Futuro Lucca, Fabbroni: "Lo darei in prestito solo in un caso..."
L'analisi di Genoa-Napoli, le polemiche per il gol di Kevin De Bruyne, il futuro di Lorenzo Lucca e di Rafa Marin. A parlare di questi temi è stato il giornalista Mario Fabbroni, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania. Di seguito le sue dichiarazioni.
È passata la prima giornata ed è arrivata la prima vittoria per il Napoli. Ci fai una chiosa su quello che è successo, tra ciò che ti è piaciuto e ciò che invece non ti è piaciuto?
"Io credo che questa partita di Genova vada nel solco delle partite, chiamiamole, tatticamente intelligenti. È chiaro che il primo tempo lasci un po’ a desiderare, soprattutto per l’estetica e per la produzione del gioco, ma mi sembra abbastanza chiaro che fosse una specie di piano gara: lasciare giocare il Genoa in maniera abbastanza semplice, senza andare a pressarlo molto in alto e quindi senza consumare energie, perché sono le prime partite e non si è proprio al top della condizione. Lasciare che il Genoa manovrasse, magari credesse anche a un Napoli in grande difficoltà, e poi conquistare il campo poco per volta, come si è visto già nella parte finale del primo tempo e soprattutto nel secondo tempo. Il Napoli aveva ormai i piedi stabilmente attorno all’area di rigore genoana. Infatti, il Genoa praticamente non è uscito dall’area e non ha dato grandi grattacapi a Meret. Fondamentalmente, credo che questa tattica sia riuscita, soprattutto perché poi ci sono stati due gol. Sotto questo profilo è stato un Napoli abbastanza cinico, abbastanza ineccepibile tatticamente: non bellissimo, ma sicuramente molto concreto. Mi permetto di aggiungere che, in un campionato italiano che a me sembra tecnicamente sempre un po’ più povero, avere questa alta dose di cinismo e quindi una grande concretezza nei risultati possa portare soddisfazioni".
Il gol del vantaggio di Kevin De Bruyne sta facendo molto discutere per il contatto con il difensore del Genoa Vasquez. Per Daniele De Rossi è stato uno degli errori più clamorosi vissuti nel corso della sua lunga carriera, mentre per l’AIA era un gol da convalidare. Che idea ti sei fatto di quel contatto?
"Mi sembra un po’ eccessivo. Nel calcio non ha mai passato nessun problema, evidentemente: se questo è uno dei più grossi guai che ha vissuto in tutta la sua lunga carriera, significa che è stata una carriera felicissima, senza torti e senza problematiche. Quindi mi sembra un po’ eccessiva questa dichiarazione. Per quanto riguarda il gol, sono molto chiaro: in diretta mi sembrava di aver avuto la sensazione di un gol che potesse anche non essere convalidato. Però poi ho rivisto l’azione, come credo l’abbiano rivista sicuramente anche gli arbitri alla moviola, e mi sembra che il difensore del Genoa, appena si senta toccare, accentui molto la caduta in avanti. Questo è un vizio che molti calciatori stanno utilizzando ormai da un bel po’ di tempo. Non so se ricordate la scorsa stagione quanti giocatori, con i microfoni aperti, sembravano essere stati sparati a vista: urlavano e invece, alla fine, guardando e andando al rallentatore, tutta questa violenza non c’era. Mi sembra che molti furbettini stiano andando a speculare su alcune regole e su alcuni aspetti anche tecnologici del calcio. Ci tengo anche a ribadire un altro concetto. Ho letto dichiarazioni anche di calciatori ed ex calciatori che reclamavano l’intervento del VAR. Signori, ma noi dobbiamo cercare di non dire alle persone fandonie autentiche: se abbiamo stabilito che l’arbitro di campo è l’unico a dover valutare l’intensità di alcuni contatti, abbiamo anche stabilito che il VAR non ha alcuna competenza. Infatti, quando il VAR nella stessa stagione è andato al di là della propria competenza, pensando di valutare l’intensità o il tipo di contatto, si è scatenato il putiferio, perché giustamente da un monitor non puoi capire assolutamente nulla. Quindi cerchiamo di metterci d’accordo e di usare il cervello: è l’arbitro che arbitra? Io sono favorevole a questa soluzione, all’arbitro che arbitra, che si prende le sue responsabilità e che può anche sbagliare. Chi se ne frega, è un uomo come quelli che stanno in campo e può anche sbagliare, però arbitra. Altrimenti dobbiamo lasciare alla macchina il compito di arbitrare ogni situazion"».
Lorenzo Lucca è davvero un punto interrogativo per il Napoli oppure può diventare un punto di forza?
"Lorenzo Lucca si trova nella posizione di colui il quale deve decidere se attraversare il fiume e magari far vedere che sa nuotare ed è più forte della corrente, oppure no. Si trova un po’ nel mezzo di questa storia, perché è un calciatore che probabilmente sta provando, visto che è cambiata la panchina ed è cambiato l’allenatore, a conquistare Allegri. Sta provando anche a far capire che potrebbe essere un’alternativa in attacco, perché ha delle caratteristiche indubbiamente differenti rispetto a quelle di Hojlund. Ma dobbiamo capire onestamente quale sia il suo livello mentale. Ti spiego: giocare in una squadra importante, che ha degli obiettivi comunque importanti, anche se magari non dichiarati, perché il Napoli non parte quasi mai con l’idea di dire “voglio vincere”, anche se figurati se non vuole vincere la squadra, e sapere che in questa stagione devi avere il proscenio massimo possibile e immaginabile per un club, cioè la Champions, significa che mentalmente devi essere un giocatore adatto a questi livelli. Devi rispondere con prestazioni mentali, oltre che fisico-atletiche, a una richiesta continua di prestazioni di alto livello. È il sabato, è la domenica, è il martedì, è il mercoledì: non hai pause. Devi essere capace di dimostrare di avere un livello alto e i giocatori di livello alto lo dimostrano in una sola maniera: mentalmente e con prestazioni continue. Se sei discontinuo, ahimè, non sei di livello alto. Quindi si prende eventualmente in considerazione, anche in questi ultimi giorni, la possibilità di trasferire Lucca in una squadra che gli garantisca continuità e magari anche qualche ambizione".
Deve essere comunque una squadra importante? Non so quale utilità ci sarebbe, se non quella di liberare il posto, nel mandarlo in Turchia, per esempio al Trabzonspor, che è stato uno dei club interessati a lui.
"Io credo che il trasferimento all’estero sia già acqua passata: è stato già fatto e si è dimostrato un fallimento totale. Quindi mandi Lucca da qualche parte solo se il club estero lo compra in maniera integrale e diventa un giocatore di un’altra squadra. Provare di nuovo questa carta del campionato straniero non ha nessun senso. Io invece, qualora si ritenesse che Lucca debba fare un’esperienza diversa da quella del Napoli, proverei a fare in modo che questo calciatore riprenda quota anche dal punto di vista economico, che sia un giocatore di nuovo valutato bene e che possa fare una bella esperienza in un club di Serie A che ne ha bisogno e che gli garantisca una certa continuità di partite da titolare. Solo in questo modo, se il Napoli non ha bisogno di Lucca, Lucca può essere utile al Napoli: nel senso che non fa parte della rosa di quest’anno, lo dai nuovamente in prestito, ma magari speri che, dopo una bella stagione, il calciatore riprenda una certa quotazione e anche una certa fiducia in sé stesso. Questo è l’unico modo, altrimenti Lucca te lo tieni".
Come hai giudicato la sua prestazione di Rafa Marin?
"Rafa Marín ha fatto una buona esperienza perché, a differenza di qualche altro calciatore in prestito, ha avuto continuità di rendimento. È stato impiegato bene, in maniera sostanziosa e comunque in un campionato importante come la Liga spagnola. Quindi sicuramente Rafa Marín viene da un test probante, che ha un certo peso. È chiaro che sarebbe stato schierato come seconda linea, ma gli infortuni al centro della difesa lo rendono necessariamente un calciatore da sfruttare come prima linea di rendimento. Crampi a parte, che mi avevano fatto pensare a qualcosa di più, ma per fortuna si è trattato solo di quelli, la prestazione di Genova mi è sembrata largamente sufficiente. Anche se dobbiamo dire che il Genoa, come ho detto prima, pur creando grattacapi giganteschi al Napoli, non è stato concreto in attacco. Magari un Rafa Marín messo maggiormente sotto pressione da una squadra con un attacco molto più importante ci darà una risposta diversa. Però anche qui sta per arrivare un nuovo giocatore che probabilmente giocherà al centro della difesa del Napoli. Bisognerà vedere le scelte di Allegri, che mi sembra un allenatore molto più orientato verso le rotazioni e quindi verso il livellamento del dispendio di energie, visto che il Napoli con Allegri dovrà soprattutto disputare una bella Champions. Perché non lo stiamo tenendo presente, ma è uno dei motivi principali per cui De Laurentiis ha ingaggiato Allegri: vuole fare bella figura in Champions. Non vuole più guardare quella classifica dello scorso anno, con il Napoli terzultimo dopo una serie di sfide nelle quali avrebbe invece dovuto mostrare comportamenti ben diversi. In Champions è assolutamente capace di qualificarsi almeno per il primo turno successivo al girone unico. Allegri sa benissimo che, in questa fase, è la Champions l’aspetto più delicato, al quale De Laurentiis guarderà con maggiore attenzione e apprensione. Quindi le rotazioni in difesa saranno importanti e non è detto che le scelte migliori siano riservate soltanto al campionato, perché la Champions di Allegri deve essere ben diversa da quella di Conte".
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