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Pavarese: "Conte-ADL non dovevano prestare fianco alle voci sull'Italia"

Pavarese: "Conte-ADL non dovevano prestare fianco alle voci sull'Italia"
Oggi alle 11:20Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Luigi Pavarese, ex dirigente del Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Veniamo al Napoli: finale di stagione e sfida contro il Parma. Che partita ti aspetti?

"Quest'anno abbiamo sofferto in maniera particolare contro le squadre che lottano per la salvezza. Non sarà il Parma che ha il sangue agli occhi, come l'anno scorso, che ha contribuito anche alla rimonta del Napoli sull'Inter nella passata stagione. Ricordate che impattò 2-2 contro l'Inter dopo che era stato in vantaggio di due reti. Fu il primo segnale di avvicinamento per poi effettuare il sorpasso. Sappiamo che comunque incontreremo un terreno molto insidioso, però credo che nella consapevolezza, ma soprattutto nel desiderio del Napoli di poter, fino alla fine del campionato, ottenere tutte le vittorie, poi vedremo quello che succederà. Abbiamo recuperato sette punti in poche partite. Dovesse accadere sarebbe veramente qualcosa di straordinario, di bello. Non oso assolutamente immaginare, da ultras quale sono, le cose che potrebbero accadere, però l'importante è che noi dobbiamo pensare solo ed esclusivamente a noi. Poi guarderemo quello che accadrà ai nostri diretti concorrenti, perché siamo in corsa e lo saremo fino alla fine."

Conte è l'allenatore perfetto per il Napoli anche per la prossima stagione?

"Io non voglio criticare nessuno per Napoli, però è chiaro che da questo punto di vista sia il diretto interessato che la società avrebbero fatto bene a prendere una posizione molto ferma. Se poi a certe voci, che tendono anche a destabilizzare l'ambiente, i diretti interessati prestano il fianco, è chiaro che comunque si alimentano ancora di più. Io sono curioso ancora di capire chi possa decidere in questo momento, o comunque già ipotizzare quelli che possano essere gli scenari futuri sia della federazione che del futuro commissario tecnico. Dobbiamo prima eleggere il presidente federale e tutto quello che sarà l'organico che accompagnerà e guiderà la federazione per i prossimi anni. E da qui poi attuare un progetto di riforma e di rinascita soprattutto insieme a tutte le componenti, soprattutto con il calcio professionistico in particolar modo."

Dopo le parole di Conte e De Laurentiis si è parlato anche di Nazionale. Come interpreti la situazione?

"Perdonami, ma se a te venissero a dire, dovessi essere tu il capo ufficio stampa della federazione e ti proponessero, cosa risponderesti? Ovviamente Conte avrebbe fatto bene a rispondere: 'Signori cari, queste cose, se dovessero accadere o comunque qualcuno ha intenzione, chi sarà il responsabile deciderà'. Io più che altro volevo legare il discorso a quello che poi chiaramente noi dobbiamo anche ipotizzare come futuro, perché se se ne parla Conte e se ne parla De Laurentiis, allora un discorso in più sul futuro del Napoli lo dobbiamo andare a fare. È chiaro che De Laurentiis ha cominciato col proporre Malagò presidente federale, poi propone altri nomi. Ci manca solo che proponga il nuovo responsabile per i rapporti con le squadre nazionali, o addirittura che si autoproponga a capo delegazione."

Se Conte dovesse andare via, su che tipo di profilo dovrebbe puntare il Napoli?

"Nemmeno con gli amici, perché ho un gruppo di amici che fanno fantacalcio e io non lo faccio, non l'ho mai fatto e non lo farò mai. Questo giochetto io non mi presto. Io auguro che ci sia lunga vita per Antonio al Napoli, perché Antonio ha riportato quel senso di appartenenza, ha riportato Napoli a livelli importanti e credo che anche lui sia animato dal desiderio, soprattutto in Europa, di migliorarsi e di migliorare quanto fatto in quest'ultimo periodo. Credo che l'interesse proprio di Conte, oggettivamente, e quello di De Laurentiis, sia quello di creare un Napoli a livello europeo forte."

Il Napoli ha comunque una continuità tecnica anche oltre Conte?

"Ma non deve andare via. Però avrà instillato anche nel DNA del Napoli quella grande crescita, di essere veramente una big, ancora di più di quanto avevano fatto gli altri. Ma soprattutto poi c'è la certezza che De Laurentiis non sbaglia quasi mai gli allenatori, ne ha sbagliati giusto un paio in vent'anni. Probabilmente dovuto anche al fatto che avevamo tutti la pancia piena, cosa che Conte quest'anno, memore anche dell'esperienza della stagione García, ha impedito ai ragazzi."

Parliamo di Alisson Santos: quanto può incidere e quanto è difficile lasciarlo fuori?

"Assolutamente, noi quante volte ne abbiamo parlato in Italia: i giocatori che saltano l'uomo non ne vediamo più, ce ne sono giusto due o tre oggi. Quindi credo che comunque le attenzioni di Manna fossero riservate proprio a questo, e sono riusciti ad arrivare a un giocatore giovane, andando controcorrente rispetto a quello che il mercato spesso propone. È un giocatore che si è subito ambientato ed è entrato nella mentalità."

Con tanti giocatori di qualità, come si gestiscono le scelte?

"Ma questo deve essere l'obiettivo della società: quello di non far dormire il responsabile tecnico la notte, perché è una difficoltà su chi mandare in campo, proprio perché ha una rosa molto importante. Non dimentichiamo che ci sono sempre le cinque sostituzioni, quindi lo spazio si trova per tutti."