Guido Clemente di San Luca a TN: "A San Siro dominio Napoli, nessuno ha sottolineato chiari errori di Massa"

Guido Clemente di San Luca, Ordinario di Diritto Amministrativo, Università della Campania Luigi Vanvitelli, ha scritto per Tuttonapoli un editoriale sulla sfida Inter-Napoli.

18.12.2020 15:00 di Arturo Minervini Twitter:    vedi letture
Guido Clemente di San Luca a TN: "A San Siro dominio Napoli, nessuno ha sottolineato chiari errori di Massa"

Guido Clemente di San Luca, Ordinario di Diritto Amministrativo, Università della Campania Luigi Vanvitelli, ha scritto per Tuttonapoli un editoriale sulla sfida Inter-Napoli.

Come previsto era effettivamente un bivio. E ne usciamo con la piena consapevolezza della strada da intraprendere. La prova della forza del Napoli sta nell’approccio dei media nazionali. Vediamo perché. Nessuno ha commentato la partita seriamente per la prestazione delle due squadre sul piano tecnico-tattico. Nessuno ha detto ciò che si è visto, e cioè che il Napoli ha dominato. E lo ha fatto soprattutto nel primo tempo, a dispetto di quanto appare all’occhio emotivo e superficiale nel quale resta l’arrembaggio poderoso degli ultimi 20 minuti con l’uomo in meno, ed il rammarico di non aver segnato almeno una delle 3 nitide palle-gol create (Politano, Di Lorenzo, Petagna). È diffusa la convinzione che si sia sbagliato a non attaccare così dall’inizio. Tuttavia, se si fosse fatto, con ogni probabilità, si sarebbero offerti all’Inter gli spazi in cui vanno a nozze Lukaku e Lautaro. E invece toccava a loro attaccare. E non ci sono riusciti, rischiando di essere infilati dal Napoli dominante.

E poi - con la medesima ‘scientificità’ esibita dal signor Massa - nell’azione del rigore non hanno fatto rivedere le linee per verificare l’eventuale fuorigioco. Né ho sentito alcun commentatore far riferimento alla lievissima intensità del tocco derivante dall’intervento di Ospina, intensità che viene invece abitualmente sbandierata nel corso delle telecronache, per giustificare decisioni arbitrali che considerano irrilevanti strattonate e spinte perché troppo leggere (tranne che si tratti della Juve, ovviamente, perché lì basta che una Chiesa crolli al suolo perché se ne rinvenga la causa in un attentato dinamitardo!). E ancora, nessuno ha minimamente almeno accennato al dubbio che quello di Darmian potesse considerarsi un intervento in gioco pericoloso sul portiere.

Quanto ad Insigne, si è radicalmente mancato di sottolineare che quello che ha detto (certo non da educanda di convitto) non l’ha detto muso a muso con l’arbitro (come è consolidata consuetudine impunita dei non colorati). No, l’ha detto all’aria, come per imprecazione... e pochi minuti prima - come ha ricordato Gattuso - aveva ricevuto dall’ineffabile signor Massa l’apprezzamento per un gesto di fair play in favore dell’infortunato Brozovic.

E poi, clamorosamente, nessuno ha stigmatizzato (duramente, come una cronaca degna della sua vocazione minima pretenderebbe) che Massa ha evitato di ammonire giocatori dell’Inter che a ripetizione hanno effettuato interventi durissimi, così finendo per legittimare il loro gioco intimidatorio (ne è prova il mancato giallo a Kouly nel finale, quasi a giustificare che il metro fosse lo stesso: amici cari, accanto all’indomito e pulito spirito di quando si giocava da ragazzi in Villa Comunale, abbiamo piena capacità di intelligere!). Fra i tanti un esempio evidente: Lozano ammonito per un contatto veniale, quando forse nemmeno c’era fallo, e la palese, ripetuta, pervicace trattenuta per la maglia di Zielinski lanciato verso la porta avversaria da parte di Brozovich, che viene incredibilmente ignorata.

Da quanto accaduto ricaviamo due cose. Primo: abbiamo acquisito, noi tifosi, la consapevolezza che siamo di nuovo veramente forti (ora devono capirlo appieno i ragazzi!), che hanno paura di noi e devono frenarci anche con mezzi sleali. Secondo: la convinzione che - appurato che, purtroppo, la battaglia per il rispetto eguale delle regole è ancora senza speranza (ma non dobbiamo smettere di combatterla!) - la strada da percorrere è una sola. Ce la insegnò Dieguccio, a Firenze, dopo un Fiorentina-Napoli. Dobbiamo convincerci, nel profondo, che ci tocca ancora giocare con l’handicap e che, in ragione di ciò, bisogna provare a rendere consequenziali i comportamenti per essere ancora più forti. Il capitano, che nella reazione di ieri, istintivamente, aveva dietro di sé tutto il popolo azzurro, deve sforzarsi, insieme al Mister, di mantenere i nervi più saldi di quanto richiesto agli altri.

Ci serva di lezione. Abbiamo una ragione di più per tener viva la memoria di chi ci ha insegnato che si possono coniugare bellezza e vittoria! A noi non basta essere i migliori. Ci vuole anche una gran tempra di combattenti, che implica il saper affiancare al coraggio l’astuzia del self-control.