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Ballardini: "Il Napoli ha una mentalità da big! Arbitri? Se le vanno un po' a cercare..."

Ballardini: "Il Napoli ha una mentalità da big! Arbitri? Se le vanno un po' a cercare..."
Oggi alle 14:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Davide Ballardini, allenatore, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Tanti infortuni? Può succedere. È raro, ma può succedere, quindi bisogna saperci convivere. Però la mentalità del Napoli, per me, va anche oltre queste grandi difficoltà. Questo è un ulteriore merito che ha il Napoli”.

Una mentalità che ha permesso agli azzurri di vincere anche a Marassi, uno stadio che lei conosce benissimo e che Conte ha definito quasi ‘da Premier League’.
“Penso sia così, perché lo stadio ti spinge dal primo all’ultimo minuto. C’è un ambiente, un pubblico, un’atmosfera che ti porta a dare tutto quello che hai per le persone che ti sostengono. In Italia non credo ci siano tante altre realtà simili quando vai a giocare in uno stadio: il Genoa, in questo, è certamente un’eccezione”.

È stata però una partita piena di episodi: rigore dopo pochi secondi, rimonta del Napoli, nuovo pareggio per un errore di Buongiorno, poi l’espulsione e il rigore decisivo nel finale. Che giudizio dà su questa gara?
“Hai detto tante cose giuste. Intanto per me il Napoli è una squadra forte, è una squadra che riesce ad andare oltre l’errore del singolo. È vero che Buongiorno ha fatto degli errori che di solito non fa, ma nessun giocatore è solito sbagliare in Serie A: può capitare. La squadra però, con la forza, i nervi, la classe e l’insieme, riesce a sopperire anche all’errore del singolo. Sul 2-2 la partita, di fatto, il Napoli la stava controllando anche in dieci contro undici. È chiaro che per il Napoli ogni partita è da vincere, perché ha quell’ambizione. Quindi complimenti al Napoli: ha vinto una partita con un po’ di fortuna, con bravura, e poi – oltre alla bravura – ci vuole anche la fortuna. Ma la fortuna te la vai a cercare. Quando hai quella mentalità lì, arrivano anche i risultati, perché hai una serietà che è propria delle grandi squadre”.

Lei ha parlato proprio di mentalità da grande squadra.
“Sì, perché in Italia quella mentalità l’hanno sempre avuta Juventus, Milan e Inter. Io però aggiungo che da un paio d’anni, grazie alla società e grazie all’allenatore, anche il Napoli ha una mentalità pari a quella di queste grandi squadre. È una squadra che sa di dover essere competitiva e sa che deve vincere”.

Veniamo al tema arbitrale. Dopo la partita, De Rossi ha detto: ‘Non so più che sport sto allenando’. Lei che idea si è fatto?
“Io faccio fatica a commentare le decisioni arbitrali, non l’ho mai fatto e non è una cosa che mi interessa particolarmente. Posso dire però che, vedendo altri campionati – inglese, tedesco, francese, spagnolo – i nostri arbitri ogni tanto ci mettono del loro. Potrebbero far proseguire di più il gioco, fermare meno. Negli altri campionati ci sono meno soste, meno interruzioni, e se ne parla anche meno di arbitri a livello mediatico. Da noi invece spesso si guarda il pelo nell’uovo. Detto questo, io faccio sempre fatica a commentare l’operato dell’arbitro: quello che fanno, anche se magari non è così, va accettato”.

È un momento complicato per il mondo arbitrale, anche per i tanti episodi discussi.
“Sì, è un periodo complesso. Alcune scelte hanno fatto molto rumore. A volte, con certe decisioni, se le vanno anche un po’ a cercare. Ripeto: vedendo le partite all’estero, il gioco è più fluido, più dinamico, senza tutte queste interruzioni. Da noi c’è un’attenzione maggiore su certi particolari che in altri campionati non vengono considerati”.

Le chiedo un parere anche sulle dichiarazioni di Gasperini, che ha parlato di club che assumono ex arbitri per ‘furbate’ legate al VAR.
“Io penso che se una società assume un ex arbitro, lo fa per educare la propria squadra. Se andiamo oltre a questo, allora facciamo peccato, ed è grave. Capisco il discorso sull’etica: noi siamo innamorati di questo sport e vogliamo continuare a viverlo così. Io sono stato in società dove c’erano ex arbitri. Facevano riunioni con i giocatori, spiegavano l’atteggiamento degli arbitri, come rapportarsi a loro: ci sono arbitri più aperti al dialogo e altri che non lo accettano. Spiegavano di fare attenzione a certi momenti della partita. Tutte cose utili. Ma se si va oltre questo, allora la cosa diventa grave. Io non credo si debba pensare così, per me non va bene”.