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Il mental coach Tirelli: "Vergara va protetto. De Bruyne? Rientra prima grazie a una dote"

Il mental coach Tirelli: "Vergara va protetto. De Bruyne? Rientra prima grazie a una dote"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 15:30Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Stefano Tirelli, mental coach, è intervenuto nel corso de Il Bar di Tuttonapoli, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android): "De Bruyne? Parliamo di un grandissimo campione con una carriera lunga e importante. Questo significa avere una memoria muscolare molto sviluppata: il corpo è un po’ come un computer, più ripete determinati programmi e più diventa efficiente. È chiaro che l’età può porre qualche interrogativo, ma l’esperienza e le migliaia di allenamenti e partite disputate aiutano l’organismo a riattivarsi più velocemente. Proprio per questo il recupero può essere anche più rapido rispetto ad altri calciatori”.

Il gol di Lukaku a Verona può rappresentare una svolta mentale?
“Sì, perché è stato un gol decisivo e questo genera emozioni molto forti. Quando un attaccante segna una rete che risolve la partita ritrova fiducia in se stesso e questo entusiasmo poi si trasmette anche alla squadra. Lukaku è un atleta straordinario, ma con la sua struttura fisica ha bisogno di tempi di recupero più lunghi rispetto a un calciatore più leggero. Ora però può essere nella condizione mentale ideale per dare il suo contributo nel finale di stagione”.

Vergara è esploso rapidamente: come si protegge mentalmente un giovane?
“Quando un ragazzo ha talento e una base mentale solida è già un grande vantaggio. Però bisogna proteggerlo: l’ambiente familiare e quello professionale devono lavorare insieme per preservare l’equilibrio. Napoli è una piazza straordinaria, capace di esaltare i calciatori, ma proprio per la sua passione può diventare anche difficile da gestire per un giovane. Per questo serve attenzione, equilibrio e un lavoro costante intorno al ragazzo”.

Conte ha parlato di una stagione che lo sta facendo crescere: quanto è difficile gestire un’annata così?
“La difficoltà è elevata. Conte ha un carattere molto forte e una grande capacità di trasmettere energia, ma questa stagione, con tanti infortuni e imprevisti, ha messo alla prova la sua resilienza. La resilienza è la capacità di affrontare le difficoltà senza farsi abbattere, trasformandole in opportunità di crescita. Credo che le sue parole siano molto realistiche: un’annata del genere può insegnare molto e rendere ancora più forte un allenatore”.

I tanti infortuni possono avere anche una componente mentale?
“Dal punto di vista puramente atletico non posso dare risposte precise, ma sappiamo che mente e corpo sono strettamente collegati. Il nostro stato emotivo influisce sul sistema immunitario e sulla risposta fisica del corpo. Quando una squadra vive una stagione difficile, con pensieri più negativi o preoccupazioni continue, anche il rischio di infortuni può aumentare. È un principio confermato dalle neuroscienze: prestazione mentale e prestazione fisica si influenzano a vicenda”.