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Il Napoli deve temere di perdere la Champions? Della Corte: "No, è tutto nelle sue mani"

Il Napoli deve temere di perdere la Champions? Della Corte: "No, è tutto nelle sue mani"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 22:10Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Giuseppe Della Corte, ex calciatore, è intervenuto nel corso di 'Difendo la città' su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video

Sono usciti gli audio di Open VAR e li abbiamo ascoltati più volte. Gli arbitri sostengono che il rigore su Højlund non ci fosse e che Chiffi abbia sbagliato, mentre sul gol di Gutierrez – poi annullato per fallo di Højlund – il VAR ha confermato la decisione dell’arbitro. Ho la sensazione che il calcio stia vivendo un momento molto difficile. Tu cosa ne pensi? “A me sembra di essere tornati indietro di dieci o quindici anni, ai tempi delle vecchie polemiche. Abbiamo introdotto la tecnologia, il VAR, le telecamere ovunque, persino sull’arbitro, ma alla fine le discussioni sono sempre le stesse. Sull’episodio di Højlund si può anche discutere: forse non è un rigore netto, perché il contatto arriva dopo un piccolo inciampo. Ma sul gol annullato al Napoli, se quello non è fallo sul difensore dell’Atalanta, allora è rete regolare e la partita cambia completamente, anche dal punto di vista psicologico. Si rischia di rovinare le gare e di creare sfiducia”.

Ti preoccupano anche gli atteggiamenti e la serenità con cui vengono commentati questi episodi? “Sì, perché dà l’impressione che sia tutto normale, mentre per tifosi e società non lo è affatto. A volte certe immagini non vengono nemmeno riproposte con chiarezza. Quando resta il dubbio, il problema è proprio quello: con tutta la tecnologia a disposizione, il dubbio non dovrebbe esistere”.

Da ex calciatore, quando ritrovi un arbitro che in passato ha preso decisioni contro la tua squadra, come ti comporti? Gli fai presente i precedenti o cerchi di mettergli pressione? “Gli arbitri si incontrano spesso e li impari a conoscere. Dipende dal carattere del direttore di gara: con alcuni puoi dialogare, con altri è meglio evitare. Ricordo che il mio allenatore, Ezio Capuano, ci diceva prima delle partite come comportarci in base all’arbitro designato. L’importante è il rispetto reciproco: il dialogo aiuta a mantenere la calma, l’eccesso di autoritarismo invece può peggiorare la situazione”.

Secondo te c’è sempre buona fede oppure può esserci anche malafede? “È una domanda difficile. Io credo che, con tutta la tecnologia che abbiamo oggi, gli errori dovrebbero ridursi al minimo. Quando restano dubbi evidenti, è normale che nascano sospetti. Non voglio parlare di complotti, ma la trasparenza deve essere totale”.

In questi casi De Laurentiis dovrebbe intervenire pubblicamente? “Io lavorerei con equilibrio. In passato, quando il presidente ha alzato troppo i toni, è passato dalla parte del torto. Meglio far sentire la propria voce con fermezza ma senza eccessi, almeno finché gli episodi non si ripetono”.

Dal punto di vista tecnico, il Napoli dopo il gol annullato ha avuto un calo psicologico o è stato solo un calo fisico? ”Un po’ entrambe le cose. Se vai sul 2-0 gestisci meglio la gara, soprattutto con giocatori esperti. Ma se ti annullano un gol e non ti concedono un rigore, psicologicamente qualcosa perdi. Poi può subentrare anche la stanchezza, perché giocano spesso gli stessi”.

Da ex portiere, meglio puntare su Milinkovic-Savic o su Meret? E confermeresti il dualismo? “Sono entrambi validi. Meret è molto forte tra i pali e nelle palle alte, ma meno efficace con i piedi. Milinkovic-Savic è più moderno, bravo nella costruzione e decisivo anche contro l’Atalanta con due grandi parate, anche se può migliorare in alcune situazioni ravvicinate. Tenerli entrambi sarebbe positivo, ma bisogna capire se accettano il dualismo”.

In questo finale di stagione, il Napoli deve temere la concorrenza per la Champions? “È tutto nelle mani del Napoli. La squadra ha qualità e ora può concentrarsi solo sul campionato. Bisogna evitare cali psicologici e restare compatti, con il sostegno dei tifosi e dell’ambiente. Se recupera gli infortunati e mantiene equilibrio, può giocarsela con chiunque”.