Krol avvisa: "Il Napoli può arrivare 2°, ma deve ritrovare i calciatori infortunati"
Ruud Krol, bandiera del Napoli, ha rilasciato un'intervista sulle frequenze di Radio Marte, iniziando con un pensiero per l'ex allenatore scomparso: "Marchesi è stato come un padre per me. Sicuramente è stato importante perché è stato il mio allenatore nel primo anno di Napoli. Un signore che ha voluto bene a tutti i calciatori, non hai trattato male nessuno di noi, gestendo bene lo spogliatoio. Marchesi ha dato tanto al Napoli, seminando i frutti che portarono poi allo scudetto. Sono triste, l’ho sentito tante volte al telefono ma da molti anni non lo vedevo di persona. Un peccato perché è sempre stato un grande signore. Nella stagione 1981-82 non avevamo una squadra di grande qualità. Mister Marchesi però- ha detto Krol- creò un ottimo ambiente inculcandoci la mentalità vincente. Non ho mai dimenticato una frase di Marchesi. Diceva sempre: “Se non si può vincere, non si deve mai perdere” In quel campionato noi trovammo una sistema di gioco utile con Marangon e Nicolini sulla sinistra a creare, io lanciavo in velocità Damiani e Pellegrini, che erano molto rapidi. Fu un peccato perché arrivammo terzi dopo la sconfitta con il Perugia. Sentimmo anche la responsabilità di distrarre e dare conforto ai tifosi napoletani colpiti dal terremoto".
Un passaggio sulla stagione degli azzurri guidati da Antonio Conte: “Il Napoli può arrivare tra le prime quattro, se poi il Milan non vince il derby di domenica prossima anche più su. E’ importante che il Napoli ritrovi i calciatori infortunati per arrivare in Champions. Avere armi come Lukaku, Anguissa e De Bruyne significa essere molto più pericolosi. A Verona il Napoli non ha giocato la sua migliora partite ma ha combattuto e voluto fortemente la vittoria. Non sempre si può giocare bene, è fondamentale avere la mentalità di voler vincere. Lukaku arma in più anche con Anguissa e de Bruyne è chiaro che diventi più pericoloso. Malen? Sa fare i gol, é bravo. Beukema? Ha avuto difficoltà, perché giocare a Napoli è diverso dal farlo Bologna, per aspettative e pressioni e anche per il modo di giocare. A Napoli vengo sempre e sono felice dell’affetto dei tifosi. Amo Napoli, resta sempre nel mio cuore. Citando la canzone di Sal da Vinci che ha vinto Sanremo dico: “Per sempre sì, Napoli!”.
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