Il punto di Del Genio a TN: "Gioco da squadra di medio livello, involuzione clamorosa! Che errore a gennaio: questi calciatori vanno cambiati subito! Tridente da retrocessione..."

E' da questa premessa che parte Paolo Del Genio, giornalista di Tele A e Radio Kiss Kiss Napoli, nell'analisi di Napoli-Inter.
08.01.2020 11:25 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Il punto di Del Genio a TN: "Gioco da squadra di medio livello, involuzione clamorosa! Che errore a gennaio: questi calciatori vanno cambiati subito! Tridente da retrocessione..."

"Non si può dire che il Napoli abbia giocato male contro l'Inter, anzi credo che abbia fatto abbastanza bene. Ma il discorso sul giocare bene è lungo nel calcio, perché si può giocar bene in diversi modi". E' da questa premessa che parte Paolo Del Genio, giornalista di Tele A e Radio Kiss Kiss Napoli, nell'analisi di Napoli-Inter nel suo consueto appuntamento settimanale con le colonne di Tuttonapoli.net: "Il giocar bene del Napoli in questo momento è un giocar bene da squadra di medio livello. La sensazione è questa perché anche quando si gioca bene il Napoli continua a rischiare. La grande squadra quando gioca bene domina la partita e non rischia, mentre per gli azzurri in questo momento non è così. Ogni volta che sono pericolosi, si rischia sempre. Per creare, si rischia. Per attaccare, si rischia. E pur attaccando si è poco incisivi".

E' un problema di equilibrio? "Il problema è che la maggior parte di questi calciatori hanno alle spalle le loro migliori stagioni, fatte con la maglia del Napoli. Qualcuno forse le terrà davanti, ma mi sembra che in questo momento nessuno può esser considerato nella sua miglior stagione. Mentre, tornando al passato, se pensiamo a quell'annata in cui si è quasi vinto lo scudetto, in quel caso ci fu una circostanza favorevole: 11-12-13 calciatori che contemporaneamente hanno fatto la miglior stagione della propria carriera. In questo momento sta succedendo l'inverno. L'unica spiegazione è questa".

Dunque quale può essere la soluzione? "Bisogna cambiarli. Bisogna cambiarne il più possibile. Io sono dell'idea che bisognava rivoluzione già due anni fa, ma visto che non si può tornare indietro è adesso che il Napoli deve muoversi. Per me è sbagliato fare poco in questo mercato. Il Napoli doveva fare tutto quello che poteva, anche 4-5 acquisti e 4-5 cessioni, per portare forze fresche e motivazioni. Poi bisogna capire Elmas e Lozano chi sono. Sono meno forti e possono giocare peggio di quelli che stanno giocando adesso? Io non credo, allora schieriamo loro, almeno capiamo cosa si ha tra le mani. Essere conservatori con questi calciatori non serve".

Il rendimento interno è disastroso: sta incidendo l'assenza delle Curve? "Sì, che il Napoli in casa possa avere più difficoltà sì. La squadra a livello nervoso non è in grado di sopportare niente, quando sente pressione si indebolisce ulteriormente. Mentre fuori casa può vivere in maniera almeno più serena le partite. Ci sono state anche un po' coincidenze, fermo restando che si sono verificate alcune cose troppo spesso per poter essere del tutto casualità. Lo diceva anche Gattuso nell'intervista che gli ho fatto. Da un lato dice che l'organico è forte, dall'altro dice che bisogna prendersi le proprie responsabilità, anche sui tacchetti che ti fanno scivolare. Rino si sta giocando l'annata più importante della sua carriera, allora dovrebbe dire alla società di metterlo nelle condizioni di far bene. Sta lavorando bene, ma quest'organico fa fatica, da questi calciatori non si può più attingere, sono in una fase di involuzione clamorosa e non possono dare più nulla".

Il problema riguarda anche l'attacco? "Sì, è proprio questo l'esempio giusto. Se hai un tridente in cui due terzi dei componenti non va a segno dalla prima giornata. In 17 giornate, giocate quasi sempre da titolare, non hanno mai segnato. Questi sono i rendimenti degli attacchi delle squadre che retrocedono. Avere due terzi dell'attacco che segna un solo gol in un intero girone vuol dire essere un tridente da retrocessione. Se si fa il confronto con gli attaccanti delle squadre che lottano per non perdere la categoria, la deduzione è chiarissima. Allora bisogna ringraziare questi calciatori per tutto ciò che hanno fatto, ma ora bisogna guardare quello che stanno facendo. Nel calcio non si vive di ricordi, altrimenti andava fatto un contratto a vita a Maradona per tenerselo per sempre, ma purtroppo bisogna pensare al presente".