Caso Lukaku, Bagnulo: "Ogni tanto fa queste cose, ricordate al Chelsea cosa disse?"
Gianluigi Bagnulo, giornalista di Sky Sport, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Che aria si respira lì in Bosnia, non solo a livello meteorologico ma anche come umore della nazionale?
"La gente è in un'area molto inquinata, nel senso che è una città industriale piena di acciaierie. Sono qui da quattro giorni e ancora non ho visto un raggio di sole. Fa freddo, però l'aria che si respira, non fisicamente ma metaforicamente nella nazionale, mi sembra buona. Ho visto alcuni giocatori un po' più devastati, alcuni un po' meno, però in generale se vuoi andare al Mondiale devi vincere con la Bosnia. Non può spaventarti il clima, lo stadio piccolo, il tifo caldo, il campo che non è perfetto. Sono tutte cose che rischiano di diventare alibi. Quindi se vuoi andare al Mondiale niente di questo ti può far paura."
Quanto può essere decisivo Dzeko, anche considerando il peso che ha sui compagni?
"I compagni, i tifosi, tutti i bosniaci. Ci sono tanti campioni che sono campioni sul campo, poi appena li vedi fuori dal campo, qualsiasi sia lo sport, sono un po' meno campioni magari. Quindi è bello quando ti imbatti in un campione che poi anche umanamente ha uno spessore diverso dagli altri. Ieri l'ho detto anche Gattuso nella nostra intervista: lui può sbagliare sui giocatori, sugli uomini no. Io sono rimasto impressionato dalla profondità, dalla saggezza, dalla scelta delle parole, da quello che ha detto sull'inno italiano, invitando i suoi connazionali ad applaudire l'inno italiano. Anche dalla furbizia di sottolineare come non si possa fare polemica sullo stadio, perché in Italia non è che possiamo vantare stadi ultramoderni. L'ho trovato splendido nel giorno prima della partita. Se parliamo di campo è un giocatore di 40 anni che abbiamo visto faticare sei mesi alla Fiorentina, che si è rilanciato nella Serie B tedesca con lo Schalke facendo sei gol in otto partite, che deve gestire il suo fisico nel corso dei 90 minuti, ma credo che la sua sola presenza in campo rappresenti un messaggio positivo per i compagni, li tranquillizzi avere un baluardo così, un capitano, una leggenda davanti. Penso che vada al di là di ciò che riesce ancora a fare fisicamente, perché tecnicamente non si discute neanche a 40 anni. È proprio l'aura che ha intorno: illumina il campo per i compagni. È il mio miglior nemico perché è un nemico in questo momento, come lo sono tutti loro, però è il migliore dei nemici perché ho un rispetto immenso nei suoi confronti. È un campione puro, per i valori calcistici e umani che si porta dietro e che dimostra sempre di avere. È un campione assoluto per quello che ha fatto e continua a fare anche a 40 anni nella sua carriera."
Gattuso è l’uomo giusto per questo momento della nazionale?
"Sì, secondo me soprattutto perché è uno di personalità infinita, che ha giocato partite importantissime nel corso della sua carriera, che ha giocato in qualsiasi ambiente. Se vede qualcuno un po' giù, un po' moscio, un po' preoccupato, è capace di darti una scossa elettrica pazzesca. È veramente il generatore elettrico dell'Italia da questo punto di vista. Ieri è entrato dove ci trovavamo, l'ho guardato: faceva scintille, proprio prendevi la scossa a toccarlo. È carichissimo ed è carico di tanti sentimenti diversi: vuole portare l'Italia al Mondiale, è carico di tensione, di responsabilità. In una parola è carico, che non significa semplicemente che ha qualcosa dentro in più, ma che ha tante cose sulle spalle. Credo che uno che faccia circolare l'elettricità così all'interno dello spogliatoio sia decisivo prima di una partita del genere."
Chi può essere il protagonista dell’Italia in questa partita?
"Sì, l'altro nome che mi viene in mente è Tonali. Se dovessi fare un nome ti direi Tonali perché penso che sia, dopo Donnarumma, il giocatore più forte della nazionale italiana. Penso che lui abbia fatto scattare l'interruttore da off a on con il gol contro l'Irlanda del Nord, perché l'Italia fino a quel momento era stata orribile. Lui ha scacciato la paura e sarebbe bello che concludesse il lavoro portandoci al Mondiale. Lo reputo tecnicamente e fisicamente superiore e penso anche che sia un po' speciale, con una certa affinità con i momenti decisivi."
Ti aspettavi la situazione legata a Lukaku e quanto pesa per il Napoli?
"No, è un peccato enorme secondo me per il tempismo di questa giocata. Io sono convinto che il Napoli possa rientrare per lo Scudetto e giocarsela fino alla fine, e il tempismo stona con quest'idea: in questo momento c'era bisogno dell'apporto di tutti. Purtroppo quello che hai detto è vero, possiamo stupirci fino a un certo punto perché di situazioni simili nella carriera di Lukaku ce ne sono state tante. Ricordo l'addio all'Inter, ricordo un'intervista al Chelsea in cui disse di voler tornare all'Inter: fu multato e successe il caos in Inghilterra. È uno che ogni tanto queste giocate ce le ha. La scelta di tempo mi sembra sbagliata e, da quello che ho percepito, è anche una situazione difficile da ricucire, conoscendo il carattere di Antonio Conte."
È giusto metterlo fuori rosa?
"Le regole valgono per tutti, dopo di che bisognerebbe capire i retroscena e come si è arrivati a questo punto di rottura totale tra il Napoli e il giocatore. Non sta a me dire se metterlo fuori rosa o no, non voglio esprimermi su questo. Vorrei però che venisse chiarito quanto prima cosa è successo e quali sono le prospettive. Siamo nella fase più importante della stagione e, al di là delle condizioni fisiche di Lukaku, non solo perdi un giocatore ma crei anche un brutto clima in squadra, perché altri possono chiedersi come funzionano le regole. È una situazione che rischia di destabilizzare tutto l'ambiente, con un timing totalmente sbagliato."
De Bruyne lo vedi ancora protagonista in futuro o potrebbe andare via?
"Io spero e credo di sì. Quando si è fatto male sono uscite tante cose esagerate, ma lui ha scelto semplicemente il modo migliore per tornare in campo. Penso che sia un ragazzo molto intelligente, con un'esperienza enorme e una conoscenza perfetta del suo corpo. È tornato e ha stupito tutti: più magro, più in forma, in condizioni perfette. Non è un caso che Conte lo abbia messo subito in campo. Questo dimostra ancora una volta il livello del professionista. Quando hai una carriera a certi livelli, poi ne beneficia anche chi ti acquista, anche in situazioni difficili come un infortunio. De Bruyne è sempre stato un professionista esemplare, quindi non c'è da stupirsi. Io spero che possa rimanere perché ha ancora tanto da far vedere: voglio vedere ancora tanta luce uscire da quei piedi."
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