PElilLO...NELL'UOVO - Luce azzurra sulla disfatta tricolore

PElilLO...NELL'UOVO - Luce azzurra sulla disfatta tricoloreTuttoNapoli.net
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 25 giugno 2010, 17:00Rubriche
di Marcello Pelillo
Napoli esce bene dal crollo della Nazionale con un Quagliarella in grande spolvero. E intanto Hamsik conferma le sue qualità

L’ Ital-Juve di Lippi esce dal Mondiale con un finale triste per la storia del calcio italiano. Ne escono male quasi tutti, i suoi uomini di Berlino, e qualche novità che ha lasciato tante perplessità come Marchetti, portiere del Cagliari e assolutamente nuovo ai palcoscenici internazionali. Ne escono male tutti, o quasi. Lippi ha fatto a meno dei napoletani De Sanctis, Maggio e Quagliarella ed è stato punito dal secondo tempo straordinario dell’attaccante stabiese. Un gol da cineteca, uno annullato per pochi centimetri, un altro salvato ( forse ) sulla linea e lo spunto che ha propiziato l' 1-2 di Di Natale. Quest’ultimo si è rimesso a giocare sul serio con l’ingresso dell’ex compagno dei tempi di Udine con il quale si trova ancora a meraviglia. L'ennesima conferma che nel calcio vince sempre la tecnica, il palleggio, il controllo del pallone, in poche parole, la qualità. A codesta l'ex Ct ha preferito i muscoli e la corsa dei Iaquinta, dei Pepe dei Gattuso in luogo di Palombo. Alla maggiore esperienza di De Sanctis, Lippi ha preferito l’acerbo Marchetti, mentre Maggio ha dovuto subire “l’anzianità da Nazionale” di Zambrotta anche nello scampolo di gara concessogli dall’ex Ct.

Lippi ha inserito Maggio con il chiaro intento di spingere, ma Zambrotta, sistemato sull’altra fascia, gli ha impedito di avanzare alternandosi con lui sulle sortite offensive. Il milanista ha abbandonato la linea difensiva per giocare dal centrocampo in avanti costringendo Maggio a coprirlo al fianco di Chiellini e Cannavaro. Note positive anche per Hamsik, che ha dimostrato di saper giocare anche a centrocampo e non solo tra le linee. Lo slovacco del Napoli non ha perso mai palla, ha rilanciato sempre l’azione con disimpegni utili ed è andato al contrasto come non si era mai visto a Napoli. E tutto ciò, e non ci stancheremo mai di dirlo, in una squadra con la difesa a quattro, a smentire la leggenda metropolitana che vedeva il Napoli "obbligato" a schierarsi a tre in difesa per far giocare lo Slovacco. Dai Mondiali avremo, probabilmente, un Napoli più forte. Quagliarella e Hamsik hanno toccato con mano la mediocrità del calcio mondiale che vede un solo campione vero, Lionel Messi, e tanti buoni giocatori organizzati bene in campo, o meno. I due azzurri porteranno un' iniezione di personalità all' undici di Mazzarri che tra i suoi meriti straordinari, dovrà chiedersi perchè non si è mai visto un Quagliarella così al San Paolo.