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Avv. Pisani: "Campionato va fermato, Rocchi non può aver fatto tutto da solo"

Avv. Pisani: "Campionato va fermato, Rocchi non può aver fatto tutto da solo"
Oggi alle 11:10Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini
"Alcune ombre, finalmente, con le prime verità, emergeranno. La Procura della Repubblica di Milano non è una “bancarella”

L'avvocato Angelo Pisani, durante il Bar di Tutto Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video per parlare del caso Rocchi.

Qual è la sua posizione sull’inchiesta e sul possibile ricorso per fermare il campionato?
"Alcune ombre, finalmente, con le prime verità, emergeranno. La Procura della Repubblica di Milano non è una “bancarella”: se ha aperto un’indagine del genere, significa che ci sono presupposti seri. Parliamo di anni di indagini, intercettazioni e prove. Ma questa è una questione che, al di là dei magistrati, era sotto gli occhi di tutti. Chiunque segua il calcio ha visto episodi che non appartengono allo sport. Se anche solo una parte di quanto emerso fosse vero, il campionato sarebbe falsato".

Perché sostiene che il campionato andrebbe fermato?
"Se il campionato è falsato, continuare significherebbe proseguire tra violazioni e possibili reati. Rocchi non può aver fatto tutto da solo: o lo ha fatto per qualcuno o contro qualcuno. Ci sono quindi altri soggetti coinvolti, tra chi ha tratto vantaggio e chi ha subito danni. In queste condizioni, il campionato non può proseguire: ci sono danni allo sport, ai tifosi, alle squadre, ma anche agli scommettitori e all’economia".

Dal punto di vista normativo è davvero possibile fermare il campionato?
"La normativa vigente non aiuta: la giustizia sportiva ha limiti che impediscono ai cittadini di intervenire direttamente. Ma questo non esclude che la Procura possa adottare provvedimenti per fermare il campionato o che la FIGC intervenga per evitare danni irreparabili, come assegnare uno scudetto che poi potrebbe essere rimesso in discussione".

Qual è il senso del vostro ricorso?
"È un’azione di legalità e di civiltà sportiva. Non è una battaglia contro qualcuno, ma per la trasparenza e il rispetto delle regole. Chiediamo la sospensione del campionato in attesa di chiarezza e sanzioni. È anche un appello agli avvocati e ai tifosi: il calcio deve tornare a essere pulito, come ricordava anche Diego Armando Maradona".

Come possono aderire i tifosi all’iniziativa?
"Possono sottoscrivere un esposto con richiesta di provvedimenti cautelativi che presenteremo alla Procura, alla giustizia sportiva e alla Procura di Milano. È un appello anche agli avvocati che vogliono sostenere questa azione per la trasparenza e la correttezza".

Cosa pensa della richiesta di spostare l’indagine da Milano a Roma per presunti conflitti di interesse?
"Ognuno è libero di tifare per una squadra. Non penso che un magistrato possa farsi influenzare. Anzi, va riconosciuto il coraggio della Procura di Milano. Piuttosto, tutte le procure dovrebbero interessarsi a quanto accade nel calcio, perché è un settore che coinvolge interessi enormi e la vita di tutti".

L’inchiesta potrebbe allargarsi ad altre squadre?
"
Sicuramente non è un problema di una sola squadra o del solo designatore. Quando ci sono favori o errori, c’è sempre chi ne beneficia e chi ne paga le conseguenze. Il sistema calcio va indagato nel suo complesso: bisogna accertare responsabilità e “eliminare i tumori” del sistema".

Che idea si è fatto del sistema calcio italiano oggi?
"È un sistema ormai “drogato”, che non piace più nemmeno ai tifosi. Oggi allo stadio si passa più tempo a protestare per decisioni arbitrali che a godersi la partita. Non si può far finta di nulla: servono riforme, regole chiare e la possibilità per tifosi e investitori di difendersi da eventuali irregolarità".