La rivincita dei tre scaricati

19.10.2020 10:17 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
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La rivincita dei tre scaricati

(di Arturo Minervini) - È strana la sensazione di chi, puntualmente, deve fare i conti col giudizio preventivo. Perchè ormai si lotta più per difendere la propria. Scaricati. Prima di arrivare, poco dopo essere arrivati, dopo aver giocato tanti anni in maglia azzurro. Il filo sottile della rivincita lega e unisce le storie di Rino Gattuso, Hirving Lozano ed Elseid Hysaj, volti ora sorridenti che hanno masticato sotto le mascelle il boccone durissimo dell’amarezza. 

Nel Napoli che ha cambiato marcia, ci sono pezzi sparsi delle loro storie. Da Rino Gattuso, testimone di un’eredità mediatica pesantissima come quella lasciata da Ancelotti, un peso doppio per chi all’ombra del Leader Calmo era cresciuto da calciatore, progettando già un futuro in panchina. Perplessità, scetticismo, parole anche inappropriate avevano accompagnato i primi passi napoletani del mister calabrese, capace di convincere ora anche i più scettici con un Napoli bello oltre che vincente. 

Ancelotti è stato lo sponsor dell’altro scaricato alla ribalta. Lozano arriva in azzurro per volere di Carlo, ma un Carlo in confusione prova a cucirgli addosso abiti di una taglia differente. Inizia un lungo anno di tribolazioni e polemiche, con una valigia mai completamente disfatta. Poi l’estate, Gattuso, i sorrisi, la convinzione che quella prima stagione possa essere archiviata come una brutta parentesi. Ora il messicano guarda tutto da una prospettiva differente, privilegiata: la vetta della classifica marcatori. Che rivincita.

E alla fine arriva Hysaj. Meno da copertina, non per questo non funzionale alle vittorie. Spostato a sinistra, sta dando equilibri inattesi, mostrandosi anche più efficace nelle rare sortite offensive. La sua storia infinita col Napoli è fatta di alti e bassi, saluti e ripartenze, addii annunciati e poi rinviati. Anche con lui Gattuso è stato chiaro: voglio che resti. Ed Elseid è rimasto, al punto che ora appare difficile immaginare che nelle gerarchie interne Mario Rui possa essergli davanti. È la rivincita degli scaricati, è un Napoli che ha qualcosa dentro in più degli altri: la voglia di riscatto.