Futuro Conte, Pressenda: "Si aspetterà garanzie, ma il Napoli ha già speso molto"
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Abbiamo visto una partita Psg-Bayern che rimarrà nella storia del calcio.
"No, è vero, la riflessione è molto pertinente. Intanto c’è una prima considerazione dal punto di vista tattico: abbiamo visto due squadre che giocano con la difesa a quattro. In Europa, a questi livelli, non gioca praticamente nessuno con la difesa a tre. Il calcio internazionale va in un’altra direzione, anche perché ci sono tanti giocatori capaci di saltare l’uomo. Quello che abbiamo visto ieri, con esterni offensivi di grande qualità, dimostra che queste squadre sono costruite per giocare così. Sembrava una partita con poca attenzione difensiva, ma in realtà il livello tecnico degli attaccanti era altissimo. È quindi un discorso di mentalità rispetto a quello che vediamo nel nostro calcio."
C’è una polemica tipicamente italiana sulla fase difensiva: è un modo di vedere il calcio ormai superato?
"Sì, è un tema reale. In Italia si tende ancora a difendere un certo tipo di calcio, ma a livello internazionale la mentalità è diversa. Il calcio oggi è spettacolo, e lo spettacolo ha bisogno di qualità e di gol. Se continuiamo su una linea più conservativa, rischiamo anche conseguenze economiche, come nel caso dei diritti televisivi."
Quanto incide questo divario anche rispetto ad altri campionati, come la Premier League?
"Incide tanto. La Premier League, per esempio, continua a portare tante squadre nelle competizioni europee. Questo dimostra una differenza di mentalità e di qualità complessiva. In Italia c’è più attenzione difensiva, ma i risultati non sempre premiano questa scelta."
Quale giocatore del Napoli, o della Serie A, potrebbe giocare in partite di questo livello?
"Penso a McTominay, che ha cambiato il volto del Napoli ed è sempre decisivo. Forse anche Højlund, ma in generale si tratta spesso di giocatori provenienti dalla Premier League. Questo è un tema ricorrente. Non vedo molti altri profili della Serie A pronti per quel livello, considerando anche i risultati europei recenti."
Che idea ti sei fatto della stagione del Napoli?
"È stata una stagione condizionata da due fattori principali: gli infortuni e il rendimento fuori casa. Con la rosa al completo, il Napoli avrebbe potuto lottare fino alla fine per lo scudetto. La qualità c’è, ma le tante assenze hanno inciso. Inoltre, il rendimento in trasferta è stato deludente e questo ha pesato anche sul percorso europeo."
Possiamo dire che anche Conte è apparso in difficoltà, soprattutto nella gestione?
"Sì, questa è una novità. Conte di solito ha cicli brevi, quindi sarà interessante capire se resterà più a lungo. La gestione è stata complicata anche per le continue emergenze dovute agli infortuni. Questo ha portato anche a dare spazio a giovani che forse non avrebbero giocato. È una situazione particolare che ha condizionato tutta la stagione."
Quanto sarà decisivo l’incontro con la società per il futuro di Conte?
"Sarà fondamentale. Servirà a capire quali saranno gli investimenti futuri. Il Napoli ha già speso molto, ma Conte si aspetterà garanzie. Da questo confronto dipenderà la sua permanenza."
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