Bar Azzurro - La bomba CR7 ed uno Scudetto più lontano, ancorato alla risposta d'orgoglio di ADL

Cadono le stelle nel cielo russo: una serie infinita di scie luminose che attraversano il sogno mondiale per poi spegnersi inspiegabilmente.
08.07.2018 11:22 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 34560 volte
Fonte: di Fatima Parente
© foto di Imago/Image Sport
Bar Azzurro - La bomba CR7 ed uno Scudetto più lontano, ancorato alla risposta d'orgoglio di ADL

Cadono le stelle nel cielo russo: una serie infinita di scie luminose che attraversano il sogno mondiale per poi spegnersi inspiegabilmente. Messi, Cristiano Ronaldo, Cavani, Neymar, gli esclusi che non ti aspetti, i big dei grandi club, battuti dai fratelli minori, meno osannati, meno ricchi e meno belli. Un mondiale pieno di sorprese, che non annoia, rendendo quella giustizia divina che da sempre, quando Davide è contro Golia, istintivamente ti lascia desiderare la vittoria del piccolo Davide. Next step tutto europeo, in barba allo sfascio politico e al decadimento del vecchio continente, l’Europa calcistica stringe i denti e se la gioca. E se gli eroi del pallone tornano a casa ammaccati, un’immagine meravigliosa e romantica, accompagnerà per sempre il ricordo di questo mondiale. Un uomo di nome Tabarez, allenatore della Celeste, che ha portato con sé esperienza, coraggio e tanta dignità. Lottando per vincere con la propria squadra e contro quella neuropatia che uno giorno lo paralizzerà. Mentre il mercato offre lo spettacolo della caccia al pezzo pregiato, ma non con i saldi, le prime bombe vengono sganciate da Torino, dove l’idea Ronaldo, si fa sempre più reale. Una faraonica operazione che si aggira intorno ai 400 milioni complessivi, per la felicità del calciatore e del suo agente e certamente dei tifosi bianconeri. Un’operazione clamorosa che ha senz’altro il suo ritorno in termini di immagine e di introiti. Cristiano Ronaldo, infatti, non è solo un campione indispensabile nel campo, ma è soprattutto una bella faccia da attaccare a qualsiasi cose si voglia vendere.

Troppi nuvoloni in vista, e al bar azzurro, si discute anche di questo, sciorinando infinite considerazioni sulla difficoltà aumentata di poter competere per lo scudetto, se la cosa dovesse concretizzarsi, e sulla moralità dello sborso di così tanti danari. “Ditemi quello che volete, ma io credo sia una vergogna che questi ragazzi debbano guadagnare tanto. C’è gente che non arriva a fine mese e si consente che, per quattro calci ad un pallone, si diventi stramilionari”, sosteneva Antonio demoralizzato. “Il calcio non è morale, ma non possiamo essere ipocriti, lo vogliamo anche noi. Se non ne fossimo così dipendenti, questa giostra impazzita si fermerebbe”, sentenziava Pasquale. Sarà l’aroma del caffè che li fa filosofeggiare. Ma ce n’è un’altra che tiene banco da qualche giorno: la pazza idea Cavani. La nostalgia del Matador, dopo le belle prestazioni in nazionale, è improvvisamente riaffiorata. Certamente non è la politica del Napoli sostenere trasferimenti così onerosi, ma si spera in un piglio d’orgoglio del patron, che, per rispondere alla mossa juventina, decida di fare un’eccezione e di riportare il sereno sul cielo di Napoli.

di Fatima Parente