Gallo: “Spendere 150mln non significa rinforzarsi! Beukema, Lang e Lucca lo dimostrano…”
Massimiliano Gallo, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto a 'Cronache azzurre' su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Conte? Ha ancora un anno di contratto. È un contratto comunque oneroso per il Napoli: guadagna circa 8 milioni netti all’anno. È difficile immaginare una rottura, perché poi si fanno tante discussioni, ma la componente economica è rilevante. A meno che non sia lui a sentirsi stanco, prosciugato da questi due anni a Napoli. Il Napoli è comunque una squadra forte. Un eventuale cambio di strategia, un ritorno alla “dimensione Napoli”, non sarebbe un ridimensionamento, ma un diverso posizionamento. Come ha dimostrato anche l’ultima campagna acquisti estiva, non è detto che spendere 150 milioni significhi rinforzarsi. Magari ne spendi 17 a gennaio per un giocatore funzionale e titolare, mentre in estate hai investito molto su profili come Beukema, Lang e Lucca che non hanno reso come previsto. Probabilmente Conte e la società hanno bisogno di confrontarsi e ritrovare fiducia ed entusiasmo, nuovo slancio. Secondo me è presto per dire che andrà via. Il problema del Napoli è piuttosto una riflessione sulla scorsa campagna acquisti”.
Si parla anche di Giovanni Manna, un po’ in bilico, con voci sulla Roma. Credi che il suo futuro sia legato a quello di Conte? “No, non credo sia legato a Conte. Mi è difficile giudicare il lavoro di Manna. Alcuni acquisti sono stati ottimi nel primo anno, e tra questi inserisco anche Buongiorno, anche se quest’anno ha avuto problemi. L’anno scorso, quando ha giocato, è stato un pilastro del Napoli. Conte stesso lo rischiò nella partita col Genoa pur di averlo, e poi lui si fece male nel finale di stagione. La seconda campagna acquisti, invece, è stata disastrosa. Bisogna fare una media complessiva. Napoli è una piazza che spesso affida ruoli chiave a direttori sportivi giovani o poco noti, che crescono nel tempo. Per questo si può anche proseguire con Manna, ma non credo che la sua permanenza dipenda da Conte: potrebbero anche restare indipendentemente l’uno dall’altro”.
Che idea ti sei fatto del polverone sull’indagine della Procura di Milano su Rocchi, Gervasoni e altri? “Il punto è che i tempi della magistratura sono molto diversi da quelli dello sport e della comunicazione. Serve tempo. Al momento non è emerso nulla di paragonabile a quanto si pensava inizialmente. Eravamo abituati al ricordo di Calciopoli, vent’anni fa, con intercettazioni e sviluppi rapidi. Questa volta tutto procede più lentamente. Può darsi che, come in altri casi giudiziari, si arrivi a conclusioni anche clamorose, ma oggi è presto per dirlo. Secondo me il giudizio va sospeso: sappiamo troppo poco”.
L’Inter ha meritato più di tutte lo Scudetto? “Chi vince, alla fine, merita di più per tante ragioni. Magari non è sempre la squadra più forte nella singola gara, ma la continuità aumenta il merito. Anche il Napoli l’anno scorso, pur non essendo sempre la più forte nella singola partita, è stato costante e ha vinto meritatamente. Quest’anno invece il Napoli ha pagato infortuni e qualche calo di concentrazione in vari momenti della stagione, oltre a partite casalinghe non vinte che dovevano essere portate a casa. Alla fine, quando sbagli una volta, poi due, poi tre, perdi terreno. E chi vince, merita”.
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