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Italiano, l'ex compagno: "Napoli poteva essere la piazza giusta con rosa perfetta"

Italiano, l'ex compagno: "Napoli poteva essere la piazza giusta con rosa perfetta"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 13:30Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Alessandro Dal Canto, allenatore, ex compagno di Italiano, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Da giocatore Vincenzo Italiano, negli ultimi anni a Padova, si vedeva già una predisposizione al ruolo di allenatore? Era intuibile il suo futuro in panchina?

"Beh, aveva sì, predisposizione. Insomma, quelli che dopo fanno gli allenatori spesso lo cominciano tra virgolette da giocatori. Ecco, ci sono delle personalità spiccate che sono predisposte a questo tipo di percorso. Lui è uno di quelli, dopo dirti che l'avesse fatto in modo così pieno di soddisfazioni, quello difficile da prevedere, però che fosse un possibile allenatore, sì."

Come leggi questo cambio di scenario di Aurelio De Laurentiis? Italiano sembrava vicino al Napoli, che invece ha preso Max Allegri.

"Beh, questo lo sa lui del perché eventualmente abbia fatto una scelta diversa, sempre che la prima scelta fosse stata italiana. Io questo non lo so, però, come dissi già ieri, io credo che siano due ottimi allenatori, completamente diversi tra loro nel modo di lavorare, però sono due ottimi allenatori. Chiaro che uno che prende Italiano sa che, tra virgolette, dà una chance a un allenatore emergente, che però ancora non ha allenato un grande club, inteso un grande club che può competere per lo Scudetto, e lì contro c'è un allenatore che invece sotto questo profilo qui è un super esperto, se non il migliore in circolazione in questo momento qua."

Secondo te il Napoli avrebbe dovuto cambiare registro scegliendo un profilo più simile a Italiano invece di Allegri? Con la rosa attuale sarebbe stata una scelta migliore?

"Ma assolutamente sì, io credo che oggi lui sia arrivato in un momento dove, secondo me, è giusto pure che si giochi una chance in una squadra che prova a vincere delle competizioni importanti tipo lo Scudetto. Il Napoli poteva essere la piazza giusta, comunque va via un super allenatore, bisogna vedere il Presidente se, come posso dirti, nell'idea sua aveva di provare una scommessa e quindi, tra virgolette, c'è un margine di incertezza su quello che faceva, oppure affidarsi come penso abbia fatto, insomma non so se è ufficiale o no, ma affidarsi ad Allegri che invece sotto questo profilo qui è una garanzia, quello dipende dalle sensazioni sue."

Sulla narrazione di queste settimane: c’è chi sostiene che il calcio stia andando verso un modello più offensivo e aggressivo, alla Italiano, Fabregas o Gasperini. Tu da che parte stai?

"Che tanto va sempre in base al risultato, nel senso che ora Allegri passa, tra virgolette, male perché il Milan esce in malo modo all'ultima giornata con il Cagliari dalla corsa per la Champions, di contro invece Fabregas con un'altra tipologia di calcio, la Zecca con il Como, però poi alla fine io credo che uno debba ottenere i risultati, gli obiettivi che sono prefissati dal club, lo può fare nel modo che pensa più opportuno, non credo che ci sia un modo giusto e uno sbagliato per fare calcio, c'è quello che uno si sente di insegnare. Allegri ricordo soltanto che quando venne alla Juventus dal Milan ci fu una cosa simile, una protesta generale dei tifosi gioventini, una rivolta dei tifosi gioventini, ha vinto 5 Scudetti, 4 Coppa Italia mi sembra e 2 finali di Champions, io vi auguro che succeda la stessa cosa."