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De Rienzo: “Frosinone o mai più! Se il Napoli stecca ancora, diventa un problema anche mentale”

De Rienzo: “Frosinone o mai più! Se il Napoli stecca ancora, diventa un problema anche mentale”
Oggi alle 15:10Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Jolanda De Rienzo a Radio Tutto Napoli indica la sfida col Frosinone come uno snodo cruciale e analizza le difficoltà di Hojlund.

Jolanda De Rienzo, giornalista, è intervenuta sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania. Con lei siamo partiti dalla possibile svolta tattica di Massimiliano Allegri e dall'ipotesi di passare alla difesa a tre: “Sicuramente Rrahmani in forma e quindi già questa cosa, facendo tutti gli scongiuri, dovrebbe essere un vantaggio. Poi il fatto che ci siano alcuni rientri, magari Marianucci non subito, però già ti può aiutare nel reparto. Hai Di Lorenzo che sicuramente può completare il terzetto di difesa e Rafa Marin che comunque ha giocato così anche in Spagna, quindi non la vedo una cosa completamente da escludere. Beukema sta meglio. Diciamo che proprio in quel reparto lì grandi emergenze, rispetto al passato e all'inizio della stagione, non ne hai. Quindi te la puoi scegliere. Io credo che sia più un assetto tattico dovuto all'assenza a centrocampo che per quanto riguarda la difesa, perché così puoi mettere anche Di Lorenzo più alto con la difesa a tre e provare questa soluzione tattica. Secondo me è più per questo, perché vorrebbe provare a spostare qualche difensore più avanti o comunque sfruttare le incursioni di giocatori come Di Lorenzo e Politano, che possono fare tutta la fascia”.

Hojlund e De Bruyne sembrano esprimersi meglio con le rispettive Nazionali. Come spieghi questa differenza rispetto al rendimento con il Napoli?
“Io credo che siano due discorsi separati, quello di De Bruyne e quello di Højlund. Dire che diventano l'ombra di se stessi mi sembra un tantino forte come immagine. De Bruyne io l'ho visto perché ero all'Olimpico per la gara dell'Italia contro il Belgio e a me è sembrato il solito De Bruyne. Sicuramente con spunti decisivi, assist fantastici quando disegna geometrie per l'attacco, ma era il solito De Bruyne. Tant'è che intorno al sessantesimo il mister l'ha tirato fuori. Per me è uguale sia in Nazionale sia a Napoli, tra l'altro più o meno la posizione è quella. Per Højlund credo che sia una questione anche del calcio italiano. Gli arrivano pochi palloni e l'assenza di centrocampisti fa sì che non ci sia nessuno che possa portarsi dietro il difensore per aprire gli spazi per Højlund. Se è lui a lottare con tre difensori è difficile che riesca a ricevere palla, ma è anche difficile creare per lui quando, per l'emergenza a centrocampo, ti puoi occupare solo delle fasce. Fai il gioco sulle fasce e non è quello il gioco che serve a Højlund per brillare. Credo che sia più questo e poi il fatto che il calcio italiano non sia come altri campionati. Spesso ci battiamo e puntiamo molto sulla difesa, quindi diventa più difficile. Però credo che sia una cosa momentanea e spero anche per lui che Allegri possa creare delle soluzioni tattiche che lo servano di più”.

Dopo la sconfitta con il Belgio e la vittoria contro la Turchia, che Italia ti aspetti contro la Francia?
“Io non mi aspetto una vittoria, non mi aspetto nulla, mi aspetto solo un processo di crescita. Per me Mancini non ha sbagliato nulla, nemmeno nella prima partita, dove l'Italia doveva sbloccarsi di testa e, anzi, le cose che ha sbagliato le ha corrette nella seconda. Ci voleva coraggio: nella prima ne ha avuto a metà, perché a un certo punto si è reso conto anche degli uomini che aveva a disposizione; nella gara successiva, dove sicuramente anche l'avversario lo permetteva, ha fatto delle scelte tattiche che a me sono piaciute tantissimo. Sono felice, francamente, di aver avuto ragione, perché in molti mi criticavano quando ho detto: guarda che Raspadori regista avanzato sarà una delle mosse migliori di Mancini, come la coppia dei fratelli Esposito. Per me la Nazionale ha bisogno di immagini così, perché è una Nazionale che ha sempre meno bambini che la seguono. Ho un figlio di cinque anni, mi ha chiesto perché l'Italia non fosse nel suo album Panini dei Mondiali e cosa gli vuoi rispondere? Lui sa chi è Messi, sa persino qual è la maglia della Nazionale turca perché ci ha attaccato le figurine, ma non sapeva che cosa fosse l'Italia. La prima partita vera dell'Italia l'ha vista con me contro la Turchia. Questo per dire che storie come quelle dei fratelli Esposito emozionano ed esaltano anche i piccoli o comunque i romantici del calcio. Sono storie belle da ricordare e per me Sebastiano ha anche le caratteristiche giuste per affiancare Pio. Contro la Turchia si è visto tanto Mancini, il suo palleggio finalmente, Donnarumma con la sua esperienza tra i pali. Avere la possibilità di guidare un gruppo e farlo come lo sta facendo Mancini merita tanto rispetto, così come questi ragazzi che si mettono in gioco. Quando sento delle critiche feroci, anche rispetto alla nazionalità dei giocatori o al colore della pelle, sono cose che veramente non si possono sentire. Quindi bravi loro che si stanno mettendo in gioco e bravo Mancini. Mi aspetto un passetto in più: se eravamo intimoriti contro il Belgio e contro la Turchia abbiamo tirato fuori la personalità, il risultato non mi interessa, vorrei vedere quel passetto in più in termini di personalità. Mi stanno piacendo le scelte di Mancini”.

Con le forze attuali, pensi che il Napoli farà fatica a rientrare tra le prime quattro?
“Vi rimando tutto al Frosinone. Ricordatevi queste mie parole: contro il Frosinone il Napoli deve vincere. Non deve giocare bene e pareggiare, no: deve vincere. Se il Napoli vince contro il Frosinone sarà una stagione diversa. Se il Napoli non riesce a trovare l'umore giusto e la direzione giusta nella prima partita dopo la lunga sosta, vedo più difficile una risalita. La vedo proprio come una cosa umorale. Ci vuole uno switch, ma ci vuole adesso. Se lo switch tarda ad arrivare, se ancora una volta ci si dà appuntamento come è successo a Firenze e poi si stecca anche contro il Frosinone, lì comincia a diventare un problema anche mentale. Ora o mai più: Frosinone o mai più”.