CdS, Salvione: “Prevenzione infortuni deve essere punto di ripartenza per il prossimo anno"
Pasquale Salvione, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
C’è stata molta bagarre per quanto accaduto in Inter-Juventus. Sia Comolli sia Chiellini sono stati inibiti per quanto successo sabato. Qual è il tuo giudizio su una situazione che sta coinvolgendo un po’ tutto il mondo del calcio? “Le sanzioni erano attese e sono arrivate puntuali. Il problema, però, è risolvere la questione arbitrale, che è il tema generale. Quest’anno stiamo vedendo troppi episodi controversi: ogni fine settimana emergono errori evidenti ai quali non si riesce a porre rimedio. Il nodo non è solo la qualità degli arbitraggi, ma anche quella degli interventi del VAR e, soprattutto, alcuni limiti del protocollo che impediscono di risolvere situazioni come quella verificatasi a San Siro. In quel caso, probabilmente, sarebbe bastato un intervento di dieci secondi. Il protocollo, però, impedisce determinate tipologie di intervento. Alcune modifiche arriveranno già a partire dai Mondiali, ma è evidente che certi problemi vadano affrontati in maniera complessiva. Un esempio positivo è quello della Serie C, dove esiste il VAR a chiamata: una richiesta dalla panchina potrebbe risolvere casi come quello di Inter-Juventus. Tutti gli accorgimenti che rendano l’arbitraggio più chiaro e corretto sono ben accetti”.
Sei d’accordo con il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che ha parlato di possibili interventi sul protocollo VAR, anche in relazione ai cartellini gialli? “Limitare o porre troppi paletti al VAR rischia di ridurne l’efficacia. Il VAR dovrebbe intervenire quando serve, con buon senso, per correggere errori evidenti. Ricordiamo la celebre protesta di Carlo Ancelotti quando allenava il Società Sportiva Calcio Napoli: l’arbitro deve restare arbitro, il VAR non deve sostituirsi a lui, ma aiutarlo. Se il VAR eccede nel suo ruolo diventa invadente, ma non può neppure essere “imbrigliato” al punto da non poter intervenire in caso di errore evidente. Serve equilibrio e una regolamentazione che consenta di intervenire senza dover codificare ogni singola situazione”.
Contro la Roma c’è stato un nuovo infortunio per Amir Rrahmani. Come valuti l’ennesimo stop in una stagione falcidiata dagli infortuni? C’è stata una gestione non ottimale dei minuti? “È una domanda complessa, alla quale devono rispondere i professionisti del club. Quanto accaduto quest’anno può dipendere da molti fattori. Credo che il punto di ripartenza per la prossima stagione debba essere proprio la prevenzione degli infortuni. Come farlo non spetta a me dirlo, ma nel Napoli ci sono professionisti di altissimo livello che devono analizzare scientificamente quanto accaduto e trovare soluzioni. Non può essere solo una questione di metodi di allenamento o minutaggio: è un tema complesso che va studiato a fondo. L’anno prossimo non si può correre il rischio di rivivere una situazione simile”.
Il pareggio contro la Roma: cosa ti lascia questa partita? La capacità di rimontare due volte o il rammarico per il gol subito a freddo e per il rigore? “Il Napoli ha mostrato grande cuore, e questo i tifosi lo hanno apprezzato. È difficile rimproverare qualcosa a una squadra che sta dando tutto fino all’ultima goccia di energia. Tuttavia, se togli McTominay e Anguissa perdi fisicità centrale; se perdi l’asse Di Lorenzo-Politano e l’imprevedibilità di Neres, non è più lo stesso Napoli. In un momento di maggiore compattezza difficilmente avresti concesso certe ripartenze. Nelle ultime sei gare, dodici gol subiti sono tanti. L’anno scorso il Napoli era una delle difese più solide d’Europa. Quest’anno, tra cambi di modulo e assenze (Rrahmani, Buongiorno e altri), non c’è mai stata continuità. Il bilancio stagionale dovrà necessariamente tenere conto del tema infortuni”.
Oggi si è parlato anche di Victor Osimhen e di un possibile spiraglio per trattenerlo. Tenere o meno Osimhen avrebbe cambiato il volto del Napoli? “Non scopriamo certo oggi il valore di Victor Osimhen. Tuttavia, la situazione era ormai compromessa, come lo stesso giocatore ha raccontato. Non credo ci siano mai stati reali spiragli di permanenza. La separazione è stata probabilmente la scelta migliore. Onestamente, per le sue qualità, mi sarei aspettato un approdo in un top club europeo, ma ogni calciatore fa le proprie scelte”.
Domenica c’è l’Atalanta, che intanto è impegnata in Champions League. Che partita ti aspetti? “Sarà una sfida difficilissima. L’Atalanta potrebbe avere alcune assenze pesanti, come quella di Charles De Ketelaere, giocatore che il Napoli ha spesso sofferto per qualità e capacità di rifinitura. Anche il Napoli, però, deve fare i conti con le condizioni di Rrahmani, Spinazzola e McTominay. Non sappiamo ancora quale sarà l’assetto a Bergamo. Potrebbe esserci maggiore spazio per uno dei brasiliani in attacco, ma tutto dipenderà dalle condizioni fisiche. Sarà una gara complicata, che richiederà ancora una volta cuore e compattezza”.
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