Il punto del Direttore: “I motivi che spingono Conte a lanciare subito Alisson titolare"
Il direttore di Tutto Napoli Antonio Gaito si è proiettato ad Atalanta-Napoli nel corso di 'Sabato Azzurro' su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Ti sorprenderebbe vedere Alisson Santos titolare a Bergamo? “Fino a un certo punto. Conoscendo la gestione di Antonio Conte, un po’ sì, perché spesso utilizza certi profili come “spaccapartite” a gara in corso. Allo Sporting Lisbona Alisson partiva raramente dall’inizio, credo solo tre volte. Però, se l’indiscrezione fosse confermata, non mi stupirei: in questo momento il Napoli ha bisogno delle sue caratteristiche dal primo minuto ed in particolare contro squadre come l'Atalanta che comunque si ispirano ancora al gioco di Gasp uomo su uomo. Poi senza McTominay, Elmas deve arretrare a centrocampo e Gilmour non è ancora pronto per giocare dall’inizio. Questo rischia di portare Politano ad accentrarsi, ma lo stesso Conte ha ammesso che lì non rende al meglio: non sono le sue caratteristiche. Politano ha bisogno della fascia per puntare l’uomo e rientrare, mentre centralmente soffre fisicamente. Con Alisson, invece, si sistemerebbero diverse pedine: Vergara potrebbe agire centrodestra, Politano tornare largo e Gutierrez diventare un’alternativa preziosa. Inoltre il Napoli ha bisogno di gol: oggi Politano ed Elmas sono ancora a zero, mentre la squadra si è aggrappata soprattutto a Vergara e a Hojlund, che però lavora molto per gli altri. Alisson garantisce strappo, velocità e verticalità, qualità fondamentali contro un’Atalanta che gioca uomo su uomo. In quel sistema, se salti l’avversario diretto, mandi in crisi tutta l’organizzazione difensiva. È già successo in passato contro squadre ispirate al gioco di Gasperini: serve passo o dribbling, e Alisson può essere l’uomo giusto”.
Perché Giovane trova meno spazio rispetto ad Alisson Santos? “Conte lo ha spiegato: vede Giovane più come attaccante, quasi da area di rigore, piuttosto che come esterno o mezzala offensiva. È un giocatore tecnico, ma meno mobile. Può occupare bene l’area, magari entrare a gara in corso, ma nel sistema attuale non è semplice non alterare l’equilibrio tattico. Inoltre è un profilo ancora da formare: ha fatto bene tra Brasile e Verona, ma non ha un grande trascorso alle spalle. Alisson, invece, pur conoscendo meno il campionato, oggi è più funzionale. Non sempre serve un anno di adattamento: a volte i tempi lunghi sono una scelta tecnica quando il giocatore non convince. La forma poi la si acquisisce anche giocando, come dimostrò a suo tempo il caso Lobotka con Gattuso che preferì Demme che era più facile da inserire. Alcuni giocatori necessitano poi di un gioco diverso, più di dominio. Se un giocatore è adatto al tipo di calcio che vuoi proporre, devi dargli continuità”.
È giusta la gestione prudente di McTominay? “Sì. Ha giocato praticamente sempre, tra Napoli e nazionale: era inevitabile un problema fisico. Sarebbe stato strano il contrario dopo 33 gare su 34 più le nazionali. Finora ha retto, ma il rischio era alto. Oggi il Napoli sembra aver abbassato la soglia di rischio: con una classifica relativamente stabile, non vale la pena forzare e rischiare uno stop lungo. È una valutazione condivisa tra staff e giocatore. McTominay è un guerriero, non si sarebbe mai tirato indietro, ma perdere un leader per uno o due mesi sarebbe stato un danno enorme. In generale, la stagione insegna che vince chi ruota meglio e inserisce con continuità i nuovi acquisti. Il Napoli inizialmente non lo ha fatto, poi ha corretto qualcosa, ma ha pagato. Ora la priorità è gestire le energie, evitare altri problemi e arrivare al traguardo senza trascinarsi fino alle ultime giornate".
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