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Allegri-Napoli, da Milano: "Via Furlani e lui resta al Milan! Conte? Non lo prenderebbero comunque"

Allegri-Napoli, da Milano: "Via Furlani e lui resta al Milan! Conte? Non lo prenderebbero comunque"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 16:30Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Antonio Vitiello, direttore di Milan News e corrispondente da Milano per il Corriere dello Sport, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli

Antonio Vitiello, direttore di Milan News e corrispondente da Milano per il Corriere dello Sport, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: “Allegri resta al Milan? Direi di sì, ma tutto passa dalla qualificazione in Champions League. Se il Milan centra l’obiettivo contro il Cagliari, scatterà automaticamente il rinnovo fino al 2028 a circa sei milioni di euro a stagione. In più ci sono altri segnali: l’eventuale uscita di Giorgio Furlani da amministratore delegato e un ridimensionamento del ruolo di Ibrahimovic, che con Allegri non ha grande feeling. Mi sembra che tutte le strade portino verso la permanenza di Max”.

Se Conte dovesse lasciare Napoli, il Milan potrebbe pensarci?

“Qualche anno fa ti avrei detto di sì. Oggi invece credo di no. Alla proprietà RedBird non piacciono allenatori che vanno pubblicamente a chiedere acquisti o a criticare il mercato. Conte a Napoli lo ha fatto più volte e questo tipo di profilo non è in linea con la filosofia del club. Il Milan preferisce allenatori più aziendalisti. Allegri, ad esempio, nonostante le difficoltà e un mercato di gennaio praticamente inesistente, non ha mai attaccato pubblicamente società o dirigenza”.

Il clima attorno al Milan però sembra molto pesante…

“C’è tantissima confusione. Il Milan ormai cambia tutto ogni stagione e non si lavora bene. La dirigenza è composta soprattutto da uomini di finanza e non di calcio: i conti saranno pure a posto, ma il tifoso vuole vincere. In questi anni il Milan ha visto vincere Napoli e Inter, mentre i rossoneri sono sempre rimasti a quindici o venti punti dalla vetta. È normale che la tifoseria non sia soddisfatta. E poi ci sono situazioni assurde: sentire che Ibrahimovic chiama i giocatori per dare indicazioni tattiche è qualcosa di allucinante per un club di questo livello”.

Leao è arrivato alla fine del suo ciclo al Milan?

“Secondo me sì. Quando un giocatore arriva al punto in cui non gli viene più perdonato nulla, significa che il rapporto con l’ambiente si è deteriorato. Leao è al Milan da sette anni, che non sono pochi. Il problema però è trovare l’offerta giusta, perché oggi non vedo tanti club pronti a spendere cinquanta milioni dopo una stagione difficile e condizionata dalla pubalgia. E se a Leao togli velocità, dribbling e strappo, lo depotenzi tantissimo, perché quelle erano le sue armi migliori”.