Brasile-show all’esordio Mondiale: 2-0 ad una deludente Serbia

Richarlison sigla una doppietta straordinaria con la Serbia, pareggiando il bottino finora raccolto con il Tottenham.
24.11.2022 21:58 di Francesco Carbone   vedi letture
Brasile-show all’esordio Mondiale: 2-0 ad una deludente Serbia
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Richarlison sigla una doppietta straordinaria con la Serbia, pareggiando il bottino finora raccolto con il Tottenham. Eppure fino al primo gol sarebbe stato da quattro in pagella, forse quattro numeri in più rispetto ai palloni toccati. Eppure Tite non lo toglie e lui risponde con una rete di rapina, non la più difficile. Poi, dopo un quarto d'ora, si ripete, stavolta con una giocata superba: Vinicius va di travela, anche abbastanza forte, Richarlison la stoppa a cinquanta centimetri e in mezza rovesciata spedisce alle spalle di Vanja Milinkovic-Savic.

Eppure non è stato tutto rose e fiori. Un primo tempo in cui il Brasile non riesce ad aprire l'ostrica Serbia, difensivamente molto attenta e con una retroguardia che passa dal 3-4-2-1 al 5-3-2 quando i terzini scendono e Milinkovic-Savic rientra a centrocampo. Neymar e compagni non trovano il bandolo della matassa, tirano solamente quattro volte verso la porta di Vanja, tra l'altro con conclusioni dalla distanza non impossibili da fermare. Da parte loro gli uomini di Stojkovic provano ad affondare sulle fasce, con alterne fortune. Solo una conclusione di Mladenovic che finisce docile e a lato della porta difesa da Alisson, spettatore non pagante. Così come il centravanti del Brasile, Richarlison, che di fatto potrebbe essere più un trequartista centrale. La mancanza di punti di riferimento porta, appunto, a sperare negli errori della retroguardia.

Così nella ripresa inizia subito con un possibile momento sliding doors: Gudelj è troppo leggero nell'appoggio in difesa, Raphinha davanti a Vanja si fa impietosire e gli sparacchia addosso. Il Brasile alza i ritmi, Vinicius incomincia a ispirare anche gli altri attaccanti, la Serbia si sfilaccia e non riesce più a essere così compatta come all'inizio. Così Alex Sandro, al quindicesimo del secondo tempo, sfodera un grande sinistro che supera il portiere avversario, ma non il palo che sorregge la porta, senza cambiare il risultato. L'assenza di un centravanti continua a farsi sentire, mentre Mitrovic cerca di fare sportellate sui lanci lunghi che gli arrivano.

Nella girandola dei cambi entrano Ilic e Radonjic, con il secondo che va a fare l'esterno tutta fascia: di certo non capita al Torino. Ma è una mossa per cercare di dare quel qualcosa in più a livello offensivo. Il problema è che il Brasile preme e la Serbia si trova in difficoltà. La naturale conseguenza è il gol di vantaggio con Neymar che folleggia in mezzo alla difesa, Vinicius che gliela saccheggia, Richarlison che da un metro insacca dopo la parata, anche questa ottima, di Vanja. A questo punto Stojkovic mette Vlahovic e Lazovic per un centrocampista e un esterno di difesa, provando a premere.

Qui nasce una nuova partita, perché è la Serbia a spingere e il Brasile va a nozze in contropiede. Milenkovic ci mette una pezza per fermare gli avversari, ma anche Danilo e Marquinhos devono essere ben presenti. Poi arriva il gioiello di Richarlison che mette due gol di distanza fra le squadre, permettendo al Brasile di gestire con meno ansie il quarto d'ora finale. Anzi, arriva una gragnuola di occasioni che solo Vanja riesce a limitare. Da valutare le condizioni di Neymar, uscito per una botta. Che verdeoro nel secondo tempo, straordinari.