De Santis: "Se Conte fa ciò che ha fatto Fabregas lo crocifiggono in pubblica piazza"
Maurizio De Santis, giornalista di Fanpage, è intervenuto nel corso di Pausa Caffè, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "Fabregas ha fatto il furbo. Prima fa il furbo in campo, mettendo le mani addosso a un calciatore, poi va in tv a recitare la parte dello sportivo corretto che chiede scusa. Se vuoi davvero assumerti le responsabilità, lo fai subito in campo, ammettendo l’errore. Così invece no. E ti dirò di più: se una cosa del genere l’avesse fatta Antonio Conte, l’avrebbero crocifisso in pubblica piazza”.
Ti ha colpito anche la gestione disciplinare dell’episodio?
“Assolutamente sì. Fabregas resta tranquillo, non viene espulso e non prende nemmeno una giornata di squalifica, poi va serenamente in tv a scusarsi. Nel frattempo Allegri, che si è reso conto subito della gravità dell’episodio, cerca di difendere il suo giocatore, protesta, invade l’area tecnica avversaria e viene giustamente espulso. Ma il trattamento non è stato equo”.
In particolare ti ha infastidito il riferimento a Chivu…
“Sì, perché è stata la cosa peggiore. Per giustificare una simulazione e una bugia di un suo calciatore, Fabregas cita Cristian Chivu come esempio di allenatore leale. Ma stiamo scherzando? Citi uno che a sua volta mente in televisione per difendere una simulazione? È normale che Allegri, sentendosi preso in giro, poi lo mandi a quel paese”.
Qualcuno però ricorda che anche Allegri in passato non è stato un esempio di fair play…
“Per carità, Allegri non è un santo. L’episodio di Cagliari, quando allontanò il pallone, non è certo un manifesto di sportività. Ma c’è una differenza enorme: un conto è rubacchiare qualche secondo, un conto è mettere le mani addosso a un giocatore. Quella è una cosa molto più grave”.
Quindi il tema è la doppia morale?
“Esattamente. Se certe cose fanno parte del gioco, allora lo devono fare fino in fondo: ti prendi il cartellino, accetti la squalifica e finisce lì. Quello che non accetto è la lezioncina morale dopo, la parte del santo a mente fredda. Questo no. Ed è per questo che il mito del ‘maestro di etica’ è crollato al primo episodio”.
Immagini cosa sarebbe successo con Conte protagonista…
“Non ho dubbi: sarebbe stato un processo mediatico totale. Su Conte c’è sempre un’attenzione spasmodica, anche quando non fa nulla”.
Veniamo al campo: Atalanta-Napoli. Con McTominay in dubbio e Elmas adattato, cosa ti aspetti dalle scelte di Conte?
“Qui siamo alla madonna degli infortuni, perdonami l’espressione. Io spero che vada in campo chi sta meglio fisicamente. Un nome è quasi certo, il dubbio è sull’altro. Dipende molto da come Conte vorrà giocare”.
Gilmour può essere una soluzione dall’inizio?
“Dipende dall’autonomia. Se Billy Gilmour non ha almeno 50-60 minuti nelle gambe, io non lo rischierei dall’inizio. Per me è più una soluzione a gara in corso. Se invece Conte decidesse per il doppio play, allora cambierebbe tutto e anche Elmas diventerebbe una certezza”.
E Alisson Santos dal primo minuto?
“Possibile, ma complicato. Un conto è entrare negli ultimi 20 minuti e strappare, un altro è giocare 90 minuti dall’inizio con quel tipo di gioco. Dipende dalla fiducia che Conte ha nel ragazzo. Chi meglio di lui sa come stanno realmente le cose”.
Conclusione?
“Sarà una partita durissima, condizionata dagli infortuni e dalle scelte obbligate. Ma come sempre, Conte sceglierà chi gli dà più garanzie fisiche e mentali”.
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