La mortificazione del talento: l’ultimo affronto di Ventura

La mortificazione del talento: l’ultimo affronto di VenturaTuttoNapoli.net
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 10 novembre 2017, 16:47In primo piano
di Arturo Minervini

La bellezza salverà il mondo, evidentemente però Giampiero Ventura non legge Dostoevskij. Non solo. Evidentemente Giampiero Ventura nemmeno guarda le partite di calcio, quelle del nostro campionato ed anche quelle del massimo palcoscenico mondiale per club: la Champions League. Non esiste altra spiegazione alle scelte, ormai chiare, del commissario tecnico della nazionale italiana per la prima sfida alla Svezia che vale l’accesso ai prossimi mondiali in Russia.

Sì perché se Ventura avesse una reale cognizione della situazione, saprebbe che Lorenzo Insigne non solo è il miglior talento italiano per rendimento (con almeno una pista di distacco sul secondo), ma che soprattutto ha dimostrato di avere gli attributi in certe gare, di sapersi esaltare nei momenti importanti. Non a caso era stato il migliore del Napoli al Bernabeu contro il Real Madrid, non a caso è stato lui a trafiggere il Manchester City in quella mezz’ora paradisiaco di Sarrismo allo stato puro.

Da quella ormai famosa trasferta di Udine del novembre 2016, la crescita di Insigne è stata esponenziale, così come la sua capacità di essere decisivo con gol ed assist per i compagni. Difficile immaginare che un’Italia così povera di inventiva e talento possa fare a meno, nella sfida più importante, del suo uomo migliore che può inventare una giocata in una nazionale che ha poche soluzioni e che non può di certo vantarsi di poggiarsi su schemi consolidati. Nel disastro perpetrato da Ventura in questo suo ciclo, dove non si è mai vista la minima ombra di gioco e dove sono stati cambiati tantissimi moduli (quando sarebbe bastato cambiare invece un tecnico che ha dimostrato di non avere il carattere per reggere a questo tipo di pressione), tenere Insigne in panchina è l’ultimo affronto del tecnico alla sorte. Per il movimento calcistico italiano speriamo chiaramente non ci si debba pentire troppo, con la speranza che poi qualcuno provveda a mettere fine a questo scempio. Il talento non può essere mortificato in questo modo…