Bar Azzurro - L'ingiustizia delle non-vittorie, tra presunzione e l'ostacolo Genoa. E Mou ha tanti caffé pagati

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09.11.2018 21:30 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 13594 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Bar Azzurro - L'ingiustizia delle non-vittorie, tra presunzione e l'ostacolo Genoa. E Mou ha tanti caffé pagati

C’era una volta il calcio: storia di passione, di amore, di follia, di giustizia e, qualche volta di tremenda ingiustizia. Storia di rivalsa, di popoli interi, di nuove ed imprevedibili amicizie. Se si dovesse raccontare il calcio e le sue emozioni, infiniti sarebbero gli aneddoti da riportare. Si potrebbe riferire di certe battaglie, quelle che meriti di vincere, ma finiscono solo con un pareggio, come Napoli – Roma; quelle che all’inizio fai fatica e poi, lasci uscire il guerriero che c’è in te. E poco importa se non la vinci, perché dimostrare di essere alla pari e a tratti superiore alla più ricca e stellare squadra di Parigi, conta eccome, soprattutto se si tratta della massima competizione europea.

Poi ci sono i protagonisti, quelli che scendono in campo e vendono cara la pelle. Quelli come Allan, irriducibile, come Callejon, intelligente e prezioso, Koulibaly, Mertens, che quando bacia la maglia è uno spettacolo, e Insigne, il Masaniello del calcio moderno. Se si dovesse raccontare il calcio e le sue emozioni, si dovrebbe dare voce ai tifosi, veri portatori del verbo, ognuno di loro convinto di saperne un po’ di più, ognuno fedele ai colori della propria squadra, accesi nel dibattito, vivaci nel confronto. Di tali esemplari, quasi umani, discepoli del dio del calcio, ne abbiamo in abbondanza, forse in eccesso, qui al bar azzurro. Vi converrà buttare giù un copioso numero di caffè, per avere l’attenzione necessaria e sorbirvi tutte le teorie che, in questi giorni, ci propinano su fatti tecnici e non.

“Siamo arrivati in campo con la presunzione di averli messi sotto a Parigi e, nel primo tempo, abbiamo fatto fatica. Il Psg, al contrario, era molto concentrato. Poi abbiamo un grosso limite: non realizziamo reti per quante occasioni produciamo. Questo succede puntualmente, vedi la Roma”. L’osservazione di Dario, sembra trovare l’appoggio dell’avvocato, il critico per antonomasia, e far storcere il naso ad Antonio, più clemente nei confronti degli azzurri che, dopotutto, hanno affrontato una squadra di grandi campioni. “Con il Genoa bisogna stare allerta: il dispendio di energie psico-fisiche in una gara di Champions è notevole, non conta tanto chi sulla carta è più forte”. Le parole di Clemente, peraltro juventino, mandano definitivamente in tilt Antonio, che, come al solito butta via il caffè e se ne va borbottando teorie circa la fuga dei cervelli dei propri interlocutori. E come biasimarlo. Pareri contrastanti, vista la variegata presenza di pallonari, si esprimono sul caso Mourinho, provocatore certo, ma non in questo caso. Allo Stadium, poverino, si è solo difeso. O forse, più semplicemente, si stava proponendo per la nuova campagna pubblicitaria dell’Amplifon. Comunque sia, spettabile signor Mourinho, se mai dovesse passare al bar azzurro, avrebbe di sicuro parecchi caffè pagati.

Fatima Parente