Equilibrio senza omertà, la chiave per cambiare la rotta

Per tanto tempo ci siamo sentiti dire che Napoli è una piazza difficile, complicata, dove il calcio viene vissuto con una passione smodata.
23.11.2020 21:20 di Gennaro Di Finizio Twitter:    Vedi letture
© foto di Insidefoto/Image Sport
Equilibrio senza omertà, la chiave per cambiare la rotta

(di Gennaro Di Finizio) - Per tanto tempo ci siamo sentiti dire che Napoli è una piazza difficile, complicata, dove il calcio viene vissuto con una passione smodata. L'amore per Maradona, per la maglia azzurra, tratti distintivi di una tifoseria e una piazza che ha grande passione, ed inevitabilmente spesso pecca di eccessiva emotività. Cosi, se si perde si parla di squadra da retrocessione, se si vince parliamo di squadra ormai spedita verso lo Scudetto. Gli animi sono quelli, e sarebbe inutile nascondersi dietro un dito. 

E' vero anche, però, che la piazza azzurra è cresciuta, e tanto. Gli ultimi anni hanno visto il Napoli giocare in stadi importanti, competere per i piani alti della classifica, e giocarsi anche lo Scudetto come capitato nell'ultimo anno di Sarri. Cosi tutto l'ambiente azzurro ha potuto tastare con mano le difficoltà di un club che viaggia su alte frequenze, con tutte le problematiche del caso. Cosi si cresce. 

Detto questo, qualche pecca la si riscontra sempre con il passare degli anni. Anche il Napoli di Gattuso è stato investito da qualche giudizio uterino, anche da addetti ai lavori che evidentemente da lontano hanno provato a giudicare una squadra in costruzione, di un allenatore giovane che sta riscoprendo la bellezza del sudore di tanti sacrifici fatti, navigando finalmente in acque più limpide.

Come giustamente ha ricordato lo stesso Gattuso appena qualche settimana fa parlando di Scudetto, serve equilibrio e chiarire effettivamente quali debbano essere gli obiettivi di questa squadra. Gattuso, però, non lesina nemmeno l'autocritica, grande valore di un uomo del sud abituato a mangiare pane duro in un calcio dove è sempre più difficile emergere.

Dunque l'equilibrio va professato, ed è giusto che tifosi ed ambiente ne facciano un leitmotiv chiaro e costante. Ma il giudizio, quello costruttivo che può aiutare anche lo stesso tecnico a correggere qualche passo falso, non deve essere omesso. Il Napoli, va detto, è una squadra ben lontana dalla perfezione. 

Il modulo crea ancora tanti dubbi sotto il punti di vista dell'equilibrio, Fabiàn nel centrocampo a due non garantisce le giuste garanzie, Osimhen resta un giovane da aspettare e non inondare di responsabilità, oltre alle questioni emerse nelle ultime ore legate a problematiche interne allo spogliatoio.

Questi sono solo alcuni dei temi che vanno sviscerati e analizzati nel segno di quel giudizio che nel calcio è fisiologico, come l'applauso quando fai gol ed i fischi quando ne sbagli tre di fila. Equilibrio ma senza omertà, la chiave per arrivare lontano.