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Disastro Italia, Giuliani: "ADL viene preso per pazzo quando dice una cosa"

Disastro Italia, Giuliani: "ADL viene preso per pazzo quando dice una cosa"
Oggi alle 14:10Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Fulvio Giuliani, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Da dove vuoi partire per analizzare questo fallimento della nazionale?

"Voglio partire... guarda, lo so di non essere originale, però l'ho detto ieri in onda, l'ho scritto, l'ho detto al podcast. Io trovo sconfortante, sconveniente e indecorosa la mancata capacità di assumersi le proprie responsabilità da parte di chi comanda, di chi ha la massima responsabilità di questo sfacelo, che è il terzo, ricordiamo. Quindi il signor Gabriele Gravina, che ieri si presenta in conferenza stampa per confermare una roba lunare, per confermare il povero Rino Gattuso, che è il meno colpevole della compagnia, per dire: no, no, ma io non mi dimetto, c'è il Consiglio federale. Uno spettacolo indecente che in altri luoghi, in altri mondi, forse più seri o semplicemente più severi, avrebbe portato all'immediato commissariamento. Non ci sono le basi giuridiche, io so che ci sono le basi tecniche di una figuraccia colossale che dovrebbe spingere tutti ad andarsene a casa. Ma tutti, quando dico tutti nessuno escluso. Non dice niente, siamo qui a raccontare un sacco di cose. Sono depresso."

Cosa pensi delle dichiarazioni di Gravina dopo la partita?

"Siamo dispiaciuti, delusi, arrabbiati. Gravina, al di là delle mancate dimissioni, addirittura ha confermato Gattuso, ma le prime parole di ieri in conferenza stampa sono state: grande Italia, grande allenatore Gattuso, grande gruppo, grande clima, hanno fatto quello che volevamo, sono stati eroici. Ripeto, posa il fiasco, non c'è altro da dire, non perdiamo tempo, perché qui stiamo perdendo tempo. Io non posso perdere tempo a commentare queste frasi."

Se fossi in una posizione di potere nella federazione, quale sarebbe il primo intervento?

"Direi la verità. Direi: signore e signori, siamo all'anno zero. Dimentichiamoci della storia, perché la storia è troppo più grande di noi, di quello che siamo oggi. Anno zero significa che nessuno qui può chiamarsi fuori e andarsene fischiettando. Mi riferisco alla Lega Calcio, mi riferisco alla Serie A, che è un campionato ridicolo. È un campionato in cui ci raccontiamo che è divertente perché è incerto, ma è incerto in basso, giochiamo sempre peggio. Tutte le squadre mirano solo a non prenderle, pochissime escluse."

Qual è il problema della Serie A e della sua struttura?

"Sono troppe le squadre. È una vita che De Laurentiis viene preso per pazzo perché dice che dobbiamo ridurre, ma ha torto quando dice a 18: bisognerebbe scendere a 16. Perché non servono queste squadre, non generano. Dopo questo sfacelo stiamo ancora qui a difendere partite che sono un prodotto non vendibile. Tra poco la Serie A non verrà più venduta, non ci saranno più i soldi, finirà la festa e saranno costretti a ridurre le squadre, non per scelta ma per necessità."

Qual è il paragone con altri sport o realtà vincenti?

"Io ricordo che sulla panchina della nazionale pallavolo femminile, campione olimpica del mondo, c'è un signore che si chiama Julio Velasco. Devo dire altro? Non è casuale. L'allenatore di Jannik Sinner si chiama Cahill. Non è casuale."

Quanto ha inciso la singola partita persa contro la Bosnia?

"Di tutto quello che non funziona nel sistema calcio Italia, c'è anche un problema di singoli e di una singola partita. Ieri era una finale che l'Italia non ha vinto. In valore assoluto l'Italia è strafavorita e non batte la Bosnia, subisce, soffre, perde ai rigori."

Cosa pensi del caso Lukaku e del rapporto con Conte?

"Sì, è così. È evidente che saranno accadute delle cose, episodi che noi non conosciamo. Non sto giustificando. Dico che questo è il calcio. Questi ragazzi sono completamente sconnessi dalla realtà, non si rendono conto che esiste un tema di responsabilità, che il professionismo non è solo chiedere adeguamenti quando le cose vanno bene e trincerarsi dietro i contratti quando le cose vanno male. Vedo una pochezza imbarazzante. Immagino la delusione umana di un uomo come Antonio Conte. Penso che ci sia rimasto malissimo, a meno che non ci siano cose che non conosciamo."

Il Napoli può ancora credere allo scudetto?

"Il Napoli ha l'obbligo di crederci. L'obbligo, tantissimo. Non può essere una parola vuota il professionismo. Devi stare lì e vincerle tutte. Poi quanto ci possa credere io, potrei cominciare a crederci nel caso la Roma vincesse a Milano. Però l'Inter dovrebbe compiere il suicidio perfetto."

Che impatto può avere questa sconfitta sui giocatori dell’Inter?

"Da un punto di vista tecnico e di risultato, questi ragazzi hanno mostrato di essere mediocri, un gruppo mediocre che verrà ricordato male. Da un punto di vista umano è un'altra faccenda. Gattuso come fai a non volergli bene? Però sul piano tecnico ha sbagliato tutto. È un allenatore mediocre che rispecchia la mediocrità del gruppo."

Chi si salva nella prestazione dell’Italia?

"L'unico è Donnarumma, perché è il più strutturato da un punto di vista tecnico."

C’è stato un errore decisivo nella gestione dei rigori?

"Non si doveva mandare Esposito per primo. È un errore gravissimo, perché è il più giovane della compagnia. È stato mandato allo sbaraglio. Il primo rigorista era tutta la vita Tonali. Segni il primo gol e cambia tutto mentalmente. È andato un ragazzino a tirare in curva e non possiamo prendercela con lui."