Qualche segnale quando ormai è troppo tardi: il Napoli ripartirà senza Europa

Ora ai viola basta un punto per tenere dietro il Napoli che quindi dovrà far partire la rifondazione annunciata da De Laurentiis senza coppe.
18.05.2024 08:00 di  Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    vedi letture
Fonte: di Antonio Gaito
Qualche segnale quando ormai è troppo tardi: il Napoli ripartirà senza Europa
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© foto di Federico De Luca 2024 @fdlcom

Nulla di fatto. Il Napoli allunga a sei gare la striscia di partite senza vittorie, non andando oltre il 2-2 a Firenze nonostante una prova quantomeno con più voglia ed applicazione, anche se condizionata dai soliti errori individuali in entrambe le aree di rigore. Il pareggio riduce ulteriormente le possibilità di ottavo posto - che significa Conference League ed evitare i preliminari di Coppa Italia ad inizio agosto - perché ora ai viola basta un punto tra Cagliari e recupero a Bergamo per tenere dietro il Napoli che quindi dovrà far partire la rifondazione annunciata da De Laurentiis senza la partecipazione alle coppe dopo ben 14 anni di fila in Europa.

Poca concretezza e soliti errori difensivi
Il gol di Rrahmani, al primo tentativo su calcio d'angolo, sblocca anche mentalmente il Napoli che ha tante occasioni per raddoppiare sfruttando gli sbandamenti difensivi della Fiorentina ma la squadra conferma di avere una percentuale realizzativa tra le più basse del campionato. Almeno tre occasioni sprecate, oltre ad una serie di presupposti a campo aperto che aumentano il rimpianto per l'assenza di Osimhen, prima dell'uno-due della Fiorentina con una punizione straordinaria di Biraghi (dopo un fallo non fischiato a Kvara, nervosissimo per il metro arbitrale) ed un regalo di Politano in costruzione per Nzola. Nella ripresa il Napoli si esprime su buoni livelli, ma serve una punizione meravigliosa di Kvaratskhelia per il 2-2 ed un finale positivo ma piuttosto lineare, anche nei cambi di Calzona, che non porta a quell'assalto finale per provare il tutto per tutto.

L'amarezza di Calzona
Da un lato qualche segnale positivo, dall'altro la mancata vittoria che condanna Calzona al 9° posto, lo stesso che ereditò da Mazzarri e che certifica la missione fallita: "Dovevamo vincere, ma giocavamo contro una squadra forte e per me stavolta abbiamo fatto la prestazione. Continuiamo ad avere una media altissima di gol presi, ma concedendo poco. Ormai è una malattia. Sono stato chiamato per migliorare la situazione e non ce l'ho fatta - l'ammissione di Calzona in conferenza -, mi prendo le responsabilità anche se la stagione del Napoli è iniziata 7 mesi e mezzo prima e già nel ritiro c'erano polemiche. Non mi aspettavo questa catastrofe e di non dover pensare solo al campo. Nessuno mi aveva detto niente", il riferimento ai problemi extra-campo che rendono ancora più necessaria una rifondazione dell'organico. Ultimi 90' e poi il via all'estate più movimentata di sempre.