L'editoriale di Forgione: "Il Napoli deve crescere, non può essere quello del 1T"
Il giudizio tecnico-tattico su Genoa-Napoli, le polemiche per il gol di Kevin De Bruyne, l'ingresso impattante di Antonio Vergara, l'errore di Alex Meret e il confronto con Vanja Milinkovic-Savic. Questi gli argomenti dell'editoriale di Angelo Forgione, giornalista, scrittore e opinionista della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "
Qual è il tuo giudizio su Genoa-Napoli?
"Intanto è una partita che ha lasciato subito molte polemiche. Io mi concentrerei sulla questione tecnico-tattica del Napoli, che deve sicuramente fare molto e deve ancora crescere: è solo all’inizio. Quello che si è visto nel primo tempo sicuramente non può essere il Napoli, perché è stato aggredito. Noi ne parlavamo la settimana scorsa: bisognava evitare di mettere la partita sui binari più congeniali al Genoa. Il Napoli è riuscito a tenere botta, ma è venuto fuori solo nel secondo tempo. Deve fare sicuramente di più e quindi bisogna lavorare sotto questo aspetto. Il problema è che il gol è arrivato nella maniera che tutti conosciamo. Non so se, qualora l’arbitro lo avesse annullato, il Napoli avrebbe poi segnato il gol del vantaggio. Mancava una decina di minuti e la sensazione era che il Napoli avesse preso campo e che prima o poi il gol sarebbe arrivato. Però è arrivato tardi, quindi è un’incognita che pesa sulla partita. È inutile discutere la questione arbitrale: si è capito che questo è il metro adottato quest’anno. Se l’anno scorso questo gol lo avrebbero annullato, quest’anno non lo hanno annullato. Perlomeno, secondo il metro di giudizio di Orsato, potrebbero non essere puniti questi interventi. Questo può essere un numero zero, vediamo se poi il metro di giudizio continuerà in questo senso".
Il gol convalidato al Napoli ha scatenato enormi polemiche. Con una maglia diversa ci sarebbe stato lo stesso caos?
"È chiaro che oggi il Napoli sia considerato al livello delle tre grandi storiche: Milan, Juventus e Inter. Guardiamo questa faccenda da un lato positivo. Se oggi il Napoli, da una certa corrente anche faziosa, viene considerato una squadra aiutata dagli arbitri, ribadisco, guardiamo la questione positiva: vuol dire che evidentemente oggi il Napoli è temuto ed è anche rispettato. Poi ci sono personaggi che del rispetto non sanno cosa farsene, certamente non conoscono nemmeno l’ABC del rispetto personale, figuriamoci quando si parla di calcio e di squadre di calcio. Io lascerei le polemiche a quello che è successo. Il calcio è talmente veloce e fluido che domani toccherà a qualcun altro: la polemica di Genova sarà abbandonata e accantonata, parleremo di qualche altra cosa e magari parleremo anche noi, da Napoli, di altre squadre. Non mancherà occasione, ma questo è il calcio. È inutile ricamarci sopra, bisogna soltanto accettare lo tsunami emotivo che certe situazioni provocano. Questa volta è toccato al Napoli, ma, ribadisco, se il metro di giudizio è questo bisognerà abituarsi e, prima che ciò accada, toccherà a qualcun altro".
A chi assegni lo scettro di migliore in campo tra Vergara e De Bruyne?
"Tra i due lo do a Vergara, perché fa un assist delizioso e poi segna. È stato veramente molto presente ed è il calciatore che ha spostato gli equilibri negli ultimi minuti della partita. È un calciatore che, come dicevo ieri in televisione, mi sta stupendo sempre di più. Senza volerlo enfatizzare, qualsiasi cosa faccia la fa per bene. Non è un calciatore fumoso, è un calciatore concreto, ma che delizia: sa quello che fa e lo fa bene. È una grande promessa del calcio italiano e deve continuare su questa strada. Anche noi ne abbiamo parlato qui su Radio Tutto Napoli, quindi continuo a confermare che, sia che parta dalla panchina sia che parta da titolare, è un ragazzo che si trova veramente sul binario giusto. Ha la testa giusta, sa dove vuole arrivare e sicuramente, se continua così, ci arriverà".
Vergara si fa trovare sempre pronto, a prescindere dal ruolo e dal minutaggio.
"Questo è un grande patrimonio del club. Intanto è un calciatore che può ricoprire diversi ruoli su tutto il versante offensivo: esterno destro, esterno sinistro, sottopunta e può fare anche la seconda punta. È un calciatore veramente utile, versatile e importante. È tra i sedici titolari, perché oggi le squadre non hanno undici titolari e quattro o cinque riserve: bisogna considerare titolari anche coloro che partono dalla panchina. Oggi il calcio lo dimostra e Allegri, facendo quei cambi al 65’, ha evidenziato che nel piano gara fosse previsto che la panchina del Napoli dovesse fare la differenza alla lunga. Questi sono i calciatori sui quali si può puntare, ma non soltanto Vergara. Ci sono tanti calciatori del Napoli che possono giocare da titolari oppure entrare dalla panchina e risultare decisivi. Questa è la forza del Napoli quest’anno. Lo era anche l’anno scorso, ma la squadra è stata decimata. Probabilmente quest’anno si punta a vedere, con un anno di ritardo, ciò che si era costruito l’anno scorso. Non dimentichiamo che la squadra era stata inizialmente costruita per Allegri. Poi Conte è rimasto, ma successivamente è andato via. Oggi Allegri si ritrova con quel Napoli che era stato costruito per lui, con un anno di ritardo. Si stanno un po’ allineando le cose. Speriamo che gli infortuni stiano lontani da questa rosa e che quest’anno si possa vedere il Napoli per come era stato progettato l’anno scorso".
Come giudichi l’errore commesso da Meret nel primo tempo?
"Non possiamo mettere la croce addosso a Meret, perché il corso del primo tempo ci ha dimostrato che la volontà di Allegri sia quella di farlo giocare con i piedi. Allegri ha chiesto a Meret di giocare con i piedi. È anche un modo per responsabilizzarlo: se sai che il calciatore ha delle problematiche, potresti non chiederglielo. Invece glielo ha chiesto perché vuole che si assuma delle responsabilità e che corra il rischio, altrimenti non migliorerà mai in questo fondamentale attuale e moderno. Se vogliamo, non è neanche un fondamentale, ma è un modo di giocare molto moderno che pretende che i portieri usino i piedi. Il problema è che, se utilizzi i piedi per effettuare lanci lunghi verso Hojlund, il quale deve venire a centrocampo a prendere il pallone, allora diventa inutile. Ma questa è una questione tattica".
Preferisci la costruzione dal basso di Meret ai lanci lunghi di Milinkovic-Savic?
"Il lancio di Milinkovic-Savic l’ho visto tante volte l’anno scorso, ma poche volte ha funzionato, forse quasi mai. Se era stato preso per quella fase tattica e Conte voleva quel regalino, alla fine il regalino è arrivato, ma non è stato così fruttuoso. Evidentemente Allegri sta facendo valutazioni diverse e avrà scelto Meret. Poi il mercato può anche riservarci qualche sorpresa, attenzione. Al momento, però, mi pare di poter dire che Meret sia il titolare del Napoli. Milinkovic-Savic è scivolato nelle gerarchie e quindi, se questo sarà il Napoli di quest’anno, evidentemente Allegri vuole che Meret migliori sotto quel fondamentale attuale".
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