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Caiazza: "Dopo Parma il Napoli si è spento, ma questo non appartiene a Conte"

Caiazza: "Dopo Parma il Napoli si è spento, ma questo non appartiene a Conte"
Oggi alle 18:30Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
"Una volta che a Parma è sfumato l'obiettivo, nel senso di rincorrere l'Inter, si sono spenti".

Il giornalista de Il Roma Salvatore Caiazza è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Dove finiscono i meriti della Lazio e dove iniziano invece i limiti del Napoli? Che cosa non ha funzionato nella gara di ieri?

"Tutto dalle dichiarazioni pregara, al fatto che il secondo è il primo dei perdenti. Sinceramente da un allenatore così forte e così deciso a mantenere uno standard sempre molto alto, perché nelle sue precedenti esperienze in Italia, mi riferisco a Juve e Inter, è arrivato primo o secondo, già questa comunicazione non mi è piaciuta. Poi vado ai meriti di Sarri e personalmente non mi aspettavo l'insistenza, il perpetrare di una formazione che personalmente aveva già sbagliato a Parma. Non bastava solo il cambio di Buongiorno al posto di Juan Jesus, ma credo che era evidente al Tardini, come è stato evidente al Maradona, che Anguissa non è nelle condizioni di giocare in questo momento. Dicono quelli bravi che tu la prima la giochi bene, la seconda ancora carico, la terza la cominci a soffrire. Infatti De Bruyne è andato in parabola discendente. Ma al di là adesso delle condizioni, io credo che McTominay centrale e Alisson a sinistra sarebbe stata una chiave di lettura importante. Poi l'avresti persa lo stesso, perché comunque lì il Napoli ha spento la luce, lì il Napoli è andato in campo senza carica emotiva, senza voglia di vincere. Molto probabilmente gli azzurri erano legati all'obiettivo. Una volta che a Parma è sfumato l'obiettivo, nel senso di rincorrere l'Inter, si sono spenti. Ma questo non appartiene a un allenatore che deve assolutamente caricare, cioè ha la forza di caricare il gruppo."

Per quanto riguarda i meriti di Sarri?

"Per quanto riguarda i meriti di Sarri, Sarri ha delle… lo conosco bene, guardate, molto giovane quando è arrivato nel 2015, il 4-3-3 è quello, ha azioni codificate: palla a sinistra, va sull’out, cross al centro e arriva dall’altra parte il Callejón di turno, come quando ce l’aveva lui. Il Napoli non è riuscito a tenere botta perché comunque mettici lo scarso approccio, la scarsa voglia di vincere. Mettici le qualità di un allenatore che insegna calcio, non gestisce. Sarri insegna calcio e quindi è arrivato questo risultato che è meritato e che deve far riflettere, ma non perché poi gli altri risultati hanno sorriso al Napoli: il Como che perde a Sassuolo, Roma-Atalanta che finisce 1-1. Praticamente è passata un'altra giornata e il distacco dalla zona Champions è rimasto invariato, ma proprio per chiuderla in bellezza questa stagione, viste le tante difficoltà, i tanti infortuni, situazioni poco chiare anche sugli infortuni, gli attacchi e questo futuro incerto di Conte."

Il futuro incerto della panchina del Napoli potrebbe essere un'altra variabile che ha influito ieri?

"Sì, però anche i giocatori devono pensare a vincere le partite, andare in campo per vincerle, anche perché poi gli allenatori si cambiano, finiscono i cicli. Però di sicuro certe situazioni non fanno piacere, non fanno piacere al pubblico, non fanno piacere ai giornalisti che devono fare il loro lavoro. Io per domani ho scritto un corsivo dove Conte prima si deve guardare allo specchio e dire, prima di dire che Napoli è controversa perché c’è chi aiuta, chi distrugge e chi rompe le scatole. Qua a parte qualcuno che lo fa volutamente, ma non so perché, raccontiamo il calcio da sempre. Qui nessuno è contro il Napoli o contro Antonio Conte. Qui dobbiamo raccontare ed è stato Conte a dire certe cose, alla domanda sulla Nazionale: “Se io fossi il presidente federale mi terrei in considerazione”. È naturale che poi arriva la risposta di De Laurentiis che dice: se vuole andare via me lo dice, però mi auguro di no. Quindi sono cose che non fanno bene, ma anche il fatto di non parlare alla vigilia, ragazzi, cioè sono sei mesi che i giornalisti sono limitati, che vorrebbero conoscere certe dinamiche: Lukaku, gli infortuni, il perché di un'insistenza con i tre mancini centrali dietro, il perché di Gutierrez a volte a destra e sempre Spinazzola a sinistra. Sono tante cose che tu nella conferenza stampa di vigilia puoi chiedere. Invece nel post sono tutti misteri risolti, a parte le TV a pagamento, e poi al massimo sono quattro domande. Che fai con quattro domande se poi le fanno sempre gli stessi?"

Come si vede la situazione un po’ ingarbugliata, queste situazioni hanno delle ricadute sul pubblico?

"Come si vede la situazione un po’ ingarbugliata. Noi siamo al 20 aprile, praticamente non conosciamo ancora quando rientreranno Di Lorenzo, Neres, Vergara, quali sono le condizioni di questi calciatori. Perciò ti dico: tu chiedi una mano che ti è sempre stata data. Di sicuro non possiamo nascondere la polvere sotto il tappeto dopo quello che abbiamo visto ieri in campo, perché se tu non parli dai via libera alle congetture, ad argomenti che devi comunque inventarti per scrivere o raccontare. È naturale che poi uno va a trovare il pelo nell’uovo, ma non per metterti in difficoltà, ma evidentemente per fare il cronista."

Conte è un allenatore più lontano che vicino alla panchina del Napoli?

"Ma assolutamente sì, anche perché lui la settimana precedente aveva detto che comunque credeva ancora allo scudetto quando la matematica non lo condannava. Poi perché il secondo posto è il primo dei perdenti? Ne vince una sola. Quando non approfondisci, io devo pensare che stai buttando a rompere i rapporti con De Laurentiis e devo pensare anche dall’altra parte che alcune picconate arrivate da Los Angeles sono in chiave rottura. Perché se tu dici che l’allenatore mi aveva chiesto di non fare il ritiro con i tifosi e se mi dici che se vuole andare via può andare via, sinceramente poi sono più i disappunti in questo momento."

Il Napoli può aspettare Conte?

"Il Napoli non può aspettare Conte il 26 giugno che venga eletto il presidente federale e lui venga chiamato in causa. Il Napoli deve decidere, ha detto De Laurentiis: tra aprile e maggio io devo sapere cosa devo fare per il futuro, anche perché si deve programmare il mercato e non lo puoi fare senza l’allenatore. È naturale che poi ci sono gli aspetti economici, perché l’allenatore guadagna 8 milioni di euro netti a stagione. Io non credo che Conte rinunci a questa cifra così importante. Quindi la situazione va chiarita partendo dalla base economica, perché sta in piedi se restano in piedi sempre i soldi."

Domani il Napoli si ritrova a Castel Volturno, Conte che parole deve usare per rimotivare la squadra per queste ultime cinque partite?

"Conte non è nuovo a far rinascere le squadre, vi ricordate dopo Bologna, addirittura quei 15 giorni di sosta, poi tornò e il Napoli cominciò a vincere, addirittura andò a vincere la Supercoppa a Riad. Lui ha le armi per scavare all’interno della testa, dell’anima e del cuore dei suoi calciatori. Però ieri non ha funzionato niente. De Bruyne sembrava un giocatore normale, passaggio breve sbagliato, tocco sbagliato, tutto sbagliato. Deve guardare in faccia ai suoi ragazzi e dire: mancano cinque giornate, cerchiamo già dalla Cremonese di mettere un altro tassello."

La reazione del pubblico?

"La gente di Napoli è particolare. Non parlo degli ultras che sono rimasti fino alla fine, ma tantissima gente ieri a fine primo tempo ha fischiato ed è andata via un quarto d’ora prima. Non mi ricordo da quanto tempo non accadeva una cosa del genere. Non ci si comporta così. Puoi essere amareggiato quanto vuoi, però questa resta la tua squadra, che con mille difficoltà è seconda in classifica, ha vinto una Supercoppa e ha avuto difficoltà, ma ha portato risultati."

Prossima gara contro la Cremonese, cosa ti aspetti?

"Mi auguro di no anche perché la Cremonese non verrà a giocare come la Lazio, nel senso che ti viene a prendere alto. Hai bisogno sin dall’inizio di qualcuno che superi l’avversario e per esempio Alisson lo può fare tranquillamente. Però non puoi sprecare 45 minuti, perché sia a Parma che ieri abbiamo sprecato 45 minuti. Sinceramente il cambio l’avrei fatto subito, però in Italia non è così semplice."

Il ritorno di Lukaku?

"È il ritorno del figlio prodigo, che sinceramente ha deluso un po’ tutti con il suo comportamento. È fuori rosa e uno come lui, nelle piene facoltà fisiche e mentali, sarebbe stato utile al Napoli anche ieri o a Parma."