RILEGGI LIVE - Sarri: "Fischi o applausi al San Paolo saranno d'amore. Un errore il dito medio, con Palazzo intendevo solo lo Scudetto"

20.06.2019 12:05 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
RILEGGI LIVE - Sarri: "Fischi o applausi al San Paolo saranno d'amore. Un errore il dito medio, con Palazzo intendevo solo lo Scudetto"

12.05 - Si conclude la conferenza stampa di Maurizio Sarri. 

Si è fatto un'idea su come e dove deve migliorare la Juventus e in che reparto? "Non si tratta di incidere su un reparto o su un singolo giocatore. Il mio modo di fare calcio è diverso, dobbiamo cercare la produttività. La mia filosofia rimane la stessa ma voglio capire dove si può arrivare con questa e quanto di debba lasciare le cose in mano ai singoli giocatori. Vorrei vedere Pjanic toccare 150 palloni a partita, però ci deve essere l'aiuto di tutti. Ogni squadra è come un figlio, non è detto che educandoli nella stessa maniera vengano fuori nello stesso modo".

Ha parlato di Bernardeschi come uno dei migliori italiani. Cosa deve fare per consacrarsi? "Mi piace come giocatore, dopo un Fiorentina-Napoli lo dissi. Parliamo di un giocatore tecnico e ordinato e mi piace molto. Deve avere più continuità, gli manca un po' questo. Adesso deve farlo, in un solo ruolo. Si deve specializzare".

Cosa l'ha rafforzata in Inghilterra? "Il mondo dei media inglesi lo conoscete meglio di me. Tutto questo ti fortifica, in Italia venivano riportate solo alcune cose: il Times e il Guardian scrivevano altre cose su di me, positive".

Se dovrò adeguarmi al stile Juve? Il dito medio ai tifosi della Juventus? "Non lo so. Ieri sera a cena mi sono trovato a tavola con persone che mi sembravano amici. Non so cosa possa essere lo stile Juve. Alcune mie parole del passato sono state strumentalizzate, una mia uscita polemica sulle maglie a strisce per esempio era dopo un Empoli-Milan. La questione del dito medio è stata una reazione esagerata da parte mia ma fu ben spiegata anche nel post partita, quando spiegai che il mio era stato un brutto gesto nei confronti di 15-20 stupidi. Se ci sono su 45.000 persone 10 che ti dicono 'terrone di m...' io non li ritengo tifosi della Juve".

Ha sentito Higuain? "No, con lui non ho più parlato dopo la festa per la vittoria dell'Europa League. Higuain ha qualità tecniche per giocare con chiunque, la mia sensazione è che Gonzalo abbia vissuto male il post Juventus e sia uscito un po' scosso dalla Juventus e abbiamo fatto una stagione da post-trauma. Ma per me può fare ancora 2-3 anni di alto livello".

Se ho sentito De Laurentiis? "No, ma tutti pensano che con lui ho un brutto rapporto. Invece lo ringrazierò sempre per avermi dato la possibilità di allenare il Napoli. Ci sono state delle divergenze, ma abbiamo due caratteri e personalità molto forti. Non ti dirò mai i calciatori che ho sentito perchè sono messaggi di carattere personale. Allegri per ora non l'ho sentito, ma spero di avere ora un paio di settimane per sentire anche lui, ma di solito è un cazzeggio e non parliamo di argomenti molto seri".

Che cosa è il sarrismo? "Non lo so cosa sia il Sarrismo, ho letto sulla Treccani che è una filosofia calcistica e non solo. Ma non è che uno mette il Sarrismo nella Treccani e io posso cambiare. Spero di essere rimasto lo stesso nei concetti, una persona diretta che ha bisogno di dire quello che pensa e di sentirsi dire quello che pensa. Questo porta a scontri, ma sono scontri risolvibili. L'irrisolvibile è il non detto, perché crea rancore. Io spero di aver cambiato i concetti di fondo che ho sempre avuto".

L'eredità di Allegri? "È pesante, vincere quello che ha vinto lui è sicuramente molto difficile. Ha fatto risultati straordinari. Mi piacerebbe vedere nella squadra la capacità che gli ha dato Allegri di soffrire per tanto tempo e stritolare la partita in due minuti, un qualcosa che a me è capitato poche volte"

Richieste sul mercato? "Ora capiamo appena avremo un modulo di riferimento, anche se non mi piace molto fare nomi. Vorrei trasmettergli le caratteristiche dei giocatori che vorrei, Fabio Paratici conosce molti più calciatori di me"

Non ho nominato Higuain? "Sono andato per esempi, non volevo dimenticare di lui. A Higuain voglio molto bene e penso che dipende da lui. Sui calciatori che sono già in rosa voglio essere modesto. I dirigenti li conoscono meglio di me, tranne Higuain, e ascolterò la società e mi adeguerò". 

I calciatori determinanti? "Quelli che possono cambiare la storia sono quelli offensivi. Bisogna partire dai talentuosi: Cr7, Douglas Costa è un potenziale top-player, Dybala. Si parla da questi giocatori di grande talento e capire cosa costruirgli intorno, adeguando la fase difensiva a quello che in fase difensiva possono darci questi calciatori talentuosi". 

Per Sarri, cosa le hanno detto per convincerla subito alla Juve? "Ho fatto 30 anni di trattative e capisco quando c'è una persona di grande livello di convinzione. Non c'è stata nessuna frase in particolare, è un atteggiamento che ti viene trasmesso come il fare un sacrificio per venire a parlare con te. O mi sto rincoglionendo o sono stati capaci di darmi questo feeling". 

Per Paratici, perchè è stato scelto Sarri? "Il gioco non è stato centrale nella scelta di cambiare allenatore. Pensiamo che Sarri sia l'allenatore migliore adesso per la Juventus. Ha dimostrato grandi qualità in Italia, in Premier e a livello internazionale". 

Se ho recitato una parte a Napoli? "A Napoli ho fatto tutto quello che potevo fare, per dovere morale e professionale. Io ho il dovere di tirare fuori il 110% da tutti e a Napoli il coinvolgimento era totale perché da ragazzino tifavo Napoli. Andare via dall'Italia dopo Napoli credo sia stato un atto di rispetto estremo, poi se un anno dopo si presenta la necessità di rientrare in Italia e il club più importante d'Italia mi dà la possibilità io devo rispettare anche me stesso e questa professione. Poi se ci si va a ricamare sopra non se ne esce, ma a Napoli non ho recitato alcuna parte". 

A Napoli sei stato un simbolo. Che atteggiamento ti aspetti al ritorno al San Paolo. Che farai sui cori razziali?"Non cambio idea se cambio società, in Italia bisogna smetterla. A Napoli l'ho subito di più, ma l'idea di fondo resta lo stessa, credo che bisognerebbe fermare le partite. Siamo trent'anni indietro rispetto al resto d'Europa. Quando entrerò al San Paolo sarà una manifestazione d'amore sia che ci saranno applausi che fischi. Uscirò volendogli  bene come prima".  

Tuta o giacca e cravatta? Quando parlava del palazzo interpretava un personaggio? "No, era un terreno professionale e intendevo voler vincere lo scudetto, rappresentavo un popolo che non vinceva da 30 anni. Eravamo belli convinti, non è finita come volevamo ma il viaggio è stato stupendo. Ho selezionato un obiettivo, lo scudetto, e siamo andati in maniera feroce su quello. Sulla tuta non lo so, parlerò con la società. L'importante è che non mi mandino nudo...". 

Il motto 'vincere è l'unica cosa che conta'? "Ho vinto poco, in categorie molto più basse. Penso che l'obiettivo di divertrisi in campo non sia antitetico a quello di vincere. La squadra che si diverte e diverte il pubblico acquista quell'entusiasmo che molto spesso è anche benzina per fare risultati. Nelle prime partite con l'Empoli in serie A mi chiedevano tutti se intendessi salvarmi con un calcio così brillante, alla fine sono riuscito a farlo con 6 giornate di anticipo. Hanno vinto allenatori e squadre con caratteristiche e filosofie di gioco opposte tra di loro. È bene restare convinti delle proprie idee". 

Scettiscimo su di me? "È successo già quando sono andato all'Empoli, al Napoli e al Chelsea. È giusto che ci sia rancore e scetticismo dai tifosi e c'è un solo modo per toglierlo: vincere e convincere". 

Che cosa mi è piaciuto della Juve? "La compattezza della società e dei dirigenti. È importante. Il sentimento affettivo e il rapporto con le persone ti permette di dare qualcosa in più. Sono un gruppo forte per determinazione, per compattezza, per mentalità e mi piace molto". 

Si sente un traditore? Ha sentito i suoi ex calciatori? "No, ma ho qualche messaggio che rimetterebbe tutto in discussione. A volte le dichiarazioni pubbliche servono anche per convivere con l'ambiente, poi i discorsi privati sono diversi. Il mio percorso professionale l'ho già chiarito, sono andato all'estero dopo Napoli e poi avevo l'esigenza di tornare in Italia e io devo rispettare me stesso e questa professione. E la Juventus mi ha voluto fortissimamente. Qui darà il mio 110% e io penso di non aver mai mancato di rispetto a nessuno".

Querela per il passaggio alla Juve? "Volevo querelarlo non perchè parlava della Juventus ma perchè disse una notizia che era falsa. Ho vissuto a Napoli per tre anni svegliandomi la mattina e provare a sconfiggere la Juve. Ho dato il 110% e non ci sono riuscito. Ci riproverei, lo rifarei. È un'avversità sportiva e quando finisce finisce. Per questo la mia professionalità darò tutto per la Juventus. Posso avere avuto modi sbagliati, ma è un qualcosa di intellettualmente apprezzabile perchè ho dato tutto per battere il Napoli"

Allenare CR7? "Ho allenato giocatori molto forti al Chelsea, ma ora si arriva al top mondiale. Mi piacerebbe fargli battere qualche altro record". 

Le emozioni del mio percorso? "Se avessi avuto tutte le emozioni che dite voi sarei morto di infarto (ride, ndr). Non passo dai dilettanti alla Juventus, il percorso è stato lunghissimo. Sto arrivando qui dal Chelsea, un altro grande club anche se ha meno storia della Juvenutus. È un ulteriore passo in avanti. L'emozione è forte ma la Juve non ha preso un allenatore dai dilettanti".

Modulo? "Bisogna avere le idee chiare su quali calciatori possono fare la differenza, il secondo è parlarci e il terzo è adeguare il modulo ai calciatori che possono fare la differenza. Al Napoli ho fatto il 4-3-3, prima ho fatto il 4-3-1-2, al Chelsea bisognava lavorare attorno ad Harard. Il modulo sarà una conseguenza delle caratteristiche dei calciatori". 

Obiettivo è vincere la Champions? "Mi aspetto di alzarmi la mattina e studiare il modo di vincere le partite. La Juventus in Italia ha l'obbligo di mettersi sulle spalle il fardello di essere la favorita e di dover fare bene. Se la società innesca nei calciatori il meccanismo che la vittoria ti è dovuta si perde. La Juventus deve partire con l'obiettivo di vincere la Champions ma con la consapevolezza che ci sono 7-8 squadre che hanno lo stesso livello e lo stesso obiettivo. A livello europeo la vittoria della Champions è un obiettivo e un sogno, non un obbligo come in Italia". 

Quando cambierà il calcio in Italia? "Il nostro sarà un percorso lungo, girando gli stadi in Inghilterra ti rendi conto dell'inadeguatezza delle nostre strutture. Lì il clima è molto diverso e in Italia bisogna partire dalle strutture. In Italia abbiamo la fortuna di avere ancora un piccolo vantaggio per strutture societarie e per competenze tecnico-tattiche. Lì il risultato è importante, ma un po' meno rispetto a qui perché sanno di rischiare un po' meno in caso di sconfitta. Sono contento di rientrare in Serie A perché dal punto di vista della competizione con gli allenatori questo è un anno molto interessante, ci sono tecnici come Conte, Ancelotti, Giampaolo, Fonseca e De Zerbi che mi piacciono molto. Si sta creando un'aria molto frizzante".

Le sensazioni quanto sono stato contattato dalla Juventus? "Non ho mai visto una società così determinata a prendere un allenatore. Ho avuto una sensazione forte per l'atteggiamento di questo dirigenti"

Per Sarri, scelta più rivoluzionaria della sua carriera? "Io tre anni fa arrivai a Napoli e ho dato tutto me stesso perchè sono nato a Napoli e tifavo Napoli da bambino e perchè pesavo che potessimo diventare competitivi. Negli ultimi mesi a Napoli ho un dubbio tra l'affetto per il contesto e la logica che diceva che il percorso era concluso. Il Napoli mi ha tolto il problema presentato Ancelotti, per colpa mia che avevo un dubbio serio. Ho avuto offerte da società italiane ma ho preferito accettare quelle all'estero per non passare direttamente ad un'altra società italiana. In Premier è stata un'esperienza bellissima ma nella seconda parte ho sentito il bisogno di tornare in Italia e ho avuto questa opportunità della Juventus. È il coronoamento di una carriera lunghissima e difficilissima. Penso di aver rispettato tutti". 

Parla Paratici: "Avevamo le idee chiare sin dall'inizio ma bisognava avere rispetto del Chelsea, che ringrazio per la collaborazione. Marina si è dimostrata una grandissima dirigente. Bisogna rispettare tempi e formalità"

Le prime parole di Sarri: "Sono contento di essere qui oggi. Sono a disposizione per tutte le domande, curiosità e per darvi le informazioni che vi posso dare"

11.00 - Inizia la conferenza stampa 

10.45 - Amici di Tuttonapoli.net, benvenuti alla diretta testuale della conferenza stampa di Maurizio Sarri che si presenterà oggi come nuovo allenatore della Juventus. Alle 11 è previsto l'inizio della conferenza stampa. Ci saranno più di 100 giornalisti e operatori sono stati accreditati, in rappresentanza - anche - di una ventina di emittenti tv. Oltre ai media italiani, allo Stadium arriveranno inviati provenienti da Spagna, Gran Bretagna, Francia, Cina ed Emirati Arabi