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Hojlund show in nazionale, Marino: "Fa quasi reparto da solo, tra i più forti in Serie A"

Hojlund show in nazionale, Marino: "Fa quasi reparto da solo, tra i più forti in Serie A"
Oggi alle 14:50Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Giuseppe Marino difende Højlund e analizza la possibile svolta tattica di Allegri con la difesa a tre.

Giuseppe Marino, allenatore ed ex tecnico delle giovanili azzurre, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania. Con lui siamo partiti da Rasmus Hojlund, ancora a segno con la Danimarca, e dal suo valore complessivo tra gli attaccanti della Serie A: “Assolutamente tra gli attaccanti più forti. Come tutti gli attaccanti, purtroppo, beneficia del lavoro e del gioco della squadra, quindi, a prescindere dalle capacità, che per me non sono mai state in dubbio, lo penso anche per il Napoli, altrimenti non avrebbe puntato così su di lui. Per me è uno degli attaccanti più forti in Serie A. Consideriamo che con noi, poveretto, fa quasi reparto da solo e comunque sta segnando. Se ti ricordi bene, Gennaro, dissi all’inizio, quando mi chiedesti quale fosse il ruolo più penalizzato con Allegri, gli attaccanti, perché purtroppo è il sistema e tutto quello che implica che li tiene un pochino lontani dalla porta e quindi sono quelli che hanno la peggio. Però per me è uno degli attaccanti più forti della Serie A, con Lautaro, Thuram e Malen. È un attaccante completo: sa attaccare la profondità, sa tenere il pallone, è migliorato anche nel gioco di sponda come riferimento, è bravo di testa e ha un bel tiro”.

Dal punto di vista della tecnica di base e del primo controllo, Højlund può ancora migliorare?
“Assolutamente. Io penso che tutti i giocatori abbiano la predisposizione al lavoro e al miglioramento quotidiano. Credo che questa sia una cosa che lui sappia, perché quando arrivi a un determinato livello devi essere maledettamente ossessivo con te stesso. Non penso che lui abbia questo tipo di lacune. Considero semplicemente che nell’arco della partita possano capitare delle situazioni nelle quali, per una mancanza di lucidità, perché a volte si corre troppo, il calciatore non abbia la lucidità per fare la scelta giusta e il controllo giusto. Ma assolutamente non penso che abbia un deficit in quel senso. Se a Højlund iniziamo a trovare dei deficit, allora per tutti i giocatori che abbiamo avuto dalla Serie C alla Serie A a Napoli che cosa avremmo dovuto fare?”.

Qual è allora l’aspetto principale sul quale Højlund dovrebbe ancora migliorare?
“Ti posso dire la verità? Io credo che lui debba migliorare in un aspetto caratteriale. È troppo generoso. Si sacrifica molto, è sempre presente, si propone ovunque. Secondo me deve lavorare un pochino sull’obiettivo principale, quello dell’egoismo e del fare gol. È un giocatore che si sacrifica tantissimo per la squadra e questo a un allenatore fa sempre piacere, però va a inficiare quella che è la sua prestazione. Come parlavamo prima della lucidità nei momenti chiave, può sbagliare un controllo o una situazione che magari risalta all’occhio. Uno dice: cavolo, ha sbagliato lo stop. Ma si è fatto dieci chilometri davanti e dietro a capire, a fare, a proporsi. Ci sta pure che possa commettere qualche errore”.

Con il nuovo metro arbitrale viene tollerato molto di più il contatto fisico tra difensore e attaccante. Anche sotto questo aspetto Højlund deve adattarsi e migliorare?
“Sì, assolutamente. Penso che questo faccia parte di quel discorso un pochino caratteriale e mentale. È anche un adattamento a quello che può essere questo nuovo metro di giudizio da parte degli arbitri. Se devo dire la verità, a volte vedo che si approfitta tanto di questa situazione, perché sappiamo, quando guardiamo le partite, che tendenzialmente l’attaccante non è favorito rispetto al difensore, perché la porta, nella maggior parte dei casi, ce l’ha alle spalle. Se a quel punto ci metti anche un difensore che con le braccia, ogni volta che ti arriva il pallone, ti butta per aria e non vieni neanche aiutato dai compagni che puoi avere di fianco, perché molto spesso è solo e fa reparto da solo, se lavori sempre contro uno, due o tre difensori da solo, a volte arriva anche un pochino di avvilimento e di nervosismo. Però sono convinto che sia un metro al quale piano piano quasi tutti i giocatori si stanno adattando e lo farà anche lui. Non appena le cose andranno un pochino meglio, migliorerà anche questo aspetto. Il fattore mentale influisce tantissimo sui ragazzi. Molto spesso vediamo il giocatore in campo e pensiamo che sia come nei videogiochi, tutto capacità tecniche e tattiche, ma c’è anche tanto di mentale che va a influire sulle prestazioni e sulla lettura di molte situazioni particolari. Io credo che lui stia vivendo un momento particolare con il Napoli e questo non lo aiuta nei novanta minuti. Subire un fallo non visto dall’arbitro porta nervosismo, ma è una cosa tranquillamente superabile. Io a volte lo difendo a spada tratta perché è uno di quegli attaccanti che farebbero comodo a tutti gli allenatori. Credo che abbia solo bisogno di essere un attimino più supportato e anche tutelato dai compagni. A volte Højlund viene maltrattato, oppure capita ad Alisson e a qualche altro giocatore, ma noi non ci facciamo sentire assolutamente. Anche un pochino di supporto potrebbe aiutare mentalmente Højlund”.

Si parla molto della possibilità di passare alla difesa a tre. Quali sarebbero gli interpreti più adatti per Allegri?
“Assolutamente Rrahmani, Rafa Marin, Badiashile e Beukema. Bisogna vedere un attimino le condizioni e poi bisogna vedere anche se questa cosa verrà attuata”.

Considerando i tanti nazionali e gli infortunati, cambiare sistema già alla ripresa potrebbe rappresentare un azzardo?
“Assolutamente d’accordo. Partiamo dal presupposto che il Napoli viene dagli anni con Conte e ha ormai un sistema collaudato. Mettiamola anche sotto questo aspetto: io credo che un po’ significherebbe ammettere che sia stato fatto un errore in queste prime giornate puntando sulla difesa a quattro. Credo che sia una cosa che il Napoli e il mister debbano fare piano piano. Non credo che il Napoli possa rischiare già alla ripresa un cambio di sistema, soprattutto in virtù di alcune settimane nelle quali non ha avuto la possibilità di lavorare con la maggior parte dei giocatori per le Nazionali. Sono un po’ scettico su questo, ma sono assolutamente d’accordo sul fatto che la difesa a tre possa in questo momento dare un attimino più di solidità al Napoli e quindi magari qualche gol in meno. Un difensore in più, qualche gol in meno e creare quella tranquillità necessaria per poter poi continuare il cammino. Però, ti ripeto, non credo che in questo momento il mister faccia subito un cambio di sistema alla ripresa”.