuto tantissimo. Ha spunto, velocità, è bravo in fase difensiva, sa attaccare. Un terzino completo. Un ottimo esterno".

"Chi va via dall'Atalanta non si ripete" è un luogo comune o c'è un fondo di verità? "Kessié è il motore del Milan, Caldara e Conti sono stati semplicemente sfortunati. La verità è che i buoni giocatori rimangono buoni giocatori a prescindere dalla maglia".