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Repubblica, Corbo: "Napoli già in vacanza! Conte metta dentro chi ha ancora fame"

Repubblica, Corbo: "Napoli già in vacanza! Conte metta dentro chi ha ancora fame"
Oggi alle 14:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Antonio Corbo, giornalista ed editorialista de La Repubblica, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "ADL potrebbe aver ripensato a Sarri dopo Napoli-Lazio? Sicuramente sì. A differenza di altre volte, quando De Laurentiis ha sempre cercato allenatori di primissima fascia, con Sarri ebbe l’intuizione e anche il coraggio di scegliere un tecnico che allora non aveva ancora quel profilo mediatico. Ricordo bene come nacque tutto: ci fu un incontro ad Amalfi, poi una cena e da lì un’intesa che, secondo me, è stata una delle più fortunate per il Napoli. Sarri poteva diventare l’allenatore di un ciclo lunghissimo, anche di dieci o quindici anni, perché aveva qualità, identità e anche una certa appartenenza alla città".

Perché quel rapporto, allora, non è durato?
"Ho sempre pensato che Sarri sia stato in qualche modo spinto verso altre scelte. A un certo punto emerse questa idea del 'voler diventare ricco', e lì qualcosa cambiò. Fino a quel momento il suo percorso a Napoli era stato straordinario. Poi la direzione è stata diversa. Resta però il fatto che quella esperienza ha rappresentato probabilmente il punto più alto della sua carriera, soprattutto per qualità di gioco".

Se Conte dovesse andare via, De Laurentiis ha già in mente un nome?
"Io posso dire una cosa che considero molto probabile: a De Laurentiis piace Fabregas. Mi risulta che ci sia stato un incontro tra i due un paio di mesi fa. Non so se casuale o organizzato, e non so se poi ci siano stati ulteriori sviluppi, ma un contatto personale tra De Laurentiis e Fabregas c’è stato. È normale che un presidente si guardi intorno, soprattutto in una fase così delicata".

Il Napoli sembra orientato verso un mercato più sostenibile, fatto di giovani e ingaggi più bassi: è una strada compatibile con Conte?
"Dipende da come Conte vorrà interpretare questa fase della sua carriera. Finora è stato un allenatore bravissimo nel prendere squadre mature, nel portarle al massimo in tempi relativamente brevi e nel vincere. Ma adesso, a questa età, potrebbe anche cominciare a pensare a qualcosa di diverso: diventare non solo uno che guida una squadra, ma uno che la costruisce. Io credo che la vera svolta per Conte potrebbe essere proprio questa: provare a essere il riferimento di un ciclo lungo, di cinque o dieci anni, costruendo una squadra giovane, sostenibile e competitiva. Se dovessi dargli un consiglio, gli direi di pensarci seriamente".

Il Napoli, però, sul piano del gioco continua a mostrare qualche limite contro squadre chiuse. È un aspetto preoccupante?
"Sì, soprattutto contro certi sistemi di gioco. Per esempio, contro le difese a tre il 4-3-3 resta una soluzione molto efficace, a patto di avere esterni che accelerino e allarghino il campo. In questo senso, contro la Lazio la partita è stata preparata male. Alisson, per esempio, era un giocatore che poteva essere utile dall’inizio e non si capisce perché non sia stato schierato subito. Forse Conte si è affezionato all’idea di un calciatore che entra nella ripresa e cambia la partita, ma stavolta serviva altro".

Quindi è stata soprattutto una questione tattica?
"Anche, ma non solo. A me il Napoli è sembrato soprattutto una squadra con la testa già un po’ in vacanza. Al di là di tutte le valutazioni tattiche, questa è stata la sensazione più netta. E in momenti così bisogna far giocare chi ha davvero fame, chi ha voglia di conquistarsi spazio e futuro. A volte è meglio affidarsi a chi ha più energie mentali che a chi magari ha già speso tanto, anche fisicamente, nel corso della stagione".