Speciale futuro: vi sveliamo i piani del Napoli, la posizione di Conte ed il possibile erede
Il futuro è adesso. Con la Champions aritmetica che ormai è solo questione di tempo, il Napoli ha fretta di definire il destino della panchina per poter impostare più nel dettaglio le linee programmatiche e non perdere terreno nelle trattative impostate dal ds Manna (confermatissimo da ADL). Le manovre per il mercato estivo sono già partite da tempo, il tempo in questi casi è una risorsa importante e quindi stavolta - a differenza di quanto accadde inseguendo Spalletti - la volontà è chiarire subito il futuro di Antonio Conte. Si attenderà probabilmente un'altra partita prima dell'atteso incontro decisivo, ma i contatti tra le parti non mancano. Nell'incontro si analizzeranno tante questioni che hanno lasciato perplessità, dalla gestione della rosa ai tanti infortuni, ma il focus principale sarà sulle strategie e gli investimenti.
Il piano (inevitabile) del club
Non una scelta, ma una necessità programmatica. Il Napoli deve abbassare il monte stipendi - per tutti gli esperti del settore - di circa un 15% dopo l'incremento degli ultimi due anni, che porterà quest'anno al secondo rosso di bilancio consecutivo, rispettando anche la soglia Uefa del 70% del tetto stipendi/ricavi. Anche il saldo andrà riequilibrato perché pronti via il Napoli spenderà 44mln di euro per Hojlund e 16,5mln per Alisson Santos. Ma il club ha già dimostrato che questo non è sinonimo di ridimensionamento, anzi tutt'altro.
Non solo correttivi economici, ma anche strutturali: il Napoli deve abbassare l'età media (la più vecchia del campionato, superando quest'anno l'Inter) sostituendo inevitabilmente anche alcuni senatori e probabilmente riaccogliendo anche alcuni giocatori in giro. Un ricambio che non è nuovo a Napoli, senza ricordare il secondo anno meraviglioso di Spalletti, da fare gradualmente e necessario per evitare nei prossimi anni un fine ciclo cambiando in blocco l'ossatura della squadra.
Secondo quanto appreso da Tuttonapoli, i nomi grossi in bilico sono quelli di Anguissa, Lobotka, De Bruyne, Spinazzola (Juan Jesus è già certo che verrà svincolato), e come già sappiamo Lukaku. E potrebbero aggiungersi altri elementi in base alle offerte. Oltre a giocatori già messi da parte dal tecnico come Meret e Gilmour. Non solo acquisti di giovani in rampa di lancio, ma anche la possibile permanenza di alcuni elementi di rientro che finiranno per non avere mercato. Uno scenario che chiaramente non si sposa con la linea di Conte, almeno quello conosciuto finora.
La posizione di Conte e le possibilità di permanenza
La permanenza è oggi da considerarsi intorno al 50%. Percentuali che possono sembrare basse, come spesso accade col tecnico pugliese, che solo in una circostanza è rimasto per più di due anni sulla stessa panchina, ma che possono risultare anche alte ricordando la scorsa estate. Il tecnico non è contrario a dei ritocchi inevitabili, ma sarebbe fortemente frenato da una possibile rivoluzione, soprattutto se toccando tre, quattro o addirittura cinque senatori del gruppo.
Per il tecnico conoscere i nomi dei possibili sostituti che arriveranno è difficile: non solo perché in alcuni casi si tratterà di giovani talenti, ma anche perché quest'anno il Napoli non accelererà nelle prime battute, come fatto la scorsa estate prima di Dimaro per metterli tutti a disposizione del tecnico, non avendo intenzione di pagare valutazioni gonfiate dalla fretta o dai tempi del mondiale. Il mercato si svilupperà (anche) in una fase più centrale e finale.
Anche senza un punto d'incontro preciso, l'addio di Conte però è tutt'altro che semplice. Il contratto del tecnico prevede un altro anno (20mln lordi con lo staff) e l'eventualità di una trattativa per la separazione - senza un altro club interessato, la nazionale non sembra una pista praticabile - rischia di essere molto costosa per De Laurentiis.
Chi per l'eventuale sostituzione di Conte?
In caso di separazione, che come spiegato è tutt'altro che certa, il Napoli non vuole farsi trovare impreparato o in ritardo. Il nome forte ed in questo momento in pole è quello di Maurizio Sarri. Il ritorno del tecnico toscano rispetterebbe l'identikit ricercato, convincendo più di tanti altri per profilo, costi, esperienza e spessore nel gestire un'eredità così pesante dopo anni in cui ha dovuto fronteggiare difficoltà di ogni tipo nella Lazio (con cui ha un altro anno di contratto)
Sarri ha già scritto pagine importanti della storia recente del club, pur non vincendo con 91 punti, mostrando il gioco più bello e produttivo visto da queste parti, valorizzando giocatori fino a quel momento senza uno storico alle spalle o che non convincevano come Koulibaly, Jorginho, Ghoulam - alcuni poi rivenduti a cifre incredibili creando le basi econimiche del Napoli attuale - ed esaltando quelli già blasonati come Higuain, Callejon, Insigne e compagnia. Una scelta quindi coerente con il piano estivo.
Un nome rassicurante per il club anche perché all'orizzonte i nomi più gettonati sembrano già irraggiungibili. Fabregas ha altri piani, come l'anno scorso rinunciando alla corte dell'Inter, mentre Maresca sarebbe stato il favorito ma le pretese economiche e la concorrenza del City (che lui attenderà) lo mettono in questo momento in secondo piano. In lista, come da tempo, anche Italiano, Thiago Motta e Grosso che non hanno però approvazione unanime in società e sembrano figure (almeno mediaticamente) più fragili per un'eredità così pesante.
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