I presidenti del Napoli da Ascarelli a De Laurentiis - ultima puntata

I presidenti del Napoli da Ascarelli a De Laurentiis - ultima puntataTuttoNapoli.net
© foto di Vincenzo Balzano
giovedì 22 luglio 2010, 21:25Zoom
di Vincenzo Perrella
La storia dei presidenti del Napoli, avvicendatisi nei decenni: una sorta di testimone il cui ultimo porteur (messaggero) in ordine di tempo è Aurelio De Laurentiis, per il settimo anno consecutivo.

Nel 1998-99 Corrado Ferlaino è affiancato dal dottor Federico Scalingi come amministratore unico. Quel campionato di Serie B porta solo un anonimo 9° posto finale. Fortunatamente nel 1999-2000 arriva il 4° posto che significa promozione in Serie A. Ma Ferlaino si rende conto che da solo non può condurre e tenere il Napoli dove merita, cioè in massima serie. E’ affiancato allora da Giorgio Corbelli, proprietario di un network televisivo monotematico riguardante le televendite di oggetti d’arte. Eppure tale abbinamento non porta frutti. Il Napoli retrocede di nuovo in B (frutto del 16° posto finale in classifica). La stagione 2001-2002 deve essere quella del ritorno immediato in A. In realtà arriva solo il 5° posto nel campionato cadetto. Cosicché Ferlaino esce di scena definitivamente. Al suo posto, a fianco a Corbelli, arriva l’imprenditore alberghiero Salvatore Naldi. Ma nonostante i proseliti e le presentazioni festose della squadra allestita per il ritorno in A, nel 2002-2003 arriva un pericolosissimo 16esimo posto in Serie B, a pochi passi dal baratro della C1! Eppure il Napoli non sfugge a tale destino, ma il fattaccio non avviene sul campo. Salvatore Naldi, infatti, oberato di debiti, decide di portare i libri in tribunale. Tra il luglio e l’agosto 2004 il Napoli conosce uno storico, umiliante fallimento. La squadra arriva 14esima in Serie B, ma quel risultato poco conta per una città che ora non sa più cosa fare. Cosicché il dottor Paolo Bellamio (amministratore unico) e il dottor Nicola Rascio (curatore fallimentare) prendono la situazione in pugno. Dopo vani tentativi di affidare la società, dal fallimento, nelle mani di imprenditori (fittizi!), ecco che compare all’orizzonte l’imprenditore cinematografico Aurelio De Laurentiis. Quest’ultimo, candidamente, ammette di non capire gran che di calcio, e nonostante il suo accento che ne tradisce la romanità nella nascita, si dichiara napoletano (lo è di discendenze) a tutti gli effetti. E così, grazie al ritorno di Pier Paolo Marino (co-autore del primo scudetto azzurro con Ferlaino), il proprietario della FilmAuro allestisce una squadra che sia pronta al ritorno immediato in Serie B.

Ma non bastano la volontà e gli investimenti a vincere un campionato di C1. Il Napoli arriva solo 3° in classifica e perde la finale di play-off contro l’Avellino. E’ la stagione 2004-05. Così nel 2005-06 ci si riprova e stavolta il colpo va a segno: 1° posto in classifica con 13 punti di vantaggio sul Frosinone e promozione in serie cadetta. La stagione 2006-07 è quella in cui tutti chiedono la promozione in A. Tuttavia il compito è improbo, dovendo il Napoli condividere il roaster delle squadre partecipanti con club blasonati come Genoa e Juventus (retrocessa in B per lo scandalo di Calciopoli). Ebbene la formazione azzurra giunge seconda in classifica, scongiurando i play-off e volando direttamente in Serie A. E’ la rinascita del club azzurro. Ormai non ci sono più dubbi: De Laurentiis farà tornare grande il Napoli. Il primo anno di Serie A, però, è di assestamento. Ma la stagione 2007-08 riserva una piacevole sorpresa: 8° posto in classifica e preliminari di Coppa Uefa (detti anche Coppa Intertoto), con la qualificazione europea fallita per un soffio nel doppio confronto col Benfica. La stagione 2008-09 comincia come meglio non potrebbe: addirittura il Napoli è stato nei primi tre posti in classifica alla fine del girone di andata. Ben altro risultato però riserva il girone di ritorno, con l’arrivo al 12° posto finale. Altro andamento ha invece la stagione 2009-2010, cominciata malissimo con mister Donadoni in panchina (7 punti nelle prime 7 partite). Cosicché De Laurentiis prende la situazione in pugno: via Donadoni e via Pier Paolo Marino, dentro mister Walter Mazzarri che insieme alla squadra sfata tabù decennali come l’astinenza di vittorie a Torino (sponda Juventus), a Firenze, nonché la consecutività di sconfitte in quel di San Siro contro il Milan (interrotta con un ottimo 1-1), senza dimenticare la rimonta contro la Roma (che vinceva 2-0). Alla fine è 6° posto e preliminari di Europa League (ex Coppa Uefa). Ed ora c’è la stagione 2010-2011. Cosa riuscirà a fare il club di Aurelio De Laurentiis? Riuscirà l’ambizioso presidente a migliorare ancora la classifica e nella scalata di una squadra destinata ad un futuro roseo? L’unica certezza è che lui è l’ultimo messaggero in ordine di tempo di un testimone partito dal presidente Ascarelli nel 1926. Che questo sia auspicio di grandi successi futuri per il Napoli e funga da vero e proprio “in bocca al lupo” a De Laurentiis e alla squadra azzurra.