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Forgione: "Cessione Lucca dimostra che il Napoli vuole liberarsi delle mele marce"

Forgione: "Cessione Lucca dimostra che il Napoli vuole liberarsi delle mele marce"
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Giovane? Non sposta granché. Sposta semplicemente certe rotazioni: la necessità di attivarne di nuove, mettere dentro elementi nuovi, fare numero e provare a far crescere un calciatore giovane. Questo è il senso dell’operazione. Però non ci possiamo aspettare chissà cosa da ragazzi che non hanno grosse credenziali: ci sono aspettative, ma non grandi credenziali, fondamentalmente".

In vista di Juventus-Napoli, chi ci arriva meglio e cosa devono fare gli azzurri?
"Ci arriva meglio la Juventus, per come ha lavorato nelle ultime settimane. Il Napoli ci arriva male: è arrivato in affanno in campionato, è arrivato male alla partita di Champions e si è portato dietro scorie da quel campo. Sappiamo come ha pareggiato: un pareggio che vale quanto una sconfitta, perché ti mette in difficoltà per il prosieguo del cammino in Europa. Il morale oggi non è dalla parte del Napoli, ma della Juventus. Quindi il Napoli deve fare l’ennesimo miracolo: riportare il pronostico dalla sua parte e dimostrare che, anche in difficoltà, riesce a rimettersi in piedi, alzandosi dalle ginocchia".

Il secondo tempo di Copenaghen può lasciare strascichi mentali pesanti?
"È una bella mazzata, ma può significare tutto e niente. È un risultato a doppio taglio: ti puoi abbattere e andare a Torino col morale sotto i tacchi, e questo sarebbe deleterio. Ma può anche darti spirito di rivalsa, perché il Napoli è ferito, ha fatto una brutta figura, ne parlano tutti. Magari vuoi dimostrare che non sei quello del secondo tempo di Copenaghen: può diventare un fattore positivo".

Quanto bisogna crederci contro il Chelsea per il passaggio del turno?
"È una partita particolare, impronosticabile: può uscire la vittoria del Napoli, può uscire la vittoria del Chelsea, il pareggio serve a poco. Il Napoli deve giocarla per vincerla, con il coltello tra i denti, senza pensare di governare la partita con un doppio risultato. Però prima viene la Juventus: nella testa del Napoli c’è Torino. Superato quello scoglio, metterà tutta la testa e la preparazione giusta sul Chelsea".

È fatta per Lucca al Nottingham Forest: che segnale è questa cessione?
"Dimostra che il Napoli ha più esigenza di ricreare uno spirito, di liberarsi – dispiace chiamarle così – delle ‘mele marce’. Dispiace perché un ragazzo che poteva avere una grande opportunità a Napoli doveva sfruttarla: non ha lasciato niente. E dispiace anche perché era arrivato con quella famosa etichetta di Conte, ‘il dominante’: non ha dominato nulla. Qualcosa deve essere successo: non lo sappiamo, ma lo si intuisce. Se un allenatore lo accantona e gli lascia solo pochi minuti, significa che è stata rotta una fiducia. Magari non ha fatto nulla di grave, ma in allenamento non ha dimostrato di meritare fiducia, e a quel punto Conte ha deciso di non contarci più".

Quindi è un fallimento di Lucca o anche di Conte?
"È il fallimento non tanto di Lucca: è il fallimento di Conte. Conte ci contava su Lucca, poi evidentemente ha capito che non era quel giocatore lì. Pazienza. E la riflessione è un’altra: se lo lasci partire prima di Torino, con questa moria di calciatori, vuol dire che c’è un’indicazione chiara che in quel momento Conte preferisce avere Lukaku disponibile, anche solo per quei cinque minuti più recupero che ti servono. E quelli li può fare Lukaku".

Il mercato del Napoli che direzione sta prendendo, allora?
"Più che riparazione è riabilitazione. Il vero mercato del Napoli sarà il rientro dall’infermeria. Quello che sta arrivando ora è un innesto numerico per attivare le rotazioni, aumentare le alternative. Poi, quando rientreranno gli altri, si vedrà davvero la consistenza della squadra".

Conte è d’accordo con questo andazzo? Cosa ti aspetti da lui?
"Se dovesse fare una conferenza ‘delle sue’, critica verso la società, allora bisognerebbe ricordargli che non più di due giorni fa ha detto di essere in piena sintonia col club. Se sei in piena sintonia e poi succede qualcosa che non va, ci devi spiegare cosa è successo: o lui ha dato indicazioni e la società ha detto sì ma poi non ha operato, oppure c’è qualcosa che non torna. Ma non è un motivo per pensare a bugie: dobbiamo aspettare che finisca il mercato e capire cosa succederà".

Vergara può essere il “mercato interno” del Napoli in questo momento?
"Qualcosa l’ha data, non è stato evanescente. A Copenaghen soffriva un po’ il palcoscenico, era emozionato, si è dato da fare: non sempre gli è riuscito tutto, ma non è stato ininfluente. È stato più incisivo nel primo tempo in campionato. È un calciatore su cui puoi lavorare: ha 22 anni, è il momento di dimostrare se hai davvero certe doti".

E ora? Mancano dieci giorni alla chiusura: può cambiare tutto?
"Siamo solo al 22 gennaio: c’è ancora una decina di giorni per stravolgere le indicazioni. Conte tiene tutti finché può, per una questione di numeri e di rosa ristretta. Poi sarà il mercato – e la realtà dei fatti – a dire chi ti serve davvero da qui a fine stagione".