Pentimento, atto I: la furia di ADL va mitigata per evitare contraccolpi

Calcio Napoli: questione multe da valutare ed un De Laurentiis che dovrà limitare la sua rabbia contro i rivoltosi post Salisburgo
16.11.2019 16:57 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
Pentimento, atto I: la furia di ADL va mitigata per evitare contraccolpi

(di Arturo Minervini) - “Beati gli smemorati perché avranno la meglio anche sui loro errori”. Lo scrive Friedrich Nietzsche, lo ricorda la bellissima Kirsten Dunst nella pellicola ‘Se mi lasci ti cancello’ (Peggiore traduzione della storia del cinema della pellicola con Jim Carrey ‘Eternal Sunshine of the Spotless Mind’). Già, perché la memoria è un bene da proteggere, forziere dei ricordi e dei valori che sono alla base di tutto quello che siamo, di quello che vorremmo essere. La memoria, in alcuni casi, è però una prigione: di ricordi che ti fanno male, di cattivi pensieri, di rancori che non fanno altro che aggiungere sale ad una ferita già sanguinante. 

Il Napoli si trova proprio a quel bivio lì. A metà tra il voler ricordare con forza ed invece dimenticare, concedersi il diritto all’oblio su una vicenda che ancora fa discutere e che rischia di rappresentare un gigante bastone tra le ruote di una stagione che va invece assolutamente preservata. Da un lato la necessità, assoluta, di una società di rivendicare la propria autorità e soprattutto il controllo su un parco giocatori che è uscito fuori dai binari dei comportamenti ammissibili, deragliando con una scelta scriteriata e che va sanzionata. Dall’altro, però, c’è l’aspetto sportivo e l’interesse generale della stessa società che si trova così sospesa su un filo molto sottile, da starci in equilibrio per non rischiare il capitombolo. 

Pentimento, Atto I. Che il gruppo stia maturando in questo giorni in maniera profonda l’idea di aver commesso un errore è segnale da registrare con positività, recapitarlo al cuore dei tifosi che dopo la rabbia potrebbero aprire nuovamente ad una riappacificazione. Delle scuse pubbliche e, soprattutto, un impegno profondo e concreto sul terreno di gioco le soluzioni più immediate della questione. Perché le parole sono importanti, ma in certe occasioni i fatti lo sono ancor di più. E allora che sia un Napoli umile, quasi diafano nelle proprie intenzioni che devono essere palesate prima di tutto con un rinnovato atteggiamento. 

 Se ciò accadrà, allora bisognerà provare a mitigare la (giustificata) ira di Aurelio De Laurentiis, che vuole punire chi non ha rispettato i vincoli contrattuali che sono alla base della struttura tanto cara al patron. C’è però da guardare più lontano di oggi, c’è da valutare gli eventuali contraccolpi che sulla stessa società potrebbero ricadere per una rottura anticipata di certi equilibri. Ritrovare il giusto passo in campionato, per rientrare nell’obiettivo minimo della qualificazione alla prossima Champions, è una priorità di tutti. Una necessità che va oltre ogni interesse particolare, che rappresenta l’interesse generale di un club che rischierebbe un forte ridimensionamento in caso di mancato accesso alla prossima massima competizione continentale.