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Allegri-Napoli, Valnegri: "Non è uno da costruzione, può continuare il lavoro di Conte"

Allegri-Napoli, Valnegri: "Non è uno da costruzione, può continuare il lavoro di Conte"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 22:30Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
L'esperto di calcio internazionale Alain Valnegri a Radio Tutto Napoli: dal calcio di Max Allegri all'evoluzione del gioco a livello Mondiale

Alain Valnegri, esperto di calcio internazionale,  è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Allegri come può adattarsi al materiale che ha il Napoli? Te lo chiedo perché oggi De Laurentiis ha fatto capire che più o meno la rosa resterà questa più o meno:

"Ha vinto lo scudetto questa rosa. Son curioso di vedere Allegri, forse può essere anche la piazza dove lui può rinascere in un certo senso, Ho poca speranza, sinceramente, perché comunque a Milano aveva carta bianca. Non è che a Milano arrivò con una squadra che aveva vinto, dove doveva dar continuità. A Milano doveva costruire. Adesso non mi stupirebbe vedere Allegri um dare continuità al calcio che ha fatto Conte".

Può aiutare la metodologia che ha lasciato Conte? Anche se serve comunque una certa proposta di gioco:

"Quello sicuro. Poi c'è l'atteggiamento, se vai ad analizzare proprio ogni microfase del del gioco significa capire a che altezza tu attivi la pressione, come vai in pressione, se vai a zona o vai a uomo, l'altezza del centrocampo, l'altezza linea difensiva, se se giochi a tre, i quinti dove giocano, a che altezza... Perché il 3-5-2 può essere un 5-3-2. Bisognerà capire. Già in amichevole capiremo qualcosa perché lui comunque è un allenatore meccanico. E in questo con Conte penso che siano molto simili, e giocherà molto sull'automatismo. Trovare degli automatismi subito, perché considerando che non sia proprio il benvenuto, deve partire forte. Perché se nelle prime giornate inizierà ad avere risultati negativi, poi con i malumori a Napoli non è facile".

Che Mondiale stai vedendo?

"Sto vedendo un Mondiale con praticamente tutte le squadre che sono ambiziose, anche se hanno dei valori tecnici inferiori, hanno voglia di giocare. L'abbiamo visto dall'inizio, sono poche le partite da pallavolo, quelle partite orizzontali dove hai una squadra che domina e quell'altra che prova a resistere negli ultimi 30 metri. Questo sì, è un bene, ma alla fine il calcio si globalizza perché la metodologia ormai funziona ovunque. Se tu hai una metodologia chiara, sai a cosa vuoi giocare. Abbiamo visto dei progressi negli ultimi 15 anni da nazionali delle quali nessuno sarebbe aspettato di vederle così protagoniste a livello mondiale. Penso per esempio il Marocco, il Marocco è diventato una squadra dominante, è una big a tutti gli effetti, gioca a viso aperto contro il Brasile... Questo ci porta a pensare che quando tu prendi proprio a livello formativo già dall'under 15, e lavori con delle certe idee, con un certo modello di gioco, con un gruppo, puoi ottenere dei grandi risultati, cosa che non si è fatta in Italia. In Italia si ha paura di lanciare i giovani, ci sono ragazzi di 18-19 anni che decidono già delle partite nei mondiali. Dunque sì, sulla metodologia, penso che comunque l'importante è trovare la tua identità, a cosa vuoi giocare. Poi dopo è tutto possibile, ci sono mille modi di giocare a calcio. Però se tu giochi in un modo, comunque riesci a meccanizzare e a far sì che i giocatori possano interiorizzare il modo di giocare. Poi quando arrivi sei preparato, perché il segreto delle nazionali è riuscire ad avere una nazionale che funziona come un club. E anche i grandi successi: raramente abbiamo visto nazionali vincere al primo mondiale dove sorprendono, al primo europeo dove sorprendono. Perché si costruisce, e penso che Lippi nel 2006 era stato capace di creare un club Italia. Le altre nazionali hanno preso l'esempio e stanno lavorando bene in questa direzione".