Podcast

Forgione: "A Verona il vuoto totale! Conte parla di gestione, ma mica si fa sull'1-0?"

Forgione: "A Verona il vuoto totale! Conte parla di gestione, ma mica si fa sull'1-0?"
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Se terrei Lukaku? Bisogna fare una valutazione che Conte farà con la società. È chiaro che parliamo di un calciatore con una certa età: il Napoli deve iniziare a svecchiare la rosa. Avendo inserito Højlund, che è più giovane, bisogna capire se puntare ancora su Lukaku almeno un altro anno oppure, se dovessero arrivare offerte vantaggiose, valutarle. È un calciatore importante: se sta bene, in area di rigore si fa sentire e può tirare fuori le castagne dal fuoco. Ma bisogna capire se, nel complesso, il gioco vale la candela”.

A Verona, però, non può essere tutto ridotto alle assenze…
“No, assolutamente. Abbiamo sentito per mesi la ‘canzone’ del Napoli senza settimana tipo, costretto a giocare ogni tre giorni. Poi vai a Verona dopo una settimana di lavoro e non produci nulla: apri la partita con un gol e la chiudi con un altro, ma in mezzo c’è il vuoto totale. Ti aspetti una proposta di gioco che non arriva e ti aspetti che il Napoli chiuda la partita. Conte dice ‘siamo andati in gestione’, ma è un modo per coprire le defaillance della squadra”.

Perché?
“Perché la gestione è ben altra cosa. La gestione la fai sul 2-0, non sull’1-0. Io ho visto Conte subito dopo il gol chiedere chiaramente alla squadra di continuare come se fosse 0-0. Inquadratura netta. Invece la squadra è entrata nella solita apnea e non ha prodotto più nulla. Quando ti metti su quel binario, il gol lo puoi subire da un momento all’altro: anche dall’ultima in classifica. E ti complichi la vita”.

Con 11 partite alla fine, questa fase può essere anche un laboratorio per valutare uomini e scelte in vista del prossimo anno?
“Sì, necessariamente. Non solo Lukaku: c’è una situazione più ampia da riverificare. Il Napoli ha speso tanto e, in molti casi, ha speso male. Conte sta facendo un lavoro importante da allenatore, ma come manager – ruolo che non aveva mai svolto così – non ha avuto grandi risposte: alcuni calciatori che ha indicato non hanno prodotto granché, tant’è che lui stesso li ha voluti e poi li ha mandati via. Servono valutazioni decisive”.

E la Champions, economicamente, quanto pesa?
“È fondamentale, soprattutto perché hai speso tanto e devi ripianare. È vero: il Napoli può ammortizzare più di altri club, ma resta un passaggio chiave. E, soprattutto, non si può rivivere una stagione come questa: deve essere tutto diverso”.

Conte ti sembra proiettato a restare?
“Io dico di sì. Lo sta dicendo chiaramente: parla di futuro, di indirizzare ciò che verrà. Se pensasse di andare via, non metterebbe tutta questa energia: lo vedi anche da come soffre in campo. E la squadra non risponderebbe ai suoi comandi. Credo abbia voglia di rigiocarsi una stagione ‘normale’, senza essere ostacolato da una valanga di infortuni”.

E anche in Champions?
“Sì, perché vuole una rivincita. Quest’anno il Napoli non ha dimostrato nulla, anzi il contrario. Il Napoli, anche con altri allenatori, in Champions ha fatto cose superiori rispetto a questo Napoli di Conte. La batosta di Eindhoven è stata una figuraccia inammissibile che ha cambiato atteggiamento e standing europeo. Conte lo sa benissimo: sa che il Napoli può fare molto di più”.

Napoli quanto perde se il Maradona non rientra tra gli stadi di Euro 2032?
“Napoli sta rientrando nel percorso delle candidature: non era una bocciatura definitiva, c’erano margini. Ora si vedrà a luglio quali città dovranno rimboccarsi le maniche e costruire stadi decenti. Io ho perplessità non sul rientro di Napoli, ma sulla possibilità di fare uno stadio davvero degno: un rifacimento, per quanto buono, resta uno stadio concepito alla vecchia maniera. Non a caso De Laurentiis va in un’altra direzione”.

A Verona, tra atmosfera ostile e insulti, ti aspettavi quel clima?
“Non mi aspettavo nulla di diverso. Capita a Verona, capita a Firenze, capita in tante piazze. Non fa più notizia perché è un continuo. E il problema non si risolve solo denunciando: va avanti da decenni. La soluzione è culturale, parte da educazione, scuola, famiglie. Non può essere demandata solo alla politica sportiva”.

De Bruyne è tornato ad allenarsi con i compagni: quanto può servire al Napoli?
“Serve tantissimo, perché è un calciatore di qualità assoluta. È uno che verticalizza, che fa la differenza. Conte non ha avuto il tempo di trovare la quadratura quando era disponibile e non penso l’avrà fino a fine stagione, ma è un uomo su cui fare valutazioni importanti: se può ancora dare un apporto vero, io farei valere il secondo anno di contratto. Se arrivano offerte importanti, allora si valuta. Ma discutere De Bruyne come ‘problema’ del Napoli – come qualcuno fece a settembre-ottobre – era pazzesco allora e lo è ancora di più oggi: la sua assenza si è sentita eccome”.