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Giudice Visone: “Tornare al periodo pre-VAR sarebbe grave passo indietro! Sulle trasferte…”

Giudice Visone: “Tornare al periodo pre-VAR sarebbe grave passo indietro! Sulle trasferte…”
Oggi alle 21:10Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Il dottor Giuseppe Visone, pubblico ministero in servizio presso la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, è intervenuto nel corso di 'Difendo la città' su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video

Senza entrare nel merito della vicenda Open VAR, le chiedo: se un cittadino, un magistrato o un avvocato si rivolgesse alla Procura generale per acquisire gli audio VAR di Atalanta-Napoli o Milan-Parma, sarebbe possibile farlo? “Parliamo in astratto. Se ci fosse un’ipotesi di reato, quindi almeno un fumus – ad esempio un’ipotesi di frode sportiva – si potrebbe aprire un fascicolo a carico di ignoti. Nell’ambito di quel procedimento, il Pubblico Ministero potrebbe disporre un ordine di esibizione e acquisire i file audio delle comunicazioni tra VAR e arbitri. Tecnicamente si tratta di documenti e, come tali, acquisibili ai sensi dell’articolo 234 del codice di procedura penale. Naturalmente, tutto questo presuppone l’esistenza di un’ipotesi di reato”.

I tifosi del Napoli sono davvero più “cattivi” degli altri, tanto da meritare limitazioni nelle trasferte? “Le decisioni dell’Osservatorio si basano su criteri di ordine pubblico, diversi da quelli dell’accertamento dei reati. Si tratta di valutazioni preventive: a fronte di determinati fattori di rischio – come i recenti incidenti in autostrada – viene innalzato il livello di attenzione. Non è una questione di tifosi più o meno cattivi, ma di gestione preventiva del rischio sulla base anche di informazioni investigative”.

Cosa pensa delle parole di Roberto Saviano, che ha chiamato in causa l’Inter e la sua dirigenza? “Mi sembra un sillogismo un po’ forzato. Io ragiono sugli atti: non c’è stato alcun coinvolgimento diretto se non nei termini già valutati dalla FIGC, che ha eventualmente adottato provvedimenti disciplinari. Dire che la società Inter sia “inquinata” mi pare un’affermazione priva di riscontri. Non conosco su quali elementi si fondi quell’accusa, ma non mi sento di condividerla”.

L’esposto presentato dall’avvocato Grimaldi alla Procura della FIGC può avere conseguenze? “È una questione interna alla giustizia sportiva. La Procura federale dovrebbe svolgere indagini autonome di natura sportiva, senza limitarsi a seguire quelle della giustizia ordinaria. L’autonomia dell’ordinamento sportivo dovrebbe essere esercitata in modo virtuoso: i profili disciplinari sono diversi da quelli penali”.

Da tifoso del Napoli, pensa che la qualificazione in Champions sia al sicuro? “Il Napoli visto a Bergamo non deve avere paura. Anche con sei titolari assenti, per 60 minuti non ha rischiato nulla contro l’Atalanta. Con i prossimi rientri – penso ad Ancelotti, a De Bruyne e al pieno inserimento dei nuovi – e con un solo impegno a settimana, la squadra ha tutte le carte in regola per raggiungere l’obiettivo. Inoltre ha già disputato quattro scontri diretti: questo è un dato da non sottovalutare”.

Nell’AIA possono esistere correnti o resistenze interne, magari contrarie al VAR? “Io sono convinto che dal VAR non si debba tornare indietro: è uno strumento di garanzia. Va però utilizzato al massimo delle sue potenzialità. Da tempo sostengo l’idea del VAR a chiamata, che garantirebbe maggiore trasparenza. Tornare al periodo pre-VAR sarebbe un grave passo indietro. Se esistessero resistenze interne per recuperare discrezionalità, sarebbe una battaglia di retroguardia: bisogna invece migliorare lo strumento e consentire alle squadre di attivarlo quando ritengono di aver subito un torto”.