Da Conte ad Allegri, Rivieccio: "Se abbiamo accettato uno juventino, perché non lui?"
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La scelta di Massimiliano Allegri ha diviso una parte della tifoseria del Napoli. Come giudichi questa decisione di Aurelio De Laurentiis e l’accoglienza riservata al nuovo tecnico?
"Mi sembra giusto. Io dico che non è che non ha scaldato, diciamo che ha congelato gli umori della tifoseria. Però adesso bisogna superare questi pregiudizi nei confronti di un ex allenatore della Juve, di un ex milanista, di un allenatore che, diciamo la verità, non ha mai fatto molta simpatia ai napoletani. Bisognerebbe ricordare Lavezzi, Cagliari e quindi però adesso è l'allenatore del Napoli. D'altra parte, se ci siamo abituati a uno juventino come Conte, non capisco perché poi non si debba superare questo preconcetto nei confronti di Allegri. Ho la sensazione che da parte di molti ci sia un pregiudizio nei confronti del modo di giocare, di questo cortomuso che ha portato Allegri a vincere gli scudetti, ma forse qualcuno dimentica che li ha vinti con la Juve, con il Milan, con delle squadre che in quel periodo, anche per una certa storicità e un certo blasone, erano più garantite in campo. Io dico che il Napoli adesso deve tornare anche a fare spettacolo. Non so se Allegri è l'allenatore giusto, ma so che è l'allenatore del Napoli e quindi noi dobbiamo fare il tifo per Allegri. Sarà lui, perché non c'è ancora nessuna ufficialità, ma ormai sembra che i giochi siano fatti. De Laurentiis torna a fine mese da Los Angeles, dove si trova in questo momento, e non credo che ci siano colpi di scena. Allegri sta cercando di tirare qualcosa in più dal Milan, anche questa vicenda lascia il tempo che trova, però adesso dobbiamo pensare solamente a fare la nostra stagione con Allegri, sperando che faccia quello che la gente si aspetta dopo Conte, cioè un Napoli sempre competitivo, sempre ai massimi livelli, tenendo presente che abbiamo un calendario che parte in maniera non agevole."
De Laurentiis ha puntato con convinzione su Allegri, nonostante ci fosse anche la pista Italiano. È una scelta dettata anche dall'esperienza del presidente?
"Sì, diciamo che Italiano ha traccheggiato quelle 48 ore per serietà nei confronti del Bologna, perché doveva comunicare prima al Bologna. Nel frattempo Allegri invece non ha aspettato il Milan, se ne è fregato, tant'è vero che adesso ha ancora un contenzioso in corso, uno strascico sulla buonuscita, e quindi ha detto di sì. De Laurentiis ha sondato gli umori della piazza e la piazza era più propensa ad Allegri che a Italiano. Secondo me alla fine ha deciso secondo istinto, ma anche secondo gli umori della piazza, che il presidente, a differenza di quello che faceva nei primi anni, adesso ascolta molto. Evidentemente questo fatto gli avrà suggerito di optare per Allegri, che comunque non si discute perché è un allenatore blasonato, un allenatore che ha vinto parecchio ed è abituato alla Champions. De Laurentiis a questo punto pensa soprattutto alla Champions, gli interessa restare in Champions e andare avanti il più a lungo possibile e forse Allegri gli dà delle garanzie maggiori rispetto a Italiano".
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