Ancelotti: "Napoli? Lo seguirò sempre, sta facendo bene e sono felice per Fabian. Col Barça è imprevedibile..."

Carlo Ancelotti, tecnico dell'Everton, è intervenuto nel corso della trasmissione Deejay Football Club, in onda su Radio Deejay
22.02.2020 13:22 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ancelotti: "Napoli? Lo seguirò sempre, sta facendo bene e sono felice per Fabian. Col Barça è imprevedibile..."

Carlo Ancelotti, tecnico dell'Everton, è intervenuto nel corso della trasmissione Deejay Football Club, in onda su Radio Deejay: "In Inghilterra c'è un ambiente diverso, c'è un'atmosfera diversa qui. Quello che fa la differenza qui è l'ambiente esterno e l'atmosfera negli stadi. Non c'è violenza, non ci sono insulti e c'è grande rispetto per gli avversari".

La lotta per lo Scudetto?
"È sicuramente molto avvincente a differenza degli anni passati. È una battaglia aperta e incerta, ma non è facile dire chi è favorito. La Juventus ha esperienza, l'Inter ha entusiasmo, la Lazio non ha le coppe".

Sarri?
"Ho sentito le parole di Maurizio. Ci sono dei giocatori che devi mettere in campo per farli rendere al meglio, perché sono determinanti. Il calcio è tutto, difesa, attacco e contropiede. Nel calcio è tutto buono, non c'è un sistema di gioco vincente. Ci sono tante cose da fare e le devi fare in base alle caratteristiche dei tuoi giocatori".

Eriksen?
"È un centrocampista completo, può giocare sia come centrocampista esterno che come centrocampista basso. Io lo vedo molto vicino a Pirlo, potrebbe giocare anche davanti alla difesa".

Il Napoli?
"Lo seguo ancora e lo seguirò sempre. Sta facendo molto bene, sono felice che Fabian Ruiz abbia ritrovato la condizione migliore. Adesso c'è questa bella sfida con il Barcellona, che è molto meno prevedibile di quello che ci si potrebbe aspettare".

Il prossimo Europeo?
"Sarà molto incerto, l'Italia ha fatto passi da giganti e dovrà confrontarsi contro grandi squadre, ma vedo molto bene gli azzurri".

Il Milan?
"È stato un momento difficile, pare che ci siano segnali di risveglio. La tradizione e la storia di un club vanno rispettati. Per fare grandi le squadre serve una giusta programmazione, pur rispettando le regole. Rangnick? Non lo conosco".