Esasperati dal Gattuso strillone, Ancelotti era silente: ma non è che il problema sarà qualche calciatore?

Ancora una volta pronti a trincerarsi dietro alle colpe del tecnico, per nascondere i loro limiti. Così è davvero troppo semplice…
09.02.2021 18:17 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Insidefoto/Image Sport
Esasperati dal Gattuso strillone, Ancelotti era silente: ma non è che il problema sarà qualche calciatore?

(di Arturo Minervini) - Pietre. Sei sei buono te le tirano, sei sei cattivo, anche. È il mondo che non perdona nessuna, che trova sempre l’inclinazione giusta per metterti nel mirino. Da Carlo Ancelotti a Rino Gattuso, due così amici, due così differenti nel carattere. Artico e glaciale il tecnico che ora siede con suo aplomb sulla panchina dell’Everton, verace e sanguigno l’uomo che sulla sua pelle ha imparato quanta pressione possa arrivare dal confrontarsi con una piazza malata di calcio come Napoli.

Quando c’era lui, Carlo, le voci che iniziavano a fuoriuscire da Castel Volturno erano chiare: non si arrabbia. Esatto, il problema era che non si arrabbiava. Che non urlava, che non alzava la voce, che non imponeva ritmi massacranti agli allenamenti.

A farsi portavoce di questo pensiero, a bui ampiamente scappati dalla stalla, era stato Lorenzo Insigne, che dopo l’allentamento del tecnico aveva dichiarato: “Non sono nessuno per giudicare un allenatore che ha vinto tutto e soprattutto quasi ovunque, il mister è abituato a grandi campioni. Io gli dicevo sempre che noi avevamo bisogno di essere messi sotto pressione, anche bacchettati se era il caso. Mi rendo conto che la mia è un’autocritica: siamo professionisti, dovremmo camminare da soli, ma noi forse in quel momento avevamo necessità di sentire il fiato sul collo”.

Voltata pagina, è arrivato Rino Gattuso. Uno che bacchetta, eccome se bacchetta. Che ti fa sentire il fiato sul collo, eccome se ti fa sentire il fiato sul collo. Insomma, tutti felici e contenti, no? Se il capitano della squadra esprime quel tipo di necessità, ora la squadra dovrebbe essere soddisfatta dei metodi del nuovo tecnico.

E invece no. Perchè, alla fine, bisogna sempre trovare un colpevole diverso. Un alibi per depistare le proprie responsabilità, le colpe di un gruppo di calciatori che da troppo tempo si trincera dietro vecchi scheletri. Le ultime che arrivano dal quartier generale azzurro, infatti, raccontano di un gruppo di calciatori ‘infastiditi per le urla di Gattuso durante la partita, al punto che qualche calciatore non lo sopporta più”. 

Ma come? Quelli che volevano essere bacchettati? Sono sempre gli stessi, no? Giusto evidenziare le colpe di Gattuso, così come quelle di Ancelotti, ma c’è una costante che ora non può essere ignorata: la mancanza di personalità di molti, troppi calciatori di questo Napoli. Ancora una volta pronti a trincerarsi dietro alle colpe del tecnico, per nascondere i loro limiti. Così è davvero troppo semplice…