TN - Coppola: "A casa dopo 18 anni per aiutare i giovani di Napoli! Meret, che riscatto! Insigne? Dura per i napoletani, ma ora è maturo"

08.03.2019 18:00 di Dario De Martino Twitter:   articolo letto 24760 volte
© foto di Federico De Luca
TN - Coppola: "A casa dopo 18 anni per aiutare i giovani di Napoli! Meret, che riscatto! Insigne? Dura per i napoletani, ma ora è maturo"

(di Dario De Martino). Finalmente a casa, 18 anni dopo. Una vita da girovago dopo la turbolenta esperienza da giovane nella sua Napoli, a difendere la porta di mezza Italia. Ora, dopo la fine dell'esperienza al Verona, Ferdinando Coppola ha deciso di tornare a difendere la sua città. Come? «Facendo crescere i ragazzini. Sto mettendo le basi per un progetto che parta dal mio quartiere, Soccavo, puntando al allargarsi sempre di più».

Ha lasciato Napoli 18 anni fa, che città ha ritrovato?
«Ho sempre avuto il desiderio forte di ritornare. La mia famiglia è rimasta qui ma con i ritmi dei campionati ci si vedeva davvero poco. Il desiderio si è fatto sempre più forte, non essendoci progetti veramente interessanti da coltivare ho deciso di ritornare a casa. Finalmente. Ho ritrovato una Napoli che ha sempre i suoi problemi ma appena tornato in città ho riscoperto anche la voglia di combattere per renderla sempre più ospitale anche per i tanti turisti ma soprattutto per fare qualcosa per i ragazzini». 

Ci dica di più di questo progetto. 
«Ho sempre pensato di tornare per fare qualcosa per i ragazzini. L'idea c'è: vorrei fare una scuola proprio per i portieri. Vorrei trasmettere ai ragazzini il fascino del ruolo dell'estremo difensore. Da piccoli il portiere è quello che magari ha meno capacità tecniche, invece secondo me è il ruolo più bello del mondo del calcio. Poi la Campania è una terra che storicamente ha creato grandi portiere, la materia prima per lavorare non manca. L'idea è partire da Soccavo, ci sto lavorando con padre Gennaro Matino che è un vulcano di idee e stiamo cercando di mettere in piedi questo progetto. Ora bisogna trovare le strutture e ci stiamo lavorando». 

Una struttura dimenticata a Soccavo c'è: il centro Paradiso. Sarebbe un sogno se un giorno istituzioni o qualche imprenditore si ricordasse di quella struttura. 
«Quello rappresenterebbe davvero l'apoteosi di questo progetto. Io abito lì vicino e passarci ogni giorno e vederlo così è uno schiaffo allo storia del calcio napoletano. Tutti i calciatori passati da Napoli hanno tantissimi ricordi in quella struttura». 

Passiamo al campo. Da napoletano che ha giocato nel Napoli ha vissuto sulla sua pelle la difficoltà di vestire la maglia azzurra da cittadino e tifoso di questa squadra. Insigne avrà bisogno di tutto il sostegno del pubblico dopo l'errore sul rigore contro la Juve. 
«Per i napoletani giocare nel Napoli è sempre più difficile. Sui ragazzi di Napoli ci sono sempre più aspettative, la gente chiede sempre di più e non sempre capisce a pieno i sentimenti che ci sono dietro un calciatore napoletano del Napoli che ama la maglia azzurra. Per quanto riguarda Insigne sono convinto che il sostegno del pubblico napoletano non mancherà. Allo stesso tempo, però, sono straconvinto che Insigne abbia raggiunto la maturità e la consapevolezza di sè per affrontare queste situazioni». 

Da portiere a portiere, l'ultima domanda è su Meret che ieri ha sfoderato una prestazione eccezionale.
«Ieri ha fatto una prestazione molto positiva in una partita molto molto importante. Nonostante la giovane età ha sfoderato una grande prova nonostante la sfida fosse importante e sentita, mostrando grande sicurezza e freddezza. È stato anche molto bravo a trovare la forza di riscattarsi subito dopo l'espulsione contro la Juventus. Come tutti i portieri giovani la crescita passa attraverso queste situazioni e i momenti meno felici. Gli auguro di crescere sempre di più, se lo fa a Napoli ancora meglio».