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De Giovanni sta con Conte: "Criticare allenamenti duri insulto a chi si alza all'alba"

De Giovanni sta con Conte: "Criticare allenamenti duri insulto a chi si alza all'alba"
Oggi alle 17:10Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Maurizio De Giovanni, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Partiamo dall’argomento del momento: il divorzio ormai imminente tra Antonio Conte e il Napoli. Che idea ti sei fatto sulle motivazioni di questa separazione? E te lo aspettavi?
"Allora, è un gigantesco, clamoroso errore. Lo dico senza mezzi termini. Ed è un errore non della società, perché sono convinto — e mi risulta direttamente — che la società non avrebbe assolutamente fatto a meno di Conte. È un errore della piazza, della piazza adolescenziale portata alla flagellazione, che non riesce mai a remare univocamente in una sola direzione, che non sa tutelare se stessa. Contro Conte, e lo sappiamo benissimo, c’è stato chi fin dall’inizio ha remato contro, chi non ha mai digerito i suoi successi. Eppure il Napoli, in 100 anni di storia, ha fatto 9 volte il secondo posto e 4 volte il primo: 13 stagioni complessive tra primo e secondo posto. Due di queste tredici le ha fatte Conte in due anni. In due anni ha fatto un primo e un secondo posto, vincendo nel frattempo anche la Supercoppa. Siamo in presenza dell’allenatore più vincente in rapporto al tempo della storia del Napoli."

Con un secondo anno molto complicato.
"Io ricordo che in questo secondo anno il Napoli ha subito una sorta di blocco del mercato, essendo l’unica squadra senza debiti. Ha subito almeno sei o sette errori arbitrali clamorosi, 42 infortuni muscolari e cinque interventi chirurgici a cinque giocatori diversi nella stessa stagione. Una cosa che non succede mai. E ancora oggi sento dire che la colpa sarebbe della preparazione. Ma stiamo parlando di uno che allena da 25 anni, che ha vinto ovunque, e improvvisamente un anno sbaglia la preparazione? È assurdo."

Però in altre esperienze di Conte, penso al Chelsea o al Tottenham, alcuni calciatori hanno parlato di metodi troppo duri.
"Guarda, io divento una belva quando sento queste cose. Tu guadagni milioni di euro all’anno, sei giovane, sei forte, sei idolatrato ovunque, e ti lamenti perché gli allenamenti sono duri? Ma è un insulto a chi si alza la mattina e va in fabbrica. Noi lavoriamo molto di più per infinitamente meno gratificazioni. E loro dovrebbero lamentarsi perché bisogna correre? Ma io caccio i giocatori, non l’allenatore. Se davvero qualcuno si lamenta del lavoro, allora vale poco come uomo, prima ancora che come atleta."

Però poi ci sarà comunque un saluto affettuoso a Castel Volturno.
"Certo. Ma Conte è uno che legge i giornali, ascolta le radio, guarda la televisione, vive la città. Io fossi stato in lui me ne sarei andato già un anno fa. Lui ha portato questa squadra ai vertici creando anche fastidio nel sistema calcio. Abbiamo visto le facce di certa informazione. Il Napoli arriva secondo con tutte le difficoltà che abbiamo detto, mentre il Milan senza coppe rischia di restare fuori dalla Champions dopo aver speso tantissimo. La Juventus ha una quarta punta costata quanto Kvaratskhelia e probabilmente non andrà in Champions. E allora qualcuno mi spiega dove sarebbe il fallimento di Conte? Perché io sento parlare di stagione fallimentare e mi vengono i brividi."

Chi ti aspetti adesso sulla panchina del Napoli?
"Io guardo la rosa. Secondo me questa squadra, adottando un 4-3-3, avrebbe bisogno di pochi innesti. Confermando anche alcuni giocatori in scadenza, servirebbe un portiere titolare, un terzino destro che possa alternarsi con Di Lorenzo, una riserva di Anguissa e una riserva di Osimhen o comunque di Lukaku. Per il resto la rosa c’è già. Hai Politano, Neres, Ngonge, tanti esterni. Quindi andrei su un allenatore che faccia il 4-3-3 e che sia il meno oneroso possibile dal punto di vista della rivoluzione tecnica. Sugli altri nomi starei più cauto. Nell’anno del centenario non farei una scommessa su un giovane allenatore che non ha mai allenato a questi livelli. Italiano, Palladino, De Zerbi: bravissimi, ma sarebbe un azzardo. Piuttosto Sarri o forse Mancini. Sicuramente non prenderei un allenatore che giochi a tre."