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Imparato: "Infortuni? Sono un ultrà di Conte, ma sulla gestione ha sbagliato!"

Imparato: "Infortuni? Sono un ultrà di Conte, ma sulla gestione ha sbagliato!"
Oggi alle 18:10Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Gaetano Imparato, firma storica de La Gazzetta dello Sport, è intervenuto nel corso di "Cronache Azzurre" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Sono a Copenaghen. Sono arrivato stamattina verso le nove, partendo da Roma. C’è un bellissimo sole, neanche una nuvola, il cielo è terso, bellissimo… ma fa freddo cane. Perché si alza a volte un venticello fastidioso e quindi bisogna essere ben coperti: ti godi il sole, ma appena si alza quel vento fa abbastanza freddo. Penso che siamo sui due gradi, non di più”.

Hai seguito le ultime notizie sugli infortunati? “Ho sentito con attenzione le notizie che avete dato perché, stando qui, non mi è stato possibile seguire in diretta questo bollettino di guerra. Io penso che era quasi ora che ci si muovesse un poco anche sull’aspetto sanitario del Napoli per far capire un po’ qualsiasi cosa. È stato importante anche lo stupore esternato da Conte dopo una partita recente, quando gli chiesero degli infortunati e lui non sapeva nulla: era quasi ora. Io non mi meraviglierei se l’anno prossimo, a prescindere da chi sarà l’allenatore, ci sarà una bella modifica per quanto riguarda l’aspetto sanitario. Stanno succedendo cose strane: recuperi lunghissimi… non entro nel merito, non sono un medico, ma è una situazione assolutamente inordinata”.

Ti aggiorniamo: Politano un mese, Rrahmani stop 15 giorni. Che idea ti sei fatto? “Ho capito. Comunque un bollettino abbastanza triste. La situazione è grave. Vediamo quanto si inventa oggi il mister. Diciamo che più o meno la formazione è molto obbligata”.

E Lang titolare, nonostante le voci di mercato? “Io sarebbe aggiungere alla beffa se questo ragazzo non dovesse rendersi utile, o non lo mettessero nelle condizioni di rendersi utile neanche in questa situazione solo perché sta per essere ceduto. È giusto che venga ceduto, sono contento per il Napoli, per lui: alla fine si elimina un problema. Però deve giocare assolutamente. Certo, nella logica a volte succede che i giocatori prima di essere ceduti vanno in panchina per non correre il rischio di infortunarsi. Ma vista la situazione, se sono uomini contati, il Napoli deve assolutamente vincere e uno come Lang secondo me serve”.

Secondo te chi ha sbagliato su Lucca e Lang: Manna o Conte? “Ci sono colpe un po’ dappertutto. So per certo che Lucca non è una scelta diretta di Conte: Conte cercava un giocatore che fosse un po’ la fotocopia di Lukaku, con le dovute proporzioni. Lui aveva fatto qualche indicazione, però le prime scelte non sono potute arrivare. Gli hanno proposto Lucca e gli hanno detto: ‘i presupposti sono questi, grossomodo come bozza su cui lavorare ricorda Lukaku’. Però io già dall’estate dicevo che Lucca non mi convinceva: l’ho seguito per anni e non mi convinceva”.

Su Lang: “Lang è stato preso per essere un erede di Kvaratskhelia, per posizione, non certo per valore. È stato sacrificato nel primo periodo: per far giocare altri e spostare McTominay in quelle zolle. Poi quando c’è stata necessità, in quelle zolle ci si è messo Neres, non lui. Ultimamente anche Elmas. E soprattutto Lang è stato messo ‘alla prova’ quando il Napoli faceva un gioco offensivo lento, tipo basket, con giri palla: lui è un contropiedista nato. Si deve saltare l’uomo, ma non è che ne abbia fatti vedere saltare tanti”.

Gli infortuni: Conte ha gestito male la rosa? “Sulla preparazione non entro nel merito, perché siamo persone serie e non possiamo vestire i panni dei preparatori: oggi non si vedono gli allenamenti, non sai cosa fanno in palestra, non sai come lavorano a Castelvolturno. Sulla gestione dei singoli invece qualcosa si può dire: alcuni calciatori sono entrati troppo tardi nelle rotazioni. Io sono un ultra di Conte, il più grande ultra, gli do meriti enormi… però alcune cose lasciano perplessi. Non dimenticate: Berlusconi col Milan, in un periodo simile di infortuni, inventò il Milan Lab proprio per prevenzione e gestione. Il Napoli può prendere spunto, tutto in via precauzionale”.

Cosa ti aspetti dalla conferenza di Conte e che domanda gli faresti? “Conte, se facessero un Nobel per le conferenze stampa, lo vincerebbe di diritto. Io lo prevedo abbastanza calmo, senza polemiche. Farà capire che è una partita delicata, parlerà degli uomini contati, di soluzioni da trovare. E probabilmente tornerà anche sul fatto che sul mercato qualcosa si deve fare, come ha detto il suo vice. Cosa domanderei? Antonio, ma perché te la senti già da adesso di programmare l’anno prossimo? Le scelte di gennaio sono per l’anno prossimo o solo per tappare i buchi? Perché oggi prendi una punta: la prendi ‘temporanea’ o fai un contratto lungo e poi rischi di ritrovarti un peso morto per anni? Sono scelte strategiche anche per il futuro”.

E sulla partita: che Napoli ti aspetti? “Versione Champions, attento a non lasciarci le penne. Il Copenaghen qui ha il campionato fermo: si sono fatti due settimane al caldo per preparare quest’unica partita. Verranno carichi come pile e il Napoli invece ha i problemi che ha. Speriamo che riesca a cavare un ragno dal buco. E mi auguro anche che gli altri risultati sugli altri campi diano una mano: il Napoli deve fare il Napoli, ma che ci sia un aiutino del destino”.