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L’ex Valdifiori: “Ricordi bellissimi di Napoli! Sarri? Può avere un motivo in più per tornare”

L’ex Valdifiori: “Ricordi bellissimi di Napoli! Sarri? Può avere un motivo in più per tornare”TuttoNapoli.net
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 22:10Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Mirko Valdifiori, ex centrocampista del Napoli, è intervenuto a 'Napoli Talk' su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video

Come vedresti un possibile ritorno di Maurizio Sarri a Napoli? Se ne parla molto: che effetto ti farebbe rivederlo lì? “Sicuramente sarebbe un “cavallo di ritorno”, un allenatore che ha fatto vedere un grande calcio a Napoli. Nonostante i tanti punti fatti, però, non è riuscito a vincere lo Scudetto. Magari potrebbe essere proprio questo a motivarlo ulteriormente: tornare in una piazza che ama molto e completare un percorso rimasto incompiuto”.

Che tipo di Napoli vedresti con Sarri? E cosa andrebbe eventualmente sistemato, soprattutto a centrocampo? “Credo che la base ci sia già per un possibile 4-3-3 sarriano, quello che lui ha sempre utilizzato. Il Napoli ha una rosa importante e sarà Sarri, eventualmente, a valutare cosa fare sul mercato insieme alla società. Non posso dire oggi cosa manchi nello specifico: la squadra è già forte, poi dipenderà anche da eventuali partenze e scelte tecniche”.

Che idea ti sei fatto del Napoli di questa stagione? Secondo posto, ma distacco importante dall’Inter. Cosa è mancato? “È mancata soprattutto continuità e disponibilità della rosa al completo. Tra Champions, Coppa Italia e campionato, il Napoli ha giocato tante partite con una rosa corta e diversi infortuni. Quando ti manca un giocatore come Lukaku, che non solo segna ma fa segnare, l’impatto si sente. La squadra era partita bene anche sul mercato, con colpi importanti, ma se non hai tutti a disposizione la stagione si complica”.

I tifosi ti ricordano sempre con grande affetto. Ti chiedo anche un confronto tra Jorginho e Lobotka, entrambi registi del Napoli di Sarri...

“Intanto ringrazio i tifosi: è una cosa che mi fa sempre piacere. Per me Napoli è un ricordo bellissimo, anche se ho giocato meno in campionato. Con Sarri ho vissuto un’esperienza importante. Jorginho era il play perfetto per il suo calcio: due tocchi, velocità di pensiero, verticalizzazioni. Ha fatto cose straordinarie ed è cresciuto tantissimo fino a vincere ovunque. Lobotka è un giocatore diverso: più forte nella fase di interdizione e nel lavoro senza palla. Sono entrambi importanti, ma con caratteristiche diverse, quindi difficile fare un confronto diretto”.

Un tifoso ti ricorda la grande Europa League giocata con il Napoli…
“Sì, è vero. Anche se giocai meno in campionato, l’Europa fu una grande esperienza. Facemmo un grande girone, poi uscimmo col Villarreal e ancora oggi resta un grande rammarico. Secondo me potevamo arrivare fino in fondo, anche alla finale”.

Il primo anno di Sarri fu subito una corsa Scudetto, poi vinta dalla Juventus con grande continuità. Che ricordo hai? “Quando arrivai io, c’era ancora il lavoro di Benítez e molti giocatori erano in discussione. Con Sarri tanti si sono trasformati: Koulibaly, Jorginho, Ghoulam, Insigne, Mertens. Ha valorizzato tutti in modo incredibile. La Juventus di quegli anni era molto forte e macinava punti, spesso vicino ai 100. Senza quella Juve, il Napoli avrebbe potuto vincere più di uno Scudetto.

Koulibaly e Ghoulam, all’inizio, sembravano in difficoltà. Poi sono esplosi. Come lo spieghi? “Il metodo di Sarri richiede adattamento, soprattutto in fase difensiva. Nei primi tempi serve tempo per assimilare i movimenti, ma quei giocatori hanno dimostrato grande intelligenza e umiltà. Una volta capiti i meccanismi, sono diventati calciatori di altissimo livello e hanno generato anche grandi plusvalenze per il club”.