Corbo: "Voglio fare i complimenti a Manna per un'invenzione di mercato"
Il giornalista Antonio Corbo, editorialista di Repubblica, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
La partita di ieri è stata un po’ noiosa, però alla fine è entrato Alisson e ha cambiato la gara. Che lettura dai?
"La partita io l'ho vissuta in un solo modo, mi sembrava insopportabile e non riuscivo a capire perché due bravi allenatori si ostinassero a misurarsi in questo gioco al contrario, quasi in un non-gioco. Poi devo riconoscere che è stato anche un bravo Conte alla fine, perché ha finalmente inserito al momento giusto giocatori in grado di dare velocità negli ultimi tempi, Politano che torna dalla Nazionale, ovviamente deluso, un po' stanco, depresso, però sempre con tanta voglia di fare, ma soprattutto Alisson Santos, cioè un giocatore che secondo me se sta in panchina è un'arma in più perché all'improvviso sconvolge il gioco. Probabilmente, e lo dico anche per fare un elogio a Conte, nell'analisi della partita io penso che lui abbia pensato di fare una cosa semplice: ha detto io faccio una partita, lasciatemi usare questa espressione, da tirare a campare, cioè io faccio passare la prima ora senza combinare niente, zero contro zero, perché le paure, questa era la frase che mi veniva in mente ieri mentre vedevo la partita e tentavo di scrivere, di cercare un filo conduttore, cioè la somma delle paure, la paura di Conte strategica, la paura di Allegri strategica, la somma è sempre zero, quindi è un calcio italiano un po' imbrigliato, un po' legnoso. Detto questo però a Conte bisogna riconoscere il merito di sfruttare questa situazione perché al momento giusto pesca il giocatore giusto che viene dalla panchina e vince la partita. È una vittoria ultra all'italiana, però va bene così perché oggi, dopo una stagione così tormentata con tutti i record secondo me dell'universo di infortuni, il Napoli è secondo in classifica ed è teoricamente l'unica squadra che può veramente mettere paura all'Inter, quindi va bene così. Ovviamente però diciamocelo tra di noi, poi questa squadra va un po' ripensata, tutto il Napoli va ripensato, questo è vero, bisogna ripensare un pochino a quello che sarà anche la costruzione del Napoli che verrà."
Ti chiedo di Alisson Santos: è un titolare o un’arma da panchina?
"Io lo vedo, devo dirlo, e faccio i complimenti a Giovanni Manna, perché Alisson credo che sia stata una sua invenzione. È veramente, in un mercato che il Napoli malamente indovina, improvvisamente questo è un giocatore secondo me giustissimo, un ottimo giocatore con tutta la sua effervescenza, un giocatore effervescente che veramente nel movimento delle partite dà respiro al calcio, ecco questo mi sembra Alisson, quindi veramente è bello da vedere. Poi Conte ha il suo calcio, le sue teorie, ma siccome gli sta dando ragione va bene anche così: ti tieni quest'arma sotto la panchina e poi all'occorrenza lo introduci, comunque i gol ti tornano e può andare bene così. Però ovviamente non è questo il calcio che piace, perché poi non ci dobbiamo lamentare se la nazionale fa queste figuracce, questi disastri: si soffre, poi tutti questi grandi teoremi, però a un certo punto cominciamo a giocare con una semplicità, con l'allegria, il calcolo estremo rende zero."
Sulla questione Conte in nazionale, qual è il tuo pensiero?
"Io penso che Conte possa essere l'uomo giusto per riportare la nazionale alla vittoria, quindi secondo me è l'uomo giusto perché programma a quattro anni, vede la sua età a quattro anni da commissario tecnico e lo può fare bene. Anche quest'anno lui ha avuto difficoltà, non credo che abbia cominciato male, ma questa è un'idea mia, attenzione: io credo che non sia stata ben calibrata la preparazione, perché non saprei spiegare infortuni così numerosi, comunque è stata una stagione sfortunata. Penso che la nazionale possa esaltare tutta l'esperienza, la grinta, le qualità migliori di Conte. Nell'interesse della nazionale vedo Conte, nell'interesse del Napoli invece vedo un problema chiaro: prima di scegliere Conte bisogna scegliere De Laurentiis, quale De Laurentiis guida il Napoli, che cosa ha in mente, che cosa vuole fare. Con lo stadio sta fermo, con il centro sportivo sta fermo. Non voglio parlare dell'età, però è chiaro che quando si ha un orizzonte un po' più corto bisogna anche riflettere, quindi capire che cosa vuole fare e soprattutto qual è la via di continuità, se ha delle persone che possono collaborare attivamente con lui e portare avanti questa missione. Io credo che dovrebbe riflettere se vendere o no il Napoli: per venderlo bene deve lasciare a chi subentra almeno una convenzione di lungo periodo per avere lo stadio in uso esclusivo, in modo che il Napoli possa acquistare un valore che ripaghi De Laurentiis di tutti i successi e sacrifici, perché se non ha l'uso del campo e non ha strutture giovanili il Napoli vale meno."
Un commento sulle parole di Conte e sulla risposta di De Laurentiis?
"Vabbè, sono tutti giochi di posizione. La verità è questa: che se se ne va Conte o se rimane Conte, comunque il campionato è già programmato, perché poi Conte riesce a tirarsi fuori da vittorie anche in situazioni impossibili come è successo ieri sera e come succede spesso. Se invece se ne va Conte, De Laurentiis deve cominciare a programmare: non solo deve vedere il piano economico e gli strumenti, ma soprattutto deve pensare a una direzione tecnico-finanziaria, quindi deve ricominciare a fare il presidente, perché con Conte è una presidenza abbastanza impegnativa. Se rimane Conte va tutto bene, i tifosi saranno contenti perché applaudono subito tutte le scelte; se se ne va, bisogna programmare il Napoli e soprattutto vedere quali sono le responsabilità, le parti in gioco, che cosa si aspettano i tifosi e come anticipare un eventuale malumore. Diventa molto più impegnativa la presidenza senza Conte."
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