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Pistocchi: "Gila non è una priorità e 30mln sono troppi per uno in scadenza"

Pistocchi: "Gila non è una priorità e 30mln sono troppi per uno in scadenza"
Oggi alle 10:30Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Maurizio Pistocchi, giornalista, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Partiamo dal discorso Maradona contro Messi, un confronto eterno.

"Rispondo che il paragonare due giocatori di epoche così differenti non è corretto e non è neanche molto, secondo me, intelligente. Ai tempi di Maradona ai difensori venivano consentite cose che oggi non possono neanche immaginare. Ci sono dei filmati molto istruttivi a questo proposito, basta guardare su YouTube: si vedono i calci, le botte che prendeva Diego. Oggi non sarebbe consentito neanche nell’anticamera del cervello di qualsiasi arbitro. Oggi i campioni vengono tutelati e quindi è impossibile paragonare due calciatori di epoche così diverse, con un regolamento del gioco del calcio così diverso, con materiali così diversi: basti pensare ai palloni di una volta, molto diversi da quelli di oggi, e all’attrezzatura tecnica e alle scarpe, tutto è cambiato e migliorato. I numeri di Messi sono sicuramente infinitamente migliori di quelli di Diego. Messi ha vinto tutto e ha segnato quasi mille gol, è un giocatore pazzesco dal punto di vista tecnico. Probabilmente è il giocatore più forte di tutti i tempi, però Maradona aveva una leadership, un’autorevolezza, un carisma che Messi non ha. Messi è un grandissimo giocatore, gli riconoscono tutti le sue qualità superiori, però quando Maradona, nel ventre dello stadio, diceva ai suoi compagni della nazionale argentina ‘adesso andiamo a vincere il mondiale’, lo diceva perché sapeva che così avrebbe caricato tutta la squadra, perché tutti di fronte a Diego sentivano la sua leadership. Messi è un giocatore diverso, anche caratterialmente diverso, quindi non faccio nessun tipo di paragone perché i paragoni non ci stanno. Sono due giocatori di epoche completamente diverse e non paragonabili, però probabilmente dal punto di vista delle prestazioni sportive quello che ha fatto Messi è irripetibile. Non penso che ci sarà a breve un altro calciatore nella storia del calcio mondiale che vincerà così tanto come ha vinto lui. Giocatore irripetibile, come d’altronde lo è stato anche Maradona fino all’arrivo di Messi."

Passiamo al Napoli: si parla di Massimiliano Allegri come nuovo allenatore e di un progetto di continuità con Antonio Conte. Il Napoli può puntare ancora allo scudetto senza grandi investimenti sul mercato?

"Io non penso che si possa parlare di continuità tra Conte e Allegri. Conte è un allenatore completamente diverso da Allegri: Allegri è un gestore, un uomo che sa gestire i campioni ma nello stesso tempo ha difficoltà a dare un’idea di gioco forte. Esattamente il contrario di Conte, che è un allenatore che ha più difficoltà nel gestire i campioni perché è intransigente, però ha meno difficoltà nel dare un gioco: le sue squadre hanno sempre avuto un’idea, un’organizzazione, sono sempre state squadre vere di calcio. Il Napoli ha fatto il ragionamento che probabilmente fece la Juventus con l’addio di Conte, cioè ci serve un allenatore che dopo due anni di stress sappia tranquillizzare e gestire, ma mi chiedo se questo sia il modo giusto. Napoli ha assunto un allenatore che quest’anno ha fallito tutti gli obiettivi che aveva, come unico obiettivo il quarto posto, e non è riuscito neanche ad arrivarci. Gli si dà in mano una squadra forte ma con alcuni limiti, soprattutto c’è la problematica della gestione di alcuni giocatori, prima tra tutti De Bruyne. De Bruyne è un giocatore che ha bisogno di stare dentro un sistema di gioco preciso, è una mezzala in un 4-3-3 e gli deve essere data la possibilità di stare nel vivo del gioco. Quindi o Allegri cambia il sistema di gioco rispetto a quest’anno, quindi basta difesa a tre e si torna a difesa a quattro con tre centrocampisti e tre attaccanti, e avrebbe sicuramente tutti i giocatori adatti, oppure se va avanti col sistema di gioco approntato da Conte secondo me ha delle difficoltà. Io non sono contento del fatto che il Napoli pensi di diventare una squadra che gestisce. Napoli, da Benitez in poi, è sempre stata una società che ha cercato di dare un’impronta forte di gioco, ed è stato un grande successo in questi ultimi anni, anche se non ha vinto, ma ha dato spettacolo. Adesso vedo una squadra con una media, con dei campioni difficili da gestire. Mi chiedo che fine farà per esempio Lukaku: torna, gioca ancora a Napoli oppure no? Insomma ci sono problematiche legate anche ai giocatori presi quest’anno e ai prestiti che tornano. Non vedo un anno facile per i tifosi napoletani, però il calcio ti smentisce sempre: Napoli ha comunque le qualità per essere protagonista. Quest’anno aveva problemi enormi, con più di 40 infortuni muscolari, e questo ti deve far pensare: o la preparazione è sbagliata oppure i giocatori hanno debolezze pregresse e quindi sono a rischio."

Nel mercato del Napoli si parla di un interesse per Mario Gila. Un giocatore valutato circa 30 milioni: che idea ti sei fatto di queste valutazioni nel calcio italiano?

"Io inizio a fantasticare con la mente e a dire: ma come abbiamo fatto ad arrivare a pensare che un giocatore in scadenza come Gila, che sicuramente sarà un buon giocatore, possa valere davvero 30 milioni? Però c’è una legge della domanda e dell’offerta: se Lotito chiede 30 milioni evidentemente c’è più di una richiesta per Mario Gila, che a mio avviso è un buon giocatore e mi piace. Però in quel ruolo nel Napoli c’è già Rrahmani, e poi c’è anche Beukema che quest’anno non ha giocato quasi mai. Io penso che per una difesa a quattro due centrali di piede destro come Beukema e Rrahmani vadano bene. Napoli non ha l’esigenza di acquistare tutti questi giocatori. È un problema di valutazioni: anche io ho una casa bellissima e vorrei prendere un milione e mezzo di euro, ma se non me li danno devo abbassare il prezzo. Dipende dal mercato, dalla domanda e dall’offerta. Il prezzo lo fa il mercato. Noi possiamo dire se un giocatore è buono o non è buono, ma non possiamo dare valutazioni sul prezzo."

Chi ti sta impressionando di più tra Messi, Haaland e Mbappé in questo Mondiale?

"Ti dico la verità: ero convinto che sarebbe stato il Mondiale di Haaland perché è un giocatore con un impatto sulla partita come pochissimi. Però ho visto anche la Francia e questo sistema di gioco di Deschamps senza centravanti, con un’idea molto interessante. Ha un po’ copiato il Paris Saint-Germain, con questi tre attaccanti molto mobili davanti, e anche con Luis Enrique e Dembélé che a volte giocano in modo diverso. Finora è un Mondiale che dal punto di vista del gioco non ha fatto vedere tantissimo. Le squadre che mi sono piaciute di più sono state il Marocco e la Francia, poco altro. Però ci conferma che ci vogliono i campioni per fare la differenza: Kane con l’Inghilterra, Mbappé con la Francia, Messi con l’Argentina, Vinicius con il Brasile. È un Mondiale in cui non sono ancora venuti fuori nuovi fuoriclasse, ma ci sono tanti buoni giocatori anche in squadre non di primo livello. Si possono fare acquisizioni mirate a prezzi non esagerati. Ho visto buoni giocatori anche nel Senegal e nell’Austria. Si può ragionare in maniera intelligente senza spendere 30 milioni per Chiesa o 50 per altri giocatori, cifre esagerate. Non perché non siano buoni giocatori, ma perché nel campionato italiano certi prezzi sono fuori scala. Un laterale da 50 milioni nel calcio italiano è difficile da trovare."